brothers regia di Jim Sheridan USA 2009
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brothers (2009)

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locandina del film BROTHERS

Titolo Originale: BROTHERS

RegiaJim Sheridan

InterpretiJake Gyllenhaal, Natalie Portman, Tobey Maguire, Mare Winningham, Sam Shepard, Bailee Madison, Taylor Geare, Patrick Flueger, Carey Mulligan, Jenny Wade

Durata: h 1.45
NazionalitàUSA 2009
Generedrammatico
Al cinema nel Dicembre 2009

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Trama del film Brothers

Durante la consegna del rapporto su una missione di pace in Afghanistan, l'ufficiale militare danese Michael si ferma per prendere il fratello Jannick, che quel giorno esce di prigione. In Afghanistan, l'elicottero di Michael precipita e si presume che sia morto. Jannick e la moglie di Michael, Sarah, scoprono di non odiarsi come credevano e Jannick decide di cambiare e rendersi utile a casa di Sarah. Poi Michael torna a casa con un caso di disturbo provocato da uno stress post- traumatico come conseguenza della sua esperienza in prigionia.

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Voto Visitatori:   7,07 / 10 (128 voti)7,07Grafico
Voto Recensore:   7,00 / 10  7,00
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Voti e commenti su Brothers, 128 opinioni inserite

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elmoro87  @  16/04/2011 12:22:35
   9 / 10
A me questo film ha fatto impazzire, un grandissimo film con un grande cast. Bellissima la trama, con "Spiderman" Maguire capitano dell'esercito in missione in Afghanistan creduto morto ma catturato dai fondamentalisti, la Portman mogliettina che lo aspetta a casa e Gyllenhaal fratello nullafacente che aiuta la moglie in attesa del ritorno del fratello/marito. Una serie di variabili escono fuori e incasinano il film, che nelle scene finali risulta alquanto commovente e colmo di un significato neanche troppo celato sui sentimenti verso li altri, il tutto condito da problemi vari... Un ottimo film, di cui non avevo mai sentito parlare e che mi ha fatto un enorme piacere scoprire.

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Ultima risposta 16/04/2011 12.57.51
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Macs  @  31/03/2011 10:17:01
   6½ / 10
Film ben recitato (visto in inglese) che vive della bravura dei tre protagonisti. Bella la fotografia e la colonna sonora. Per il resto la storia è banalotta e raccontata in modo un po´ sbrigativo. La ragazzina che interpreta la figlia minore è irritante e abbastanza inverosimile nella cattiveria verso papà, soprattutto quando dice quello che dice riguardo mamma e zio durante la festa di comple della sorella maggiore.
Irrealistico quanto descritto nello Spoiler.
Nel complesso, sufficiente ma poteva essere migliore con un po' più di cura dei particolari.

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Ultima risposta 15/09/2011 10.00.35
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  31/03/2010 09:51:53
   7 / 10
Analisi di meccanismi famigliari che riportano in auge il tema della guerra, contestualizzandone i problemi che provoca all'interno del vivere quotidiano e più precisamente,in questo caso,in un ambito poggiante su perfetti sincronismi.
Tutto cambia,il potenziale distruttivo della guerra si abbatte con crudeltà su un idillio tipicamente americano,trascinando via vite e lasciando segni indelebili,non solo fisici, in chi resta.
Il film di Sheridan si focalizza esattamente su quei punti di rottura inaspettati,decisivi nel far scattare molle che portano nell'abisso della psicosi,della follia o di una sana presa di coscienza.
Due fratelli,uno capitano dai marines in procinto di partire per l'Afghanistan,l'altro un poco di buono appena uscito dal carcere, sono presi a campione per mostrare come eventi inaspettati determinino effetti imprevedibili,di come inattaccabili certezze mostrino in realtà una solidità labile.
Cambiano le prospettive e con esse le percezioni di ogni soggetto,rinato sotto forma di individuo plasmato da avvenimenti che più o meno direttamente ne indirizzano il nuovo comportamento,non sempre da intendersi negativamente.Da accadimenti terribili è possibile trovare motivazioni per migliorarsi e rivedere tutto ciò che ci circonda a partire da un'accettazione più benevola di noi stessi.
"Brothers" è anche un film sui padri,amorevoli genitori che mutano,riemersi da orrori indicibili e segnati per sempre,sconvolti e afflitti da incubi che non possono confessare.
Sheridan ha la capacità di immergerci in uno spaccato famigliare molto realistico,per poi diventare schematico e fin troppo semplicistico nella gestione di alcuni passaggi,di sfumature che richiederebbero un approccio meno frettoloso.Se infatti il tema fondamentale è assolutamente credibile e condivisibile,lo sono meno alcuni cambiamenti,veri e propri nodi risolutivi sminuiti da un'esposizione spiccia.
Da elogiare le prove di Natalie Portman e Jake Gyllenhaal,gradito ritorno quello di Sam Shepard,ma a sorprendere è la clamorosa prova di Tobey Maguire.

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Ultima risposta 31/03/2010 17.11.46
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josef133  @  29/01/2010 19:37:10
   6½ / 10
Sembrerà strano ma questo film è un remake di un film che ho visto qualche anno fa prodotto in Europa nei paesi Nordici (Norvegia, Svezia o Finlandia).
E' identico a quel film, del quale non ricordo il titolo, e vedendolo ho avuto la stessa sensazione di quando ho visto il remale americano di Nikita.
Bel film ma preferisco l'originale: meno curato, con attori meno bravi ma più convincente del "doppio" Tobey Maguire (nel film interpetra i 2 fratelli).

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Ultima risposta 22/02/2010 16.39.12
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LEMING  @  11/01/2010 08:58:02
   7½ / 10
Avendo già visto (e apprezzato) l'originale danese "Non desiderare la donna d'altri", non posso che confermare che anche in questo remake, essendo stato affidato ad un regista "impegnato" come Sheridan, il livello è eccelso, ed inoltre gli attori sono superiori all'originale, ultimo consiglio: se siete in un momento di depressione, non vedete questo film, incute ansia ed orrore.

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Ultima risposta 29/01/2010 19.39.57
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stiffa  @  05/01/2010 01:19:19
   6 / 10
purtroppo nn decolla... questo film e' proprio fermo alla base di lancio. Per tutto il film mi aspettavo colpi di scena...invece nulla....troppo banale la trama....
Poi....fratelli.... i due si parlano si e no 3 volte in tutto il film. Scene assurde vedi spoiler... In totale, dura troppo, rende poco.

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Ultima risposta 05/01/2010 07.49.59
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annibalo  @  03/01/2010 09:26:13
   8 / 10
l'orgoglio è un peccato dice il militare padre al capitano figlio.nella vita ho solo una certezza, l'amore per lei e le due figlie,pensa in un momento drammatico sam,superando il dilemma se salvare la vita al sottoposto e tornare acasa o fasri ammazzare eroicamente.Non li trovo temi da 3 ma autentici pugni allo stomaco.Se poi scambiamo il cinema per un risatoio fate pure;Le scene sull'Afganistan come sui teatri di guerra sono sempre truci ma fanno riflettere sull'utilità delle missioni

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Ultima risposta 15/01/2010 10.16.31
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TheLegend  @  03/01/2010 02:34:58
   4 / 10
Noioso,vuoto e superficiale;si riprende soltanto verso la fine ma non basta.
Storia già vista e rivista,niente di nuovo;attori decenti ma fuori ruolo.
Per alcuni momenti ho avuto l'impressione di star guardando "Pearl Harbor".
Che noia!!

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Ultima risposta 09/01/2010 21.35.04
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  02/01/2010 21:47:30
   6½ / 10
Penso che sia un film dove la tematica di fondo, per ciò che ho potuto cogliere ovviamente, è la riproposizione di un dramma familiare che diventa collettivo, prima il Vietnam ora le guerre dell'Afghanistan e Iraq. Un dramma quello dei reduci che rimane un po' troppo in sottofondo, intuibile fra le righe della minimalità della tragedia familiare. Sheridan tratteggia bene i suoi personaggi, gli attori forniscono una buona prova collettiva, però ripeto che il nervo non esce completamente allo scoperto. E' un buon film, ma mi ha lasciato un qualcosa di incompiuto.

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Ultima risposta 15/01/2010 11.18.26
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batisgrulla  @  01/01/2010 23:03:11
   7 / 10
Bel film, ottimo cast, qualche scena un po' scontata

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Ultima risposta 05/01/2010 01.13.24
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The Cinema  @  29/12/2009 09:41:10
   4 / 10
Un filmetto. Con l'aggravante di uscire dalle mani di Sheridan, già autore di una pellicola di intensa rabbia civile come "Nel nome del padre".
La storia qui è scotta e pure scialba, la sceneggiatura irrealistica e strumentale
(specialmente nelle due grandi forzature motrici: un uomo che senza farsi troppi problemi si fa la donna del suo stesso fratello morto in guerra e lo stesso soldato che immancabilmente "risorge" e ritorna).
Parlando dei protagonisti, qualcuno mi deve spiegare cosa intende dicendo che la Portman è intensa ad ogni sguardo. Ha svolto una discreta prova attoriale interpretando una parte abbastanza semplice e priva di consistenti risvolti psicologici, sempre sostenuta in questo da quei suoi occhioni grandi da cerbiatta ferita. Nulla di più, a mio modo di vedere. Gyllenhaal è decente, ha un modo di interpretare il suo ruolo che appare sempre calzante ma allo stesso tempo riesce e non andare sopra le righe e a svolgere la sua funzione decentemente. Maguire, detto sinceramente, lo trovo un attorino tra l'insipido e insulso. Ma forse questo mio personale giudizio mi impedisce di commentare con oggettività la sua prova in questo film, quindi mi astengo dal farlo. Lasciatemi però dire che non basta saltar fuori dal nulla e sbraitare focosamente davanti alla telecamera lanciando sguardi disturbati a destra e a manca. Non basta attorialmente per uscire dallo stereotipo continuo dell'ex soldato e non serve per dare rilievo sociale al problema del reducismo, trattato qui davvero con grezza superficialità.
I personaggi di contorno stereotipati e tratteggiati alla buona stile serie televisiva.
Le due bambine sono semplicemente insopportabili.
Concludendo trovo che si tratti della tipica storia sporca da film pseudoindipendente americano. Il problema è che la storia per essere sporca appare fin troppo patinata (questa neve che cade sempre nei momenti giusti e le fastidiose canzonette pop melense) e falsamente indipendente,come solo può esserlo un film che vuole essere duro e impegnato ma poi presenta tre interpreti da rotocalco di grido che danno vita a un prodotto assolutamente trito, furbetto e fastidiosamente pesante (e lo dice uno che ha trovato Stalker mozzafiato).
La presunta componente di denuncia sociale poi è inesistente, soffocata da una sceneggiatura come detto forzata e incredibilmente mai così già vista.
Insomma, tante scene da drammone, ma voglia o capacità di comunicare reale cattiveria esistenziale riguardo certe tematiche, proprio zero. Per non parlare poi di una qualche denuncia politica al sistema o alla guerra.
Voto quindi personale come sempre, ma incattivito dal fatto che stiamo parlando del regista di "Nel nome del padre", ottimo esempio di ruvido film civile con grandi interpretazioni. Una volta per tutte: reducismo? Il cacciatore, di Michael Cimino.

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Ultima risposta 11/04/2010 21.03.05
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Lo Specialista  @  27/12/2009 16:21:03
   3 / 10
per colpa vostra, e del regista (che per la filmografia che ha alle spalle gli ho voluto dare una possibilità) sono riuscito a buttare ancora 14 euro. Leggendo le opinioni e guardando la media, mi sono deciso a guardarlo con la mia ragazza. il risulta è a dir poco sconcertante! Un film palloso e a tratti irritante, stereotipizzato in una maniera allucinante... A venti minuti dell'inizio già sai la storia principale e come può essere il finale (che qualsiasi forma poteva prendere a mio avviso sarebbe stato stato cmq brutto), poi é di una lentezza disarmante speri sempre che succeda qualche cosa che vivacizzi un pò il film ma niente!
I pochi colpi di scena se così vogliamo chiamarli, arrivano quando ormai già è troppo tardi.
Un film nato per sfruttare la celebrità del regista e dei tre attori principali. Ifatti è grazie a Jake Gyllenhaal che non metto un paio di punticini in meno, ma non grazie a Tobey Maguire, il quale mi ha veramente deluso ma forse anche perchè non è ancora particolarmente adatto a ruoli così drammatici.
Per concludere vorrei apreire una piccola parentesi sul finale; a detta di alcuni originale, perciò non mi espongo e vi faccio un sunto nello spoiler qui sotto.

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10 risposte al commento
Ultima risposta 04/01/2010 11.36.55
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polsiak  @  26/12/2009 17:01:35
   6½ / 10
Solito film sul soldato che torna devastato dagli orrori della guerra.
Bravi gli attori, ma niente di nuovo.

6 risposte al commento
Ultima risposta 29/01/2010 20.31.45
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aleintothewild  @  24/12/2009 14:39:47
   10 / 10
Film potente. L'interpretazione di Tobey Maguire è a dir poco superlativa; la Portman regala emozioni fortissime con semplici sguardi, per non parlare di un Gyllenhaal al suo meglio. La colonna sonora è azzeccatissima e la lentezza apparente del film non fa altro che aumentarne il grado di realismo. Dico "apparente" perchè la trama si cela nel percorso emozionale dei personaggi, piuttosto che nei colpi di scena, che pure non mancano. Il tema del reinserimento in società dei reduci di guerra è trattato con un'immensa finezza. Senza dubbio una delle sorprese più grandi nel panora del cinema drammatico del 2009: Sheridan non delude le aspettative partorendo un film che vale più del prezzo del biglietto. Imperdibile.

1 risposta al commento
Ultima risposta 09/02/2010 10.54.13
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