il racconto dei racconti (2015) regia di Matteo Garrone Francia, Italia 2015
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il racconto dei racconti (2015)

 Trailer Trailer IL RACCONTO DEI RACCONTI (2015)

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locandina del film IL RACCONTO DEI RACCONTI (2015)

Titolo Originale: IL RACCONTO DEI RACCONTI

RegiaMatteo Garrone

InterpretiSalma Hayek, Vincent Cassel, John C. Reilly, Toby Jones, Shirley Henderson, Hayley Carmichael, Bebe Cave, Alba Rohrwacher, Stacy Martin

Durata: -
NazionalitàFrancia, Italia 2015
Generefantasy
Al cinema nel Maggio 2015

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Trama del film Il racconto dei racconti (2015)

I re e le regine, i principi e le principesse, i boschi e i castelli di tre regni vicini e senza tempo; e poi orchi, animali straordinari, draghi, streghe, vecchie lavandaie e artisti di circo: sono i protagonisti di tre storie liberamente ispirate ad altrettante fiabe de "Il racconto dei racconti" di Giambattista Basile.

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Voto Visitatori:   6,88 / 10 (51 voti)6,88Grafico
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Voti e commenti su Il racconto dei racconti (2015), 51 opinioni inserite

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gekyman  @  oggi alle 12:16:37
   5 / 10
Boh...Credo in questo sito ci siano forse parecchi addetti ai lavori, critici ecc ma io che sono un comune utente cinefilo trovo questo film osceno, poco comprensibile, soldi biglietto davvero sprecati. Se non fosse per costumi e belle ambientazioni gli avrei dato 1, ma ci hanno speso soldi, regista italiano voglio dargli un 5 di incoraggiamento.

Invia una mail all'autore del commento albatros70  @  19/06/2015 17:23:20
   5½ / 10
Parte benissimo poi la narrazione si perde un pochino per strada e diventa abbastanza lento nella parte centrale fino a culminare in un finale che, a mio giudizio, poteva essere di miglior riuscita.

marimito  @  19/06/2015 17:07:56
   7 / 10
Magari le storie potrebbero apparire poco connesse fra loro e senza senso, ma ad una visione più attenta così non è. Garrone racconta favolescamente e favolosamente i mali che attanagliano l'uomo e che si ritrovano ben riproposti nelle tre vicende del film..
L'avidità delle due sorelle orrende, l'egoismo della regina, la follia cieca ed insana del re sono il leit motiv del film e della vita di ogni uomo con le conseguenze disastrose che tutti ben conosciamo.
Inoltre non trattandosi di un genere di film per cui impazzisco, pur non considerando quanto suesposto, potrei comunque dire che solo la fotografia vale tutto il film.

Axel  @  12/06/2015 13:43:50
   3½ / 10
A Matteo Garrone piacerebbe essere il Pasolini regista... non ci riesce.

paride_86  @  12/06/2015 10:26:52
   7 / 10
Matteo Garrone ci aveva abituati a tutt'altro genere di film e stupisce con una scelta insolita e originale, inedita per il cinema italiano.
Questo film è un intreccio di fiabe per adulti, storie ambigue e a volte crudeli che poco hanno da spertire con le fiabe tradizionali.
Il risultato è un film spettacolare a livello visivo - complici i paesaggi italiani da cartolina - ma freddo sul fronte emotivo.

alescar84  @  10/06/2015 16:25:36
   8 / 10
Trasposizione fiabesca con bellissime ambientazioni e note di colore. Nel merito delle 3 storie scelte da Garrone, ho preferito "Le due vecchie", per quel finale estremamente simbolico in cui chiaramente si sottolinea come il tempo non possa essere ingannato. Forse avrei preferito che le diverse fiabe non venissero narrate in concatenazione, ma una dopo l'altra.

Invia una mail all'autore del commento nocturnokarma  @  10/06/2015 12:51:24
   7½ / 10
Fantasy all'italiana? Per fortuna no. Garrone si lascia andare a poche inquadrature "internazionali" ricercate a bella posta, è invece concreto cercando di far parlare le immagini da sole. La storia è solida, gli attori sopra le righe ma senza eccessi, il ritmo controllato. Il nuovo "Decameron" raffredda la fiaba ma non i sensi, sovraeccitati dai colori vivaci e da principesse prigionieri di orchi. Non tutto fila liscio, e il finale lascia l'amaro in bocca, ma ciò che poteva essere un esercizio di stile, è invece il nuovo tassello di una poetica personalissima.

2 risposte al commento
Ultima risposta 10/06/2015 14.52.40
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El merendero  @  09/06/2015 18:50:48
   6 / 10
Nel desertico panorama italiano del "fantasy", poche gocce d'acqua rappresentano oro colato, manna, cuccagna. Ed è evidente come i più assetati qui sotto si siano lasciati prendere la mano con i voti, mano che comprensibilmente prudeva da tempo immemore.
Basile tratta temi complessi con materia fiabesca in 50 novelle. Garrone fa quel che può con 3. La potenza iperbolica e grottesca dell'opera originale è castrata da scelte di produzione orientate al breve sensazionalismo da festival. Scelte che sarebbero state ben più lungimiranti se si fosse trattato di una serie tv, d'altronde il taglio è quello.

19 risposte al commento
Ultima risposta 12/06/2015 11.10.14
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Leonardo76  @  07/06/2015 20:40:56
   7½ / 10
Film dignitoso, attori e caratteristi in parte, effetti speciali non ridicoli inoltre le 3 storie hanno degli sviluppi inaspettati. Da vedere.

JOKER1926  @  05/06/2015 16:16:36
   6 / 10
L'ultima fatica di Garrone si focalizza sulla rappresentazione di fiabe, "Il racconto dei racconti", effettivamente, non potrebbe avere un titolo di benvenuto pi¨ chiaro e netto.
Questa produzione attirerÓ, fisiologicamente, un tot di persone, allo stesso tempo, una cerchia resterÓ distante, insomma il genere fantasy attira quando sei piccolo, visionare ed analizzare tale film in determinati periodi della vita non Ŕ il massimo.
Certamente si tratta di preconcetti, dopotutto il film di Garrone, si avvale di tante scene non semplici e alcune di sovente ironia nera; ma in quanti sanno questo?

"Il racconto dei racconti" ha delle forze oggettive, anzitutto si fa rispettare nella sua lavorazione tecnica che riguarda praticamente la fotografia e le musiche. Fortunatamente non si abbonda mai con l'uso/abuso degli effetti speciali; il film acquisisce dunque uno stile elegante e sotto alcuni aspetti sobrio, Ŕ una grande cosa.
A inizio film il combattimento nei fondali del mare si avvale di una pacatezza rara, la musica sale (climax) affianco ad una scena che gradualmente cresce per tensione ed interesse.

Ci˛ che invece non convince risiede nella trama e nei suoi sviluppi discutibili. A trainare le dinamiche del prodotto italiano ci pensa l'humour di alcune sequenze, ma Ŕ poco.
Se lo scopo di Garrone fosse stato quello di proporre qualcosa di artisticamente alternativo allora (forse) ci siamo; se lo scopo era quello di proporre un qualcosa che avesse a che fare con la brillantezza narrativa allora siamo lontanissimi dalla riuscita.

Hana Tsukishima  @  04/06/2015 02:10:28
   8 / 10
Ottimo esempio di come si possa fare cinema fantasy anche con un ritmo lento e centellinati effetti speciali, decisamente più credibili e meno finti di altra roba forse più quotata e pubblicizzata.
Le storie che compongono questo "Racconto dei racconti" sono ben amalgamate e profonde nella loro morale (anche se a volte, come resa finale, un po' troppo artificiose e ingarbugliate nel loro ping pong tra cattiveria e bontà da attribuire ai vari personaggi) e gli attori fanno il loro onesto lavoro (con una principessina che spicca su tutti).
Ben fatti anche i costumi e gli scenari, con tocchi pittorici coerenti con la tipologia di pellicola fiabesca, accompagnati da una regia asciutta, minimale, ma sapiente ed elegante. Infine, valida anche la fotografia, dove i colori sgargianti diventano l'icona quasi marmorea scolpita nei tessuti di quelli che sono i sentimenti e i personaggi portanti della vicenda.

Qualcosa, ad ogni modo,non funziona benissimo, e nonostante abbia lodato la chiave lenta della pellicola, in alcuni frangenti il prodotto risulta eccessivamente rallentato, non appagando perfettamente lo spettatore che incuriosito dalla vicenda (personalmente la pellicola non mi ha mai stancato o fatto sbuffare) vorrebbe andare avanti con più velocità.
Anche certi passaggi narrativi a livello visivo non sono il massimo, con certe fonti di luce che potevano essere maggiori, ma nulla di grave.
Concludendo, un film ottimo, da vedere, che porta in alto finalmente a livello di budget importanti il vessillo ( e mi sembra proprio in tema) italiano nelle opere cinematografiche di genere.
Bravissimo Garrone.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  03/06/2015 10:34:38
   9 / 10
Era dai tempi di Fantaghirò che l'Italia non si dedicava al fantasy tout court e chi ha rispolverato le favole napoletane de "Lo cunto de li cunti" se non il più realista cineasta italiano?
E' veramente sorprendente l'ecclettismo che dimostra Matteo Garrone nel rievocare il mondo magico barocco del Basile, "Il racconto dei racconti" è un film visionario che non perde mai il suo contatto con la realtà, la drammaticità dei suoi personaggi.
Le storie vengono mescolate come in una ricetta di alta cucina, con attenta maestria e pur nel racconto e nella fiaba non si perde mai l'umanità di un mondo parallelo.

L'elemento maggiormente interessante di "Tale of the tales" sta nello stile adottato, due eranno le possibilità o puntare sulla messa in scena di un mondo incantato o su quello della fiaba dark che tanto va di moda ad Hollywood e che effettivamente si sarebbe adattato ai toni cupi de "Lo cunto de li cunti".
Garrone, come tutti i grandi registi, riesce a trovare un proprio compromesso, riuscendo a destreggiarsi in modo magistrale tra dramma e terrore e tra sogno e commedia. Come non restare affabulati da piani sequenza costruiti all'interno di un labirinto, da immagini che sembrano usciti da un quadro del seicento o da paesaggi che rievocano il romanticisimo? Come restare indifferenti allo struggente amore di madre di una fantastica e addolorata Salma Hayek oppure all'incredibile cambiamento di Bebe Cave?

"Il racconto dei racconti" è uno dei film più belli della stagione, uno dei lavori che esprimono maggiormente la maturità di un regista, se narrativamente le fiabe, pur essendo interessanti , mancano di un filo rosso narrativo e non hanno la potenza visiva dei kolossal americani, dimostrano comunque la capacità di Garrone nel sapersi innovare.

Lo stile al servizio della storia e non l'inverso,un film che è una grande lezione a Paolo Sorrentino.

Trixter  @  01/06/2015 09:06:09
   7½ / 10
Ridurre su schermo delle fiabe senza l'uso di particolari effetti speciali non è detto che sia cosa semplice, ed allora ecco che Garrone sa usare alla grande ciò che di speciale viene offerto: luoghi, paesaggi, veri e propri paradisi che emergono magnificamente in questa pellicola.
Vere protagoniste, insomma, sono le sublimi location italiche che Garrone è riuscito a scovare e ad esaltare, complice una fotografia riuscitissima.
Per il resto, a parte i costumi di prim'ordine, le tre storie di Basile s'intersecano e si amalgamano sapientemente, senza mai annoiare, pur nella loro crudezza (tipica nelle fiabe dell'epoca) e nonostante nessuno degli attori offra un'interpretazione memorabile. A mio parere, comunque, Il racconto dei racconti è un bel film che merita la visione.

franz91  @  01/06/2015 01:06:46
   5 / 10
Garrone passa anche lui alla lingua inglese, riserva a noti attori americani i ruoli più importanti e relega a semplici comprimari i nostrani Alba Rohrwacher e Massimo Ceccherini su tutti, entrambi sprecati e completamente ininfluenti per gli eventi del film. Che almeno avesse dato spazio alle doti comiche di Ceccherini, invece neanche quello, solo una misera parte sia per l'uno che per l'altra. Mi domando allora perché sceglierli.
Fosse stata una produzione interamente italiana forse non l'avrei bocciata, perché comunque il cinema d'immagine di Garrone è visivamente bello e lui ci sa fare. Ma siccome non lo è, il mio giudizio è negativo.
Comparto tecnico a parte, le storie sono inconcludenti e anche poco accattivanti. Voleva essere un film fantastico d'autore; per me missione NON compiuta.
Bravissima Shirley Henderson, mentre la giovanissima Bebe Cave dimostra di avere un roseo futuro davanti. Gli altri svolgono il compitino.

Crystal_89  @  31/05/2015 17:59:01
   3 / 10
Recensione parzialmente ispirata a (http://www.lungoibordi.it/il-racconto-dei-racconti-1/)

Dopo un film semplice ma grazioso come "Il ragazzo invisibile", ero ben disposto ad applaudire il coraggio di un regista italiano che è uscito dalle onnipresenti opere "comiche" o impegnate.
Il lato tecnico, molto decantato, non mi ha convinto. Le musiche sono sempre uguali e buttate lì a caso, un irritante e perpetuo carillon. I paesaggi hanno una base bella, ma vengono rovinati da una scenografia troppo pittorica e surreale (come l'incredibile Ponte del diavolo a Bagni di Lucca deturpato da un contorno rosso come se fossimo nel Grand Canyon). Salvo giusto i costumi.
Per quel che riguardo l'aspetto narrativo, il disastro è totale. Il film risulta molto lungo, spezzettato e confusionario. Di fantasy c'è poco: tolto il drago marino iniziale, tutte le altre "trovate" sono repellenti e disturbanti (il pasto a base di cuore, l'amplesso con la vecchia, lo scorticamento dell'altra vecchia, la pulce gigante). I personaggi si comportano tutti in maniera assurda, risultando irritanti e impedendo qualsiasi empatia dello spettatore. Se non altro il cast si comporta bene.
In conclusione, un film grottesco e noioso, che cerca di salvarsi con forti contrasti cromatici e preziosismi di regia.

MonkeyIsland  @  31/05/2015 16:00:15
   7 / 10
Non è perfetto e alle volte tende ad essere un po' monotono, ma come ho letto in una recensione altrove va premiato per il fatto di sdoganare la moda attuale di film serio italiano = film piagnone.
Per essere una produzione a non alto budget (si parla all'incirca di 10-12 milioni) c'è da dire che esteticamente non si notano grandi differenze rispetto a produzioni d'oltreoceano, e mi sento di premiare anche il cast che se sulla carta sembra di seconda scelta e composto perlopiù da ex glorie in realtà riesce a funzionare assai bene, e mi è piaciuto in particolare Cassel.
Non è una rinascita per il cinema di genere italiano ma registi che osano come Garrone o Salvatores vanno sostenuti.

KinGZoneAlE  @  31/05/2015 11:36:30
   7 / 10
Bella l'idea di unire queste 3 storie ma secondo me il film si prolunga troppo fino anche a diventare noioso .
Molto bello il finale .
Film da andare a vedere ma da non aspettarsi un capolavoro .

jiko  @  31/05/2015 11:01:53
   7 / 10
Un film coraggioso e insolito, il compito di adattare tre fiabe del '600 su grande schermo non è un'impresa facile, Garrone riesce a evitare il rischio di cadere nella facile trappola del visto e stravisto. O peggio ancora della fiction televisiva a sfondo fantasy. Esteticamente impeccabile, lo sviluppo narrativo delle fiabe della tradizione popolare è solo il pretesto e l'occasione per rappresentare tutte quelle passioni e ossessioni che da sempre tormenano gli uomini: l'invidia, la gelosia, l'egoismo, l'ossessione per la bellezza e l'eterna giovinezza, la sfrenata lussuria, altro non sono che i "mostri" e le insidie con cui la natura umana si deve confrontare. Cast di ottimo livello.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  28/05/2015 16:59:33
   8 / 10
Forse ricordo male ma è dai tempi di "Fantaghiro'" che non viene prodotto in Italia un Fantasy e con questo stile Internazionale poi penso sia la prima volta.
Garrone? Siamo sicuri? Allora complimenti, riempie d'orgoglio vedere al festival di Cannes una "nostra" invenzione cosi' magica e fantasiosa. Poco importa se non ha vinto nessun premio, resta l'idea e il coraggio.
Il film racconta tre storie che si sfiorano tra di loro in pochissimi momenti, non sono favole da lieto fine ma crude realta' di mondi fantastici.
Difficile scegliere la migliore delle tre, tutte sono affascinanti e avvincenti allo stesso modo.
Dalla Madre disposta a tutto per avere una gravidanza alla lotta tra due brutte sorelle per avere i favori del re del luogo, passando da un piccolo re che alleva una pulce... Questo è solo l'inizio dei racconti che con il passare del tempo si trasformano in qualcosa di piu'.
Impossibile vedere il film senza immergersi in questi luoghi fantastici, plauso quindi alla fotografia, scenografia ed effetti speciali.
Non do il massimo perche a volte le scelte dei protagonisti risultano tanto assurde quanto banali...come togliersi la pelle di dosso...

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  28/05/2015 15:42:01
   8 / 10
Nell'epoca di GOT, magistrale serie televisiva sul potere, accattivante storia infinita piena di humor, violenza, sesso, distopia e gioco delle parti, un film fiabesco e narrativamente piatto come "Il racconto dei racconti" rischia di annoiare. Lungo, lento, spesso insistente nell'osservare il nulla, tendente a una dimensione ritualistica, canonica della lettura, del piacere di narrare per il piacere di ascoltare-in-mancanza-d'altro, della ossessività infantile dei libri divorati milioni di volte da piccoli (lo stesso pentamerone basiliano è destinato a questo pubblico) - a me è venuto in mente, grazie a un ottimo suggerimento, la raccolta di fiabe italiane di Gozzano, libro stranissimo e inquietante come le storie di Basile qui rivisitate -, senza nessuna logica vediamo il dipanarsi di questo film. Attendiamo, come attenderemmo per GOT, che tutte queste storie si intreccino tra loro in una dimensione che le dia significato. E invece tutto termina con una sorta di "... e vissero", un matrimonio. Credo che il punto di forza del film stia proprio in questa antinarratività, che a volte affascina, a volte annoia. Ma non si ha mai l'impressione di essere davanti a un film stupido, o insipido. E' un modo diverso di fare cinema. Specie nel Paese, concedetemi un po' di prospettiva contestualista. Ho dunque, come in ogni libro di racconti che si rispetti, preferito alcune linee ad altre, alcune interpretazioni ad altre (penso a quel fantastico Toby Jones), alcuni mostri ad altri. Innegabile che l'ambientazione federiciana della storia della fanciulla e dell'orco - e del suo papà che da quando è morta mamma è sempre più strano - raggiunga vette di inaspettato stupore. Eco kafkiane, eco di tutta una serie di tradizioni romanzesche che si riassumono nell'incantevole personaggio di Viola, un po' calviniano (postmodernismo), un po' cavalleresco, nella illusione perduta della fanciulla in fiore che si è letta troppi romanzi (tema tipico dal romanzo di corte in poi, passando per la Nouvelle Heloise e l'invenzione richardsoniana, fino a toccare nevralgicamente l'Educazione Sentimentale, l'amore di Swann e Odette, quello tra Angiolina ed Emilio in "Senilità" e poi tutta una tradizione novecentesca che si interroga sull'opportunità della lettura romantica nell'età dell'individualismo e delle follie, e che giunge alle riscoperte per l'appunto calviniane). Garrone ha dunque il merito già riconosciuto di riattizzare un immaginario, più che di creare una storia innovativa e un narrare accattivante la cui prerogativa il medium seriale ha già ampiamente sottratto al cinema. Lo fa riesumando un capolavoro che finora solo l'Accademia ha notato e amato. Eppure ci immergiamo con semplicità e leggerezza, ma anche con appassionante terrore, in mondi che non esistono più, mondi popolari e di corte, un fiabesco che come tutti i popoli abbiamo, ma che il soffocante grigiore del cinema italiano, sempre in lotta con se stesso, ha dimenticato di tenere in considerazione. D'altronde lamentava Tomasi di Lampedusa che dello spirito delle corti quattro-cinquecentesche è rimasto solo un trattatello paludato e noioso come "Il cortegiano" di Castiglione. Il cinema, lavorando a fianco di storici competenti (e pagati come meriterebbero), potrebbe colmare questa lacuna.

mignigro  @  27/05/2015 18:46:26
   3½ / 10
Partito con ottimi presupposti deluso per lo scarso intreccio delle tre storie, vanno bene significato e costumi ma stavolta Garrone non ci siamo. A me non è assolutamente piaciuto.

djciko  @  26/05/2015 17:42:28
   7 / 10
Visto stasera, Garrone è coraggioso, poliedrico e tira fuori prodotti curati (qui l'impegno si vede, alcune scene sono molto suggestive) ma non riesce a centrare in pieno l'obiettivo. C'è qualcosa che non funziona, e per me non è lo scorrere delle 3 fiabe, che ho trovato abbastanza fluido, ma il raggiungimento di uno standard fantasy elevato, quello a cui ci ha abituato Lord of the rings e Lo hobbit, che non avviene. Forse l'italia è ancora una spanna indietro.
Sarà, ma io nel vedere Massimo Ceccherini anche per due secondi sono tornato alla realtà.
Vale una occhiata, ma non convince appieno.
È da apprezzare però il coraggio di Garrone nel cimentarsi in qualcosa di così diverso dal suo riuscito Reality

alesfaer  @  26/05/2015 13:34:44
   2 / 10
non do 1 per ambientazione e costumi davvero impeccabili ma per dio...non ricordo 1 film piu' brutto e sconclusionato di questo negli ultimi anni. che immondizia

7 risposte al commento
Ultima risposta 14/06/2015 16.18.33
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adrmb  @  26/05/2015 00:16:56
   7½ / 10
Merita una visione, apprezzabilissima messa in scena di tre fiabe condite da un'inedita (almeno per me) atmosfera cupa, cruda e grottesca. Lo spessore narrativo delle suddette non mi ha preso più di tanto, ma la novità della rappresentazione è stata una boccata d'aria fresca. Consigliato.

Manticora  @  25/05/2015 09:45:41
   8 / 10
Garrone si reinventa e ancora una volta stupisce,con un trittico di favole interconnesse tra loro che celebrano le fiabe di Giambattista Basile. La forza del film è oltre che nei racconti,nella messinscena, vedere uno scontro subacqueo tra il re(un John C.Reilly in armatura da palombaro) e un inquietante drago marino non delude,inoltre

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER Salma Hayek ha la prima parte per importanza e il suo personaggio freddo ed egoista ha una carica reale,che ostenta con rabbia e forza,bellissimi i costumi con cui veleggia nel palazzo. Vincent Cassel è nel ruolo a lui più congegniale,un re sessuomane che preda qualunque bella donna, schiavo dell'immagine che lo trarrà in inganno con la brutta popolana Dora.
E qui il racconto si infarcisce di un pizzico di magia,bellissima l'ambientazione del bosco. Infine un re affezionato più ad una pulce che alla figlia Viola imparera a sue spese che la scelta di un marito deve essere libera ed imparziale,scevra da indovinelli che possono rivelarsi pericoli. La terza storia è la più dura,e la morale è semplice ma anche attuale

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Altri attori che compaiono sono Massimo Ceccherini e Alba Rohrwacher,anch'essa in un ruolo inedito,Toby Jones,come sempre un perfetto caratterista,nella parte del re. Inoltre il valore aggiunto sono le location, stupende, di castel del monte, delle Apulie,della sicilia e della toscana, e la veduta di Roccascalegna,sita in Abruzzo. In definitiva un film bello e maturo, che racconta in maniera non scontata e merita una visione.

suzuki71  @  24/05/2015 20:13:06
   8½ / 10
Un film che è contemporaneamente un altrove e un "qui e ora": un perfetto tempo antico dipinto da un fantasy che ha una innovazione eccezionale nel calarsi in posti reali (tutti italiani) talmente belli da sembrare finti: se Sorrentino aveva fatto uno spot alla città eterna, chissà se verrà riconosciuto a Garrone di aver tentato uno spot di straordinarie e spesso sconosciute bellezze architettoniche italiane.
Tre storie accattivanti e dal ritmo perduto, passioni indicibili e guizzanti fantasie mediterranee per un film che - è vero - forse non ha un finale, ha alcuni punti appesi

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ma riassume ed esaurisce la propria bellezza in sè stesso, nei troppi momenti di perfezione stilistica, in una insperata estatica ricostruzione di una fantasia seicentesca, eterna.
Infine, Garrone: ma quant'è poliedrico questo nostro regista?

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Ultima risposta 26/05/2015 12.18.03
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Wilding  @  24/05/2015 13:47:53
   7 / 10
Non male, bello e grandi interpreti. Un pò lenta la narrazione forse e pertanto qualche volta parte uno sbadiglio.

Miss Beatrix00  @  24/05/2015 10:34:54
   8½ / 10
Il racconto dei racconti è un film sorprendente in cui il fantasy, la storia, l'arte, la letteratura, l'architettura, il cinema si fondono con un risultato davvero unico.
Partirei col dire che questo film segna una rivoluzione per il cinema nostrano, dato che nessun regista italiano prima di Matteo Garrone si era spinto così in là da realizzare un film fantasy fatto COSI' bene e soprattutto con un'impronta davvero internazionale.
Il rischio di partenza era quello di cadere nei soliti cliché dei filmetti fantastici ambientati in epoca medievale in cui tutto appare messo in scena con approssimazione (non so se avete presente il filone).
Invece questo lavoro è così originale e ben realizzato che non sfigura per niente dal punto di vista della qualità e della potenza visiva se messo a confronto con film di caratura internazionale anche di genere ben diverso.
Garrone ha messo in scena un testo mai esplorato prima, Il racconto dei racconti, e in più ha dedicato un'attenzione maniacale all'estetica, che diventa uno dei punti di forza del film. Le storie scelte sono avvincenti e risvegliano quelle emozioni di avventura, stupore, senso del fantastico che troppo spesso gli adulti ignorano o dimenticano di aver provato. Ma non lo definirei un film per tutti. Direi che NON è un film per bambini, dato che si tratta di storie un pò crude (ed è anche questo il bello secondo me, perché non c'è alcun freno o buonismo nel raccontarle) e ci sono alcune scene esplicite che non è il caso far vedere ai bimbi, decisamente.
Ma i ragazzi e gli adulti di sicuro non si annoieranno e la maggior parte uscirà dal cinema con gli occhi e la mente pieni di suggestioni pazzesche.
Salma Hayek è molto azzeccata per il ruolo che interpreta e anche gli altri attori sono tutti eccellenti (per la maggior parte sono stranieri, tranne alcuni caratteristi italiani e Alba Rorwacher che fa una piccola parte).
Insomma, voto 8 1/2. Non do di più solo perché non si tratta di un'idea "originale" (nel senso che prende spunto da un'opera letteraria già preesistente).
In ultimo, qualche curiosità. Il film è in gran parte girato in Puglia, in questi stupendi avamposti e castelli appartenuti a Federico II di Svevia con la tipica forma ottagonale. Nel film compare anche il simpatico personaggio dello Iettatore di Avanti un altro, nei panni di... un altro iettatore! (se vedrete il film capirete).
Consigliatissimo.

Light-Alex  @  24/05/2015 02:04:18
   5 / 10
L'idea di fare un film fiabesco, però da grandi, non favolettistico, ma maturo, a tratti surreale e grottesco, quasi sgradevole, era in effetti un buon punto di partenza. Originale.
La regia, il comparto tecnico, gli esterni e gli interni sono tutti di ottimo livello. Infatti la vera bellezza del film sono le immagini: potenti, curate, ricche.
La colonna sonora sarebbe buona, però va un po' sopra le righe rispetto ad una trama che non la sostiene a dovere.
Con questa esaurisco le note positive. Per il resto ho trovato il film, spezzettato, senza una precisa idea di fondo nel lavoro. Le favole erano abbastanza piatte e il modo in cui sono state raccontate non mi ha emozionato quasi per nulla. Il finale ci prova un pochettino ad alzare il ritmo ma è troppo poco e troppo tardi. Ci si è già annoiati abbastanza prima. Purtroppo secondo me il materiale di base non era all'altezza e il film vorrebbe portare in un mondo evocativo con le sole immagini ma senza una valida sostanza sotto, va poco lontano.
Il film è da gustare nell'ambito visivo, ma non sono riuscito a sentirmi coinvolto in nessuna vicenda, nessun personaggio. Tutto troppo distante, artificioso, troppo estetico e poco umano.

1 risposta al commento
Ultima risposta 25/05/2015 10.36.34
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filobor7  @  23/05/2015 15:34:35
   8 / 10
Ottimo film.
Cast sensazionale, perfetto per fisicità e capacità espressiva(Cassel Re pornografo e Viola principessa sfortunata, su tutti).
Fotografia strepitosa, alcune scene sembrano rubate a quadri fiamminghi del 700.
A tal proposito leggo che il direttore della fotografia è il fido di Cronenberg, Suschitky, ecco io, in un rapporto multidisciplinare tra lui e Garrone vedo nel risultato un film di Cronenberg un po' 'terrone'(con tutta la positività che sottende questo termine).
E non poteva essere altrimenti visto che le storie ispiratrici sono napoletane del '600!
Ma l'attualità dei temi trattati è strabiliante, nell'episodio delle vecchie e il Re, per esempio, uno ci può benissimo leggere, se volesse, la vana rincorsa della giovinezza tramite chirurgia estetica o la ricerca del proprio piacere tramite siti d'incontri su Internet!... se volesse... infatti queste sono favole nere, ma non le famose favole dark marcate Disney, qui non c'è buonismo, non si cerca lieto fine, le favole propongono sempre diverse chiavi di lettura, a seconda del gradi di sensibilità di chi le legge o le guarda. E sono favole truci, dove gli istinti, l'egoismo, i vizi, prendono il sopravvento; la nobiltà è solo un titolo, dietro ci stanno le bassezze umane mostrate senza filtri(gomorra non è lontana).
Io in molte scene e parti del film mi sono emozionato, chi era con me lo ha trovato disturbante(riecco che riappare un aggettivo tipico cronenberghiano).
Ovviamente anche sulla lentezza ribadita da alcuni, mi trovo in totale disaccordo, il film ha un ritmo mirabile, perfetto per dare respiro ai personaggi e farci entrare nelle sale dei Castelli o farci usmare l'odore del muschio del sottobosco...anzi, se vogliamo dirla tutta, una critica potrebbe essere il finale un po' 'tirato via'.
Persino le scene d'azione hanno un taglio personalissimo, la scena della lotta sottomarina con il drago albino ne è un esempio lampante.
Quindi mi sento di consigliarne la visione, anche il tentativo di Garrone di dare al film un respiro internazionale è apprezzabile, questo mantenendo per quanto possibile uno stile proprio, unico.
Forse qualche forzatura qua e là, ma niente che mi impedisca di affermare che per ora questo è il film dell'anno.

filobor7  @  23/05/2015 13:47:56
   8 / 10
Ottimo film.
Cast sensazionale, perfetto per fisicità e capacità espressiva(Cassel Re pornografo e Viola principessa sfortunata, su tutti).
Fotografia strepitosa, alcune scene sembrano rubate a quadri fiamminghi del 700.
A tal proposito leggo che il direttore della fotografia è il fido di Cronenberg, Suschitky, ecco io, in un rapporto multidisciplinare tra lui e Garrone vedo nel risultato un film di Cronenberg un po' 'terrone'(con tutta la positività che sottende questo termine).
E non poteva essere altrimenti visto che le storie ispiratrici sono napoletane del '600!
Ma l'attualità dei temi trattati è strabiliante, nell'episodio delle vecchie e il Re, per esempio, uno ci può benissimo leggere, se volesse, la vana rincorsa della giovinezza tramite chirurgia estetica o la ricerca del proprio piacere tramite siti d'incontri su Internet!... se volesse... infatti queste sono favole nere, ma non le famose favole dark marcate Disney, qui non c'è buonismo, non si cerca lieto fine, le favole propongono sempre diverse chiavi di lettura, a seconda del gradi di sensibilità di chi le legge o le guarda. E sono favole truci, dove gli istinti, l'egoismo, i vizi, prendono il sopravvento; la nobiltà è solo un titolo, dietro ci stanno le bassezze umane mostrate senza filtri(gomorra non è lontana).
Io in molte scene e parti del film mi sono emozionato, chi era con me lo ha trovato disturbante(riecco che riappare un aggettivo tipico cronenberghiano).
Ovviamente anche sulla lentezza ribadita da alcuni, mi trovo in totale disaccordo, il film ha un ritmo mirabile, perfetto per dare respiro ai personaggi e farci entrare nelle sale dei Castelli o farci usmare l'odore del muschio del sottobosco...anzi, se vogliamo dirla tutta, una critica potrebbe essere il finale un po' 'tirato via'.
Persino le scene d'azione hanno un taglio personalissimo, la scena della lotta sottomarina con il drago albino ne è un esempio lampante.
Quindi mi sento di consigliarne la visione, anche il tentativo di Garrone di dare al film un respiro internazionale è apprezzabile, questo mantenendo per quanto possibile uno stile proprio, unico.
Forse qualche forzatura qua e là, ma niente che mi impedisca di affermare che per ora questo è il film dell'anno.

The Legend  @  21/05/2015 21:59:53
   5 / 10
Un film veramente pregevole per la forza delle immagini e altrettanto deludente per lo spessore narrativo.

Abbaglia ma non emoziona.

floyd80  @  21/05/2015 19:07:16
   6 / 10
Una pellicola italiana che FINALMENTE esce fuori dagli schemi, impegnandosi addirittura con un fantasy per adulti, ma pur sempre un fantasy.
Ottime le musiche e la regia, bravi anche gli attori che s'impegnano caparbiamente per la realizzazione di questo film.
Peccato per il budget risicato, non aspettatevi il trono di spade e cose simili, perché qui le comparse si contano sulle dita di una mano e i panorami non evocano alcunché e lasciano l'amaro in bocca.
Un grande peccato per un genere che in Italia latita tra commedie e film tra cucina e salotto, un genere che in passato era il nostro fiore all'occhiello e che speriamo in futuro possa tornare ai lontani fasti.

6 risposte al commento
Ultima risposta 28/05/2015 14.40.45
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Larry Filmaiolo  @  21/05/2015 13:06:00
   7½ / 10
due aggettivi immediati: curioso, coraggioso. partendo dal non tanto celebre simil-decamerone napoletano LO CUNTO DE LI CUNTI Garrone confeziona un'opera decisamente affascinante che conserva contemporaneamente la magia delle favole e il realismo truculento di cui la società in una pretesa "evoluzione" ha deciso fosse meglio sbarazzarsi. punte di nichilismo, paesaggi e ricostruzione scenografica abbacinanti, ottimi interpreti..e ci si diverte anche. Un prodotto italiano innovativo, godibile in tutto e per tutto.

Invia una mail all'autore del commento federex  @  21/05/2015 12:27:19
   6½ / 10
sei e mezzo... ma non è il voto che avrei voluto dare a questo film. Avevo aspettative molto alte e sono state in parte deluse.
Il film parte BENISSIMO, con la scena del mostro marino, ottima presentazione dei personaggi e ritmo eccellente... poi... che peccato.. finisce il primo tempo e tutto si sfilaccia. Sembra quasi che gli sceneggiatori non sapessero come portare a termine le tre storie, che girano a vuoto e si arrotano su se stesse.. senza un finale, senza un perchè... peccato.


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BrundleFly  @  21/05/2015 11:37:40
   7 / 10
Una grande gioia vedere come - forse - pian piano l'Italia si sta smuovendo verso altri generi cinematografici.
Dopo "Il ragazzo invisibile" di Salvatores, questa volta è il turno di Matteo Garrone che gira un ottimo fantasy. Supportato da un cast internazionale e da uno staff di prim'ordine, come il neo Premio Oscar Alexandre Desplat per le musiche e il direttore della fotografia Peter Suschitzky (fedele cinematographer di David Cronenberg dai tempi di "Inseparabili").
La debolezza principale del film risiede però nella sua frammentarietà. I singoli episodi son divertenti e ben caratterizzati, ma personalmente ho sentito la mancanza un filo che colleghi "i tre regni" (non basta la scena dell'incoronazione).
Un finale un po' troppo affrettato.

Paniko23  @  20/05/2015 15:57:34
   6½ / 10
Link alla recensione: http://www.lungoibordi.it/il-racconto-dei-racconti-1/

Allora. Quando poche settimane fa uscì il trailer de Il racconto dei racconti, l'ultimo lavoro di Matteo Garrone, le alte aspettative sul film lasciarono il posto allo stupore e in un certo senso all'incredulità nell'immaginarsi un film fantasy diretto da un italiano e in parte prodotto in Italia. E se è vero che ultimamente il cinema nostrano pare avere voglia di sfatare ogni tipo di tabù riguardo i generi cinematografici (basti pensare a Il ragazzo invisibile, primo cinecomic italiano diretto dal premio Oscar Salvatores), il timore di ritrovarsi di fronte ad una brutta copia di "quello che fanno gli americani" c'è sempre. Dicevamo. Il trailer de Il racconto dei racconti era senz'altro accattivante e (l'apparente) somiglianza alla materia de Il trono di spade ha senza dubbio svolto un importante ruolo di marketing per il grande pubblico. Aggiungiamoci pure che adoro Garrone (lo trovo tre spanne sopra Sorrentino, per intenderci) e che lo reputo il miglior interprete del cinema grottesco in Italia. Per di più, il fatto che, assieme a Youth di Paolo Sorrentino e Mia madre di Nanni Moretti sia attualmente candidato a Cannes rappresentava un ottimo punto di partenza. Ciononostante, la consapevolezza che proporre un genere nuovo in Italia sia sempre una strada in salita destava parecchi dubbi tra i nostri concittadini cinefili e critici di vario calibro. Insomma, alla fine 'sto film com'è? Con calma ci arriviamo. Tratto dalla raccolta di fiabe Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile (che non ho letto e ad essere sincero manco avevo mai sentito), Il racconto dei racconti si articola su tre vicende tra loro intrecciate il cui comune denominatore è la ricerca di un qualcosa che non si riesce ad ottenere se non tramite espedienti magici. Parlandone in linea generale, Il racconto dei racconti è sicuramente più film d'autore che blockbuster. A partire dal cast, che vanta nomi conosciuti al grande pubblico ma alla fine manco così tanto (Salma Hayek, Vincent Cassel e Toby Jones non sono più sulla cresta dell'onda hollywoodiana da qualche anno così come Stacy Martin chi ***** se la ricorda se non in Nymphomaniac?). Scelte autoriali si riscontrano nell'accento posto (volutamente) più sul lato estetico e sulla fotografia che sulla vicenda vera e propria. L'aspetto tecnico, di conseguenza, fa da padrone in questo film. La regia non si discosta neanche troppo dai precedenti lavori di Garrone: piani sequenza in movimento alternati a campi lunghi in camera fissa sono una costante per quasi la totalità della pellicola. Discorso a parte meritano le scenografie, pittoriche e surreali da una parte ma dall'altra troppo spesso si avverte un senso di eccessiva artificiosità all'interno della scena. I due ragazzi albini, i lunghissimi capelli rosso fuoco in contrasto con la natura verde, il cuore gigante di un drago mangiato su un tavolo bianchissimo. Sono tutte cose fiche da vedere, niente da dire. Ma i crepuscoli su gole di terra ogni per tre per due per indicare un cambio di scena alla lunga rompono un po' il *****. Ne fa le spese ovviamente la messa in scena. Non che sia curata male. È che troppo spesso lo spettatore ha la sensazione di assistere ad una fiction in costume trasmessa su Rai Uno. Le musiche, più che essere brutte, sono proprio stupide. Non solo ci azzeccano sempre poco o nulla con le scene sullo schermo, ma il continuare a sentire per due ore di film una melodia simile a quella riprodotta da un incessante carillon risulta abbastanza fastidioso. In questo film il gusto per lo stupore visivo pare quasi un escamotage per sopperire alla totale mancanza di pathos concessa allo spettatore. E questo è il più grande limite de Il racconto dei racconti: esattamente come nelle favole, vengono presentati personaggi le cui caratterizzazioni sono assurde o ridicole e le cui reazioni umane sono completamente diverse da quelle di un qualsiasi altro comune mortale. Scordatevi quindi di vedere un film in cui potervi immedesimare in uno dei protagonisti o anche solo esserne colpiti per il loro fascino. Bisogna considerare che il mondo che viene raccontato non ha nulla a che fare col nostro. Garrone questo lo sa e, anziché ricercare anche in un fantasy il realismo a tutti i costi come farebbe un Christopher Nolan qualunque, preferisce ammirarlo da lontano, con assoluto distacco emozionale. Ok. Ma quindi come riesce lo spettatore a sopperire alla mancanza di coinvolgimento emotivo dettata da questo film? Molto semplicemente, in nessun modo. Se non, come già detto prima, imponendosi per centoventi minuti di concentrarsi sull'estetica delle varie sequenze più che scervellarsi per la sceneggiatura. E apprezzare comunque il coraggio per aver cercato di creare un qualcosa di diverso da quello a cui siamo abituati qui in Italia. P.S.: se provate fastidio per le dissolvenze in nero seguite da scene ad alta luminosità evitate questo film, potrebbe distruggervi la retina degli occhi!

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Ultima risposta 22/05/2015 12.57.46
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gringo80pt  @  20/05/2015 15:02:46
   8½ / 10
Colpito in positivo dall'eccellenza del film.
Veramente ben fatto e godibilissimo. Trama di alto profilo ed attori di notevole livello. Talvolta anche la colonna sonora è sublime. Piuttosto lunga come proiezione ed annoia solo in 1-2 momenti per poi riprendersi immediatamente.

IDILLIACO

giannip62  @  20/05/2015 10:36:25
   8½ / 10
che bello! un film che lascia il segno,una favola per adulti che contiene tutte le peggiori follie umane,egoismo,ossessione per la bellezza,intreccio vita-morte,fotografia stupenda,zero effetti speciali....ma sublimi effetti naturali,Grande Garrone,veramente

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  19/05/2015 23:08:35
   8½ / 10
Grazie Garrone! Grazie per essere italiano. Che atmosfere! Da quanto non si vedeva una vera favola al cinema? Bellissimo!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  19/05/2015 21:28:28
   7½ / 10
A Garrone non manca il coraggio perchè proporre un'opera fantasy in territorio italico di questi tempi è una scelta coraggiosa a cui va dato atto. Recupera le origine delle fiabe di Basile e lo fa senza filtri o rielaborazioni hollywoodiane. I racconti di Garrone (e di Basile) non sono carini e puliti, non sono un inno al vissero tutti felici e contenti, ma sono popolate di personaggi che rispecchiano il cinema di Garrone, da Primo amore a Gomorra fino a Reality. Una regina preda del desiderio/ossessione di una maternità negata e disposta a negare a sua volta ogni principio morale nell'appagare quel desiderio e poi nel negare ulteriormente un legame indissolubile tra due fratellastri. Il desiderio/ossessione di due vecchie donne di ottenere i favori di un re dissoluto, attraverso una rinvigorita giovinezza avuta solo da una delle due sorelle, con unizio dal vago sapore da burla boccacesca. L'egoismo di un padre nei confronti di una figlia data in pasto ad un orco (ma è veramente un orco, aldilà della pura fattezza fisica?). I personaggi sono sfaccettati, dominati dai propri desideri e passioni, ma che poco rispondono alla banale dicotomia tra Bene e Male, ad esclusione del rapporto sincero tra i due fratelli.
La resa visiva è di livello eccellente perchè la fotografia di Suschizy ne riflette sia il contesto meraviglioso, sia gli aspetti più cupi della vicenda che in parte riportano anche al gotico italiano di Mario Bava. Tre racconti che si alternano frammantariamente come le storie di Gomorra, ma che formano un corpo unico e compatto grazie alle caratteristiche comuni dei tanti personaggi che li popolano, a volte con qualcosa di irrisolto ma dotate di indubbio fascino.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  19/05/2015 10:36:41
   7 / 10
Mors tua vita mea.
Un dare e sottrarre Corpi in un equilibrio formale e concettuale.

aitante68  @  19/05/2015 09:21:22
   7 / 10
Il film soffre di lungaggini eccessive soprattutto nella prima parte, decolla a fatica, spesso lascia dei nodi irrisolti e non tutte e tre le storie hanno una trama convincente, ma nel complesso lo ritengo un film riuscito. Riesce nell'intento di affascinare lo spettatore e farlo entrare in un mondo magico e misterioso

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR carsit  @  19/05/2015 00:14:52
   8½ / 10
Bellissimo constatare che questo film sia liberamente ispirato ad una raccolta di novelle napoletane del 1600: spesso la nostra esterofilia ci impedisce di apprezzare quello che viene prodotto in casa nostra, sminuendone il risultato.
Garrone sceglie tre di queste fiabe e le traspone su pellicola, riuscendo a stupire grazie ai molteplici pregi.
La fiaba deve trasmettere una morale prima di tutto, ma non per questo deve edulcorarsi, snaturando il suo stesso significato.
Garrone non lesina con il sesso, la violenza fisica (e psicologica), ma soprattutto non cade nel banale errore di voler dare a tutti costi il lieto fine.
In queste tre fiabe quello che emerge è lo sfruttamento del sentimento dell'amore, piegato al servizio di cupidigia, invidia, e morboso attaccamento.
Sono tanti i personaggi che con il proprio "amore" ledono chi gli sta intorno, dettando scelte e guidando i destini ,soffocando la libertà che loro stessi pensano di concedere.
I risultati nefasti saranno la diretta conseguenza.
Colpevoli e innocenti pagano allo stesso modo, dimostrando che la fiaba è molto più onesta ed equa di parecchie storie che siamo costretti a sorbirci.
Lo sviluppo narrativo è sicuramente semplice, ma Garrone aumenta l'attesa nello spettatore incrociando le tre storie contemporaneamente, ma senza mai condurle ad un punto comune (se non nelle sequenze finali).
Ho apprezzato molto la scelta del regista di non voler dare un punto di riferimento "temporale" alle vicende: infatti a testimonianza di questa mia opinione si può citare la presenza dello scafandro da palombaro, o di un fucile.
La componente fantasy è presente, ma è letteralmente stuprata dai personaggi in scena, che la piegano per i propri scopi.


Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER


Brava la Hayek, ma una spanna sopra tutti Jones, il più convincente dell'intero cast.
Infine un plauso alla scelta di girare più scene "reali", senza mai abusare del green-screen e di altri effetti visivi che allontanano lo spettatore dalla realtà (nel senso più negativo del termine).
Ne consiglio la visione, a patto che ci si aspetti una fiaba con sfumature surreali\grottesche, più che un vero e proprio fantasy.

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Ultima risposta 30/05/2015 15.06.07
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ferzbox  @  17/05/2015 21:29:07
   8½ / 10
Tratto da dei racconti di Giambattista Basile ecco nascere una sorpresa straordinaria...qualcosa che finalmente rivalorizza in modo concreto ed incisivo il cinema italiano,allontanandolo dalle solite produzioni riciclate come le commediole alla Zelig o piene di battute volgari e i drammi da "vita italiana" che avevano notevolmente stancato e radicato la cinematografia nostrana ad un meccanismo davvero stereotipato e privo di nuovi spunti o idee...lontano da qualsiasi tipo di sperimentazione....poco versatile...

Poi ho visto "Il racconto dei racconti" e ho respirato una ventata di aria fresca che non avrei mai pensato di riassaporare.
Una produzione italo francese presentata da Rai cinema con chiare qualità tecniche ed un idea concepita con maggiore volontà ed impegno.
La favola intesa come mezzo per raccontare qualcosa..lontana da ogni sorta di trasformazione buonista per giovani spettatori,ma anzi,molto simile ai lavori dei fratelli Grimm,in realtà grotteschi e anche sporadicamente macabri.
Sono tre storie di pura fantasia,dove ogni evento "magico" o fantasioso è visto con un pizzico di oniricità e crudezza,dove una creatura fantastica viene vista come qualcosa di inspiegabile ma reale,dove il desiderio di interpellare il nostro modo di sognare e accettato con grande piacere; si entra sul serio in un mondo dove ciò che qui non è reale in quel luogo lo è....e magari potrebbe sembrare strano anche agli umani residenti in quei luoghi....
Sono rimasto contento perchè ho assistito ad un film davvero ben concepito e dalle idee interessanti; curato scrupolosamente nella colonna sonora(favolesca e grottesca),dall'ottima fotografia,dai curiosi movimenti di macchina(alcuni molto interessanti),dalle bellissime inquadrature(certi paesaggi erano catturati in modo superlativo),dal bel montaggio(studiato con cognizione di causa)......insomma,un lavoro che mi ha ricordato quel caro e vecchio cinema italiano quando decideva di presentare qualcosa che oltre ad essere fantasioso sapeva pure regalare una buone dose di gran cinema e arte; come ad esempio il "Pinocchio" di Comencini...tanto per citarne uno...
Non mi pareva vero; se con "Il ragazzo invisibile" Gabriele Salvatores aveva mostrato qualcosa di più vicino al cinema supereroistico(senza riuscire ad eliminare alcune sbavature classiche del cinema italiano),Garrone è andato oltre; è riuscito a far nascere una vera forma di speranza....perchè "Il racconto dei racconti" è indubbiamente un gran bel film,in grado di presentarsi a testa alta nel circuito internazionale.....
.....non ci speravo più....mi pare di intravedere una ripresa o sbaglio?

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Ultima risposta 22/05/2015 14.18.53
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anthony  @  17/05/2015 12:07:42
   8½ / 10
Finalmente un grandissimo titolo rappresentativo del Cinema Italiano.
A parere mio è puramente inutile stare a fare le pulci (:-D) a una presunta inconcludenza del finale o dello svolgersi della trama..dal momento che si tratta, tra l'altro, di un libero riadattamento su grande schermo di una raccolta letteraria di fiabe del partenopeo Giambattista Basile: a Garrone quindi non interessa nulla di tutto ciò (e per fortuna!)..visto che il suo unico intento è quello di fare del buon cinema con dei personaggi a cui ci si riesce ad affezionare già solo per mezzo di una regia che 'indugia' parecchio sui primi piani..attraverso i quali Garrone ci racconta tutto di loro..SENZA che vi sia bisogno di una sceneggiatura puntellata su questi singoli aspetti.
Un film fantasy epico, forte, che ti entra dentro..tecnicamente superlativo e diretto alla grande; molto buona anche la prova degli attori (su tutti Toby Jones).
Si esce dal cinema più che soddisfatti.

Masticafilm  @  17/05/2015 02:19:45
   2 / 10
Personalmente non mi è piaciuto per niente , anzi lo sconsiglio a tutti che decidono dopo molti film di rivedere un fantasy, intreccio fatto bene se non fosse che il finale rovina tutto , potevano essere migliorate nel finale tutte le storie , all'inizio può anche prendere bene fantasticando su come i registi possano unire le storie .. Ma quando capisci che è inutile fantasticare è ormai troppo tardi e finito il film. Molto deluso, sono andato a vederlo anche per le votazioni che sono presenti qui, ma è impossibile che un film del genere possa piacere a tutto quel 95% dei ragazzi come me. Usciti dalla sala dopo aver visto il finale tutti i presenti , solo delusi. 2 ore per aspettare uno sviluppo mai arrivato con tanto di finale amaro.

9 risposte al commento
Ultima risposta 23/05/2015 20.20.07
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  17/05/2015 02:14:43
   8 / 10
Evviva!!! Esiste un Cinema Italiano dal respiro Internazionale che non sfigura davanti a nessun Capisaldo straniero, in grado di iniettare linfa vitale a un genere, il Fantasy, troppo spesso bistrattato e messo al muro come classico Cinema Allegorico. Film di rara potenza visiva, "Il racconto dei racconti" mi ha riportato indietro con gli anni, al Pasolini della Trilogia della Vita per es, o al Peter Greenaway visionario e turpe dei capolavori, al richiamo suadente e scenografico di Olmi. Storie che si intrecciano tra Regni lontani e Principesse-Salome', tra incantesimi ed elisir di (breve?) Giovinezza e beffardi Regnanti (strepitoso come al solito Toby Jones) che giocano con la Pelle delle pulci, con Principi e Poveri nati dallo stesso sacrificio. Un film bello da morire, che comunica l'amore Universale, di una madre per il figlio, di due amici, di una figlia invano illusa dal suo stesso padre. Trovo superfluo solo il cameo di Alba Rohrwacher, ma sono due immense ore di buon cinema

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  15/05/2015 20:56:33
   8½ / 10
Liberamente tratto da "Lo cunto de li cunti" di Basile l'ultimo film di Garrone è un'esperienza intensa e coinvolgente.
Tre storie intrecciate da varie tematiche che esplorano il mondo dell'amore, della decadenza, del sacrificio, della morte.
Un film visivamente potente con musiche, firmate Desplat, perfette.
Grandioso il cast.
Imperdibile.

Invia una mail all'autore del commento logical  @  15/05/2015 00:26:08
   8 / 10
E' una grande scatola di giochi, dal drago alla pulce, dai gemelli albini all'orco vestito di pelli. E' una storia raccontata seguendo la traccia de Lo conto de li cunti ed è un trionfo di fotografia, costumi e scenografie naturali. Lo guardi come si apre una scatola piena di cose che pensavi di aver perso o di non avere mai avuto; ci si abitua presto a lasciare galleggiare il cervello, a giocare con l'orso che suona la tromba per il divertimento del re palombaro che cercherà un cuore di drago per avere un erede. Grande coraggio a lasciare filoni d'oro come Gomorra o altre metafore sociali molto popolari per evocare un mondo parafantasy, perché le Gole di Alcantara, il Bosco del Sasseto, le Vie Cave, il Castello di Donnafugata sono ancora lì da vedere.
Quello che latita è la regia, il coraggio di tagliare le corde più facili per costruire qualcosa di più complesso di un'eccezionale messa in scena che è facile immaginare diventerà presto uno spot del beautiful italian fantasy countryside. L'imbalsamatore ma soprattutto Primo amore avevano rivelato la sua capacità di trasformare una storia in un mito sottile e intricato. Ora, crescendo, budget e produzioni, le strade si spianano, il racconto si fa lineare, la lingua diventa l'inglese, si semplifica la sinossi, si comprano i grandi attori, ci si abbraccia sulla croisette, è l'effetto Sorrentino, probabilmente.
E' un bel film, per essere grande avrebbe dovuto avere l'orgoglio di essere ancora un regista.

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Ultima risposta 17/05/2015 12.17.57
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  14/05/2015 23:53:37
   8 / 10
Denso, essenziale, una ricostruzione di un tempo che (non) fu mirabile.
Domina su tutto la disillusione, la metamorfosi del corpo, la morte imminente: ogni azione ha conseguenze inderogabili.
Garrone ha nelle corde una rilettura di Basile e delle fiabe del Cunto de li cunti così particolare, grottesca, barocca, nuda in una parola. Che potesse riuscire, vista la difficoltà della materia trattata, non era scontato.
Se "Il racconto dei racconti" già divide è - per i critici - una enorme occasione persa per il nostro cinema di riappropriarsi di una rilettura dei capolavori del passato (come riuscì a Pasolini). Matteo Garrone non sbaglia un colpo.
Solo, nelle tre storie, troppe lungaggini, ci mette un pò ad ingranare: ma una volta entrati in questo mondo paludoso riesce difficile uscirne. Si è ipnotizzati.

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