moebius (2013) regia di Kim Ki-duk Corea del Sud 2013
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locandina del film MOEBIUS (2013)

Titolo Originale: MOEBIUS

RegiaKim Ki-duk

InterpretiCho Jae-hyun, Seo Youngju, Lee Eunwoo

Durata: h 1.30
NazionalitàCorea del Sud 2013
Generedrammatico
Al cinema prossimamente

•  Altri film di Kim Ki-duk

Trama del film Moebius (2013)

Divorata dall'odio per il marito a lungo infedele, una donna cerca di vendicarsi ma finisce con l'infliggere una grave ferita al figlio, prima di scomparire per il senso di colpa che ne consegue. Ritenendosi responsabile dell'infermità causata al ragazzo, il padre decide di evirarsi e di dedicarsi esclusivamente al figlio. Con il passare del tempo la situazione sembra ritornare lentamente alla normalità quando, in seguito all'improvviso rientro della moglie a casa, l'intera famiglia è condotta sull'orlo della più terribile delle distruzioni.

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Voto Visitatori:   6,33 / 10 (21 voti)6,33Grafico
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Voti e commenti su Moebius (2013), 21 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

_Hollow_  @  11/01/2014 02:43:55
   10 / 10
Mah.
Io m'ero preparato a vedere una ****** assoluta, "una *******ta pazzesca", vista l'aria che tirava. Mi son dovuto ricredere in toto.

Innanzitutto, se si facesse vedere il film ad una persona ignara, questa comunque saprebbe subito dire una cosa: "è di Kim Ki-duk". lo stile del maestro è inconfondibile.

Poi spezziamo un'altra lancia a favore: nonostante il tema, c'è meno nudo di un qualsiasi film di Vanzina. C'è uno strano pudore, impensabile visto l'assurdo tema.
Ci voleva un sacco di classe per fare qualcosa di così "soft" raccontando questa storia. Diciamocela tutta: gli aspetti "scabrosi" non tolgono nulla alla drammaticità.

Oserei dire che sia poetico. E, da un certo punto di vista innegabile, una summa dei capolavori che hanno reso celebre Kim Ki-duk. Sembra un 8 e 1/2 Kimkidukkiano, un Takeshis.
La scena della "masturbazione dello stupratore" è un vistoso richiamo al finale del bacio di Ferro3. E riesce incredibilmente a stupire come quello, nonostante sia il suo estremo opposto, nonostante il loro rapporto sia come quello tra il bianco e il nero, lo Yin e lo Yang. Di Ferro3 penso ci sia pure la stessa prigione, e sul finire spunta una mazza da golf.
C'è pure diversa roba da "Primavera, estate ecc.". Il misterioso buddista della vetrina mi azzardo a dire che sia lo stesso Kim Ki-duk inizialmente. Poi avviene il passaggio di consegne, come nel precedente film. E, come in quello, il sesso porta solo guai, la pace sopraggiunge solo attraverso il Buddha.

In pratica, il maestro è arrivato all'estremo possibile e immaginabile riuscendo a superarsi (nel senso di trascendere i suoi lavori precedenti) e arrivando nonostante tutto alle stesse conclusioni.

Cinema. Forse dell'assurdo, postmoderno e tutto quello che volete ... ma puro cinema.

6 risposte al commento
Ultima risposta 01/02/2014 03.48.44
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Ciaby  @  22/09/2013 20:48:45
   4½ / 10
Chiarendo io che io non sono il solito snob che tira ***** su Kim Ki-Duk dal post-Ferro 3, ma anzi che io sia un suo ammiratore che ha amato persino "Arirang", affermo che è dolorosissimo accettare un'ora e mezza di film che si basa su questa linea narrativa:

Un tizio perde il pene. Glielo ridanno. Vogliono riprenderselo.

In mezzo: curiosi aneddoti su autoerotismo per i castrati grazie a google. Pratiche erotiche masochistiche che prevedono pietre focaie usate per accendere un ben altro tipo di fuoco e coltelli fallici piantati nella schiena e masturbati (senza causare il benché minimo schizzo di sangue); gente che si smutanda a caso; 20 schiaffi; tette GROSSE; buddhismo e autocitazionismo spinto più delle scene di sesso.

Poi, va bene sperimentare facendo un film completamente senza dialoghi, ma usare come espediente google per far capire la trama NO.

Kim, ti voglio un bene dell'anima. Ma questo film proprio non riesco ad accettarlo. Sto male.

13 risposte al commento
Ultima risposta 11/10/2013 11.48.39
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