dogman regia di Matteo Garrone Italia, Francia 2018
al cinemain tvanteprimearchivioserie tvblogtrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
HAL9000 novitÓ NEWS 
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

dogman (2018)

Commenti e Risposte sul film Invita un amico a vedere il film Discutine sul forum Errori in questa scheda? Segnalaceli!

Seleziona un'opzione

locandina del film DOGMAN

Titolo Originale: DOGMAN

RegiaMatteo Garrone

InterpretiMarcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Gianluca Gobbi, Adamo Dionisi

Durata: h 2.00
NazionalitàItalia, Francia 2018
Generedrammatico
Al cinema nel Maggio 2018

•  Altri film di Matteo Garrone

Trama del film Dogman

In una periferia sospesa tra metropoli e natura selvaggia, dove l'unica legge sembra essere quella del pi¨ forte, Marcello Ŕ un uomo piccolo e mite che divide le sue giornate tra il lavoro nel suo modesto salone di toelettatura per cani, l'amore per la figlia Sofia, e un ambiguo rapporto di sudditanza con Simoncino, un ex pugile che terrorizza l'intero quartiere. Dopo l'ennesima sopraffazione, deciso a riaffermare la propria dignitÓ, Marcello immaginerÓ una vendetta dall'esito inaspettato.

Sei un blogger? Copia la scheda del film Sei un blogger? Copia la scheda del film

Voto Visitatori:   8,16 / 10 (46 voti)8,16Grafico
vota e commenta il film       invita un amico
Cerca il commento di: Azzera ricerca


Voti e commenti su Dogman, 46 opinioni inserite

caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi
  Pagina di 1  

Sopranik  @  27/07/2018 12:14:05
   8 / 10
In Dogman Garrone riesce ancora una volta a mettere a nudo le problematicità di una società costretta a doversi confrontare con un mondo spietato, che non lascia spazio ai sentimenti, che infila cinicamente la punta affilata del coltello nelle ferite aperte e non ancora medicate, che fa leva sui pregiudizi, sulle paure, sull'insicurezza per attuare i suoi più loschi piani e sporcarsi le mani con il sangue delle persone ingenue, buone, che non meritano il peso di simili condanne.
Un cammino estenuante, pieno di difficoltà, per un personaggio che, costretto a doversi misurare con la dura realtà della periferia, ignorato dagli altri, cerca con tutte le sue forze di trovare la strada verso la propria salvezza personale, verso quell'accettazione sociale di cui ha così disperato bisogno al fine di potersi esprimere e di poter comunicare la propria identità.

LaCalamita  @  27/07/2018 01:50:01
   8 / 10
Attese quasi totalmente ripagate. I due protagonisti sono realizzati veramente bene, ed è questo a mio parere il più grande punto di forza. A seguire l'aspetto sociale mostrato da Dogman.
Il cinema italiano continua a sfornare ottimi prodotti.

daaani  @  17/07/2018 11:39:39
   7 / 10
Finale un po' troppo spicciolo, ma nel complesso un film ben fatto!

InvictuSteele  @  05/07/2018 13:04:16
   7 / 10
Mi aspettavo di più da Garrone, pensavo a un capolavoro totale, invece delude in alcuni punti, soprattutto nel finale, che non svelo ovviamente, ma che attendevo con trepidazione e invece si risolve in pochi secondi. Bellissima la poetica del film, significativo il quartiere degradato dove è stato girato (mi sembra in provincia di Napoli, anche se racconta una storia romana), anche se la location è sempre e solo quella. Diciamo un film un po' statico, scenicamente e narrativamente, che mi ha lasciato un po' di delusione, per essendo un buona opera.

piripippi  @  04/07/2018 23:16:48
   4½ / 10
difficile trovare un film che vince un prestigioso premio che poi piaccia alla massa. matteo garrone ci ha stupito anche stavolta con un film assolutamente noioso, un po violento e privo di quella grande vena artistica che dovrebe essere espressa dagli attori. un ora e 36 che poteva essere ridotta a 20 minuti, comunque non voglio esagerare su un fim premiato. o mi sono annoiato. gli attori non sono così bravi

4 risposte al commento
Ultima risposta 06/07/2018 14.39.18
Visualizza / Rispondi al commento
Manticora  @  16/06/2018 17:28:23
   9 / 10
Sicuramente un Garrone in stato di grazia, con un film non facile che conferma ancora una volta che il regista romano rimane uno dei pochi capaci di infondere nuova linfa nel cinema italiano. Abbandonata la complessità visiva, la ricchezza fantastica e il cast impressionante del RACCONTO DEI RACCONTI Garrone sembra quasi tornare alle origini. Un cast di non professionisti alternato al altri volti noti, caratteristi, su tutti Adamo Dionisi(Suburra). Ma è indubbiamente Marcello Fonte, piccolo uomo ma dalla mimica e gestualità gigantesca ad essere una delle carte vincenti. Il DOGMAN è un ometto gracile, indifeso,cordiale, povero che cerca di andare avanti anche con lo spaccio di cocaina, amante dei cani, più che degli umani, separato, ma adorato dalla figlia. La sua sudditanza che lo lega a Simoncino, pugile fallito, criminale da strapazzo, violento e cocainomane ma che rappresenta la sua controparte. In parte Marcello vorrebbe essere come lui: forte, arrogante, rispettato, indipendente, in parte il timore gli fà capire che l'amico è sempre più fuori controllo. Abbandonando la cronaca troppo asettica del fatto di cronaca in sè Garrone costruisce un affresco potente della periferia romana, abbandonata a se stessa, con l'umanità che la vive, senza paura di mostrare la viltà, la rabbia, l'indifferenza ma anche l'amore che si vive nei bassifondi. Infine con un finale onirico, senza fronzoli ma essenziale mostra ancora una volta che l'uomo può essere terribile, per poi soffrire comunque di solitudine, mancanza di accettazione e perdono.

Scuderia2  @  11/06/2018 22:36:56
   5 / 10
La periferia della periferia.
Compro-oro, sala slot e night con gli Angeli di Victoria's Lido: non manca niente nell'immaginario della feccia.
Vite da cani randagi nel fango della spiaggia sbiadita.
I dialoghi non esistono-giustamente visto il contesto degradato.
Non bastano però gli sguardi persi nell'apnea desolata a fare breccia.
Questa poetica dell'abbandono socio-culturale non mi ha ferito.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  11/06/2018 22:22:08
   7 / 10
Da grande sostenitore di Garrone devo dire che da questo Dogman mi sarei aspettato qualcosina di più.
La scelta di Garrone di soffermarsi sul lato umano del protagonista è di sicuro vincente eppure gli elementi legati alla cronaca sono molto più suggestivi.
Le torture, il ruolo degli amici nella morte di Simoncino, avrebbero reso questo film qualcosa di più.

Sinceramente il voler lavorare di sottrazione non mi ha entusiasmato, per il resto siamo in presenza dei soliti lavori ineceppibili del regista romano.

Invia una mail all'autore del commento kampai  @  11/06/2018 08:59:45
   8 / 10
Di Garrone avevo visto reality che mi piacque molto e il racconto dei racconti. Mi piace questa sua visione verista nell'immagine. Per molti versi mi ha ricordato "non essere cattivo" come ambientazione, perché la vera star del film è il non-posto dove è girato il film. La luce scelta,i colori e le forme, trasudano disperazione . Impossibile uscirne da quel gorgo di totale abbruttimento morale oltre che fisico. Attori eccellenti, tecnici sublimi. Un film che senza mostrare niente, ti attanaglia lo stomaco e il cervello.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  09/06/2018 11:16:09
   6 / 10
Il film mi è moderatamente piaciuto, come mi piacciono moderatamente tutti i film di Garrone, compresa quella ciofeca del "Racconto dei racconti". L'unica eccezione che mi sento di fare è per quel capolavoro che è "Gomorra", ma di fatto lì c'era una sceneggiatura inattaccabile e stupenda, di cui merito garroniano è stato avere la maturità di portare in immagini indimenticabili un testo fondamentalmente saggistico.

Dogman ha la stessa struttura tematica di qualsiasi altro film di Garrone. Protagonista ritardato viene bullizzato da un antagonista cattivo, sprofonda in una crisi allucinatoria che lo porta a un atto violento. Questo atto violento in qualche modo lo sublima, tanto che l'ultima sequenza di Dogman è molto simile a quella di Reality o Primo Amore. Nel cinema di Garrone, e in questo film in particolare, non riesco a trovare una scena che mi esalti. È una narrazione semplice che non stupisce. L'unica sequenza davvero magnifica è quella in cui il protagonista salva il cagnolino.

Un film può piacere tanto, ma è difficilmente può piacere a tutti. Questa legge tendenziale sembra non riguardare Dogman. Questo film è piaciuto a tutti, la critica ha serrato i ranghi (specie quella non professionista) e ha già canonizzato come "capolavoro" un film uscito da due settimane. Il pubblico è entusiasta, ma ci sta. Il problema è che i critici esistono apposta per notare e far notare cose come il fatto che se un film piace a tutti, in un'era in cui, per citare Tina Fey, "parlare con chiunque ovunque è diventato un campo minato", forse qualche problema di paraculismo ce l'ha. Lungi da me dire che Garrone è solo questo, ma il fatto che sia ANCHE questo, personalmente, visto che mi vanto di leggere scrittori che normalmente non amano dedicare la propria vita a compiacere il prossimo, mi dà un po' fastidio. Prendi una storia a caso di Garrone: ritardato viene bullizzato da un violento e poi si piglia la sua rivincita (la variante più bella era stata quando il violento era un programma tv). Se ci aggiungi che il ritardato in questione ha una bambina molto carina, un cagnetto fedele, ama i cani (e questa non è per nulla un'epoca in cui i cani sono molto amati dalle persone) e vive in un posto di *****, la torta è pronta per suscitare scalpore. Ma sul serio, ragazzi? Stiamo davvero dicendo che questo è il massimo che il cinema italiano può dare dopo almeno 60 anni di genialità espressa in così tante forme e film che a fare la lista verrebbe un post più lungo di questo?

Un'altra delle ragioni per cui ho parzialmente rivalutato Garrone è stata la lettura de "Il barilozzo di Amontillado. Un saggio?", testo contenuto nella raccolta "Grotteschi e arabeschi" dello scrittore Vitaliano Trevisan, che lavorò con Garrone come sceneggiatore di "Primo Amore", di cui interpreta anche il ruolo di attore protagonista. Uno che insomma Garrone lo conosce bene. La critica di Trevisan è lunga e pesante, nonché difficilmente falsificabile, ma ciò che mi preme è sottolineare della tesi di Trevisan è quanto Garrone sia abile a confezionare storie che piacciono tanto alla borghesia, soprattutto di sinistra, in quanto storie che parlano di umili in chiave psicologico-realistica. Non a caso lo schema "porto un poveraccio a Cannes e racconto la sua lacrima strappa storia" si è ripetuto anche quest'anno. Era già successo per i ragazzini di Gomorra, sui quali Saviano aveva ovviamente scritto un pezzo dei suoi. Sorrentino invece (ma la stessa critica viene rivolta, mutatis mutandis, a Guadagnino) parla di ricchi borghesi imballati di schei, e per loro è anche capace di provare empatia e curiosità, quindi brutto Sorrentino buu, ke skifo i soldi ecc.

Che poi per me Sorrentino e Garrone sono imparagonabili. Se uno discende da Fellini e Moretti, l'altro è più assimilabile alla linea Rossellini-De Sica (il peggior De Sica però), ma il fatto che siamo arrivati davvero (implicitamente) a contrapporli è per me motivo di disgusto e disonestà intellettuale pura, oltre al fatto che uno è immensamente più bravo dell'altro.

air09  @  07/06/2018 01:42:59
   9 / 10
film che mi ha toccato molto, per l'ambientazione, l'area rarefatta e pungente, ma anche per quei sprazzi di gioia che il male non riesce ad estirpare...da vedere!!! PS QUALCUNO SA IL TITOLO DELLA CANZONE CHE PARTE QUANDO ENTRANO NEL NIGHT? NON RIESCO PROPRIO A TROVARLA, GRAZIE

pinos  @  05/06/2018 15:26:21
   8½ / 10
Molto bello e interessante. Sicuramente da non perdere. Bella l'interpretazione di Fonte. Scene un po' desolate, degradate e dark che riescono a riprodurre la periferia di Roma. Davvero ben fatto.

gemellino86  @  04/06/2018 18:42:14
   8 / 10
A mio parere uno dei migliori film italiani degli ultimi anni. Prima parte un po' lenta la scena che si vede verso la fine è da antologia. Ottima prova del protagonista. Garrone si conferma tra i più bravi registi nostrani.

rimaledetto  @  04/06/2018 16:10:25
   9 / 10
Attirato dalle recensioni entusiastiche, mi son detto che dovevo a tutti i costi andarlo a vedere.
Che dire? Un film incredibile, tostissimo e angosciante. Una bastonata sui denti!
Garrone si conferma uno dei migliori registi italiani e mette in gioco una regia da favola, alternando inquadrature fisse che sembrano quadri, riprese strette che immergono nella storia e piani sequenza ottimamente riusciti.
Musiche quasi del tutto assenti che rendono l'esperienza ancora più realistica.
Le prove attoriali sono eccellenti, un Marcello Fonte perfettamente calato nella parte, regala emozioni intense in ogni primo piano.
In conclusione, un'altra grande uscita del cinema italiano, un film da non perdere per gli amanti del cinema!

Inn10  @  04/06/2018 12:32:18
   8 / 10
Bellissimo film di Garrone che ormai è il mio regista preferito. L'unica cosa che mi ha disturbato è che pur avendo una diversa trama ricorda troppo le atmosfere e i luoghi de "L'imbalsamatore" che fra l'altro ritengo superiore. Si ispirano entrambi a storie di delitti realmente accaduti, stessa location Villaggio Coppola, stesse inquadrature cupe come quelle che ritraggono la desolazione dei luoghi o quelle interne col protagonista alle prese con suo lavoro. La scena in cui lava il cane ricorda molto quella in cui prepara il toro. Oltretutto alcuni attori ripescati tra quelli dei precedenti film Gomorra e Reality. Per carità tutto lecito ma rimane la sensazione di rivedere qualcosa di già visto.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  04/06/2018 01:21:34
   8½ / 10
Non posso che confermare quello che penso da tempo, che Garrone sia il miglior Cineasta italiano vivente del nostro tempo, e per diverse ragioni. Un film duro, cupo, senza concessioni alle grandi aspettative del pubblico classico e proprio per questo imperdibile. Si entra in una dimensione l'acida e sinistra che paralizza, senza bisogno di didascalie o stilemi d rotocalco - tipo Pasolini, un delitto italiano di Giordana per intenderci - e si respira il clima e la lezione di registi come Elio Petri, Di Leo o, piu' recentemente, Caligari.
Marcello Fonte, una strana via di mezzo tra Alvaro Vitali e Franco Citti, e' una presenza incredibile e impronta su di se' infinite sfumature, dal remissivo al vendicativo, intenso piu' che mai in quell'epilogo da film di fantascienza, che non teme mai di essere prolisso o troppo metaforico. Esattamente questo ci si aspetta dal cinema italiano. Ne riparleremo domani

The Legend  @  01/06/2018 23:14:07
   9 / 10
Ormai non ci sono più parole per descrivere la bravuta di Garrone.

Si entra da subito dentro la storia e i personaggi, vivendo l'intero racconto con una partecipazione fortissima, quasi fisica.

Bravissimi i due attori protagonisti Fonte e Pesce, è il loro primo film in coppia e sembra invece che lavorino insieme da una vita.

cort  @  01/06/2018 00:17:39
   7 / 10
Fotografia e regia sono ottimi ben sopra la media, rendono bene l'atmosfera. Gli attori se la cavano egregiamente tutti. Unica pecca è l'indugiare a volte in scene troppo lente per il messaggio che vogliono trasmettere. Secondo me non è un capolavoro ma garrone dimostra di avere le qualità.

76mm  @  31/05/2018 12:22:09
   7½ / 10
Dopo l'incauto e fallimentare (parere mio) tentativo di avventurarsi in un genere che non gli appartiene, Garrone torna fortunatamente alle ambientazioni e alle atmosfere che lo hanno reso uno dei maggiori cineasti italiani viventi e fa centro ancora una volta.
Prendendo spunto da una storia vera e raccapricciante ed epurandola dagli aspetti più truci e sensazionalistici che all'epoca sconvolsero l'opinione pubblica (sevizie e torture), il regista crea una parabola universale sulla paura, il desiderio di accettazione e la volontà di riscatto.
Senza ombra di speranza, come di consueto.
Davvero buona la prova del misconosciuto Fonte, mentre per Pesce onestamente non mi spellerei le mani considerando che per la buona riuscita di un ruolo come il suo è praticamente sufficiente avere una faccia truce e inespressiva e un fisico da energumeno.
Ben riuscita la mescolanza fra neorealismo e astrazione.
Non tutto gira alla perfezione però, e un paio di trovate fanno storcere un po' il naso.


Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Ad oggi il capolavoro del regista resta, per me, Gomorra.

DarkRareMirko  @  30/05/2018 21:21:53
   9 / 10
Mi è piaciuto molto; si è ritornati al primo Garrone, alla atmosfere dei suoi primi film.

E' una vicenda sospesa (ispirata a fatti veri) e recitata benissimo, senza speranza e redenzione, come molti film del nostro.

Il cane nel freezer è un pugno nello stomaco.

Che roba che un altro regista (Stivaletti), lo stesso anno, vi abbia dedicato un'altra opera.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Jotaro  @  28/05/2018 12:37:27
   3 / 10
Non capisco come sia stato tanto osannato questo film. Mi ha annoiato per due ore! Le riprese non sono state di mio gusto con tutti quei primi piani mal riusciti, scene che dovrebbero essere "oniriche" ma che non trasmettono nulla quindi solo noiose.
L'attore protagonista non mi è piaciuto, non capisco come mai sia stato elogiato tanto. In conclusione mi ha annoiato per due intere ore e lo sconsiglio.

KitaVerde  @  27/05/2018 21:59:57
   8 / 10
Garrone torna con questo Dogman, a quel tipo di cinema Italiano dei primi anni 00.Freddo,distaccato,silenzioso.Non può non venire alla mente L'imbalsamatore.Una perla nostrana notevole.
Marcello Fonte assurdo.

Gruppo COLLABORATORI peter-ray  @  27/05/2018 20:00:36
   7 / 10
Molto bravi gli attori. La location non mi ha fatto impazzire. La storia anche se romanzata si conosce, pertanto, nessun colpo di scena. Da vedere in ogni caso.

anthony  @  27/05/2018 16:52:00
   10 / 10
Matteo Garrone ha l'innato pregio di fondere miracolosamente le note più intime, dolenti e poetiche del neorealismo..a una molteplicità di sfondi e livelli pregni di sensazioni oniriche, sognanti e fiabesche, fuori dal tempo e dallo spazio esistenti.
Il grande Garrone compie un miracolo sia a livello tecnico (regia e fotografia pazzeschi, una messa in scena strabiliante) che a livello narrativo e di scrittura, sul quale vengono imbastite le interpretazioni magistrali di Marcello Fonte e Edoardo Pesce.
La sceneggiatura e la bravura degli attori riescono a rendere realistici e tangibili i sentimenti contrastanti che si vivono durante la visione, l'immedesizazzione è d'impatto e totalmente annichilente; la parabola umana contrastata di questo povero Cristo è talmente ben raccontata che lo spettatore, nudo come non mai, comincia a sentirsi in colpa e a soffrire in prima persona per le sorti umane, le azioni e i sentimenti di Marcello. A Garrone basta un primo piano in sequenza per raccontarti TUTTO del suo personaggio, e questa è prerogativa soltanto dei grandissimi registi del cinema.
Il quadro fiabesco di fantasia, oscuro, tetro, fosco e senza fine.. nel quale si muovono i protagonisti è reso in maniera mostruosa e impeccabile; ed ecco allora che tutto quanto, per noi spettatori, diventa immersivo e totalmente ammaliante: ''Dogman'' resta addosso a tutti noi.. nei minuti, nelle ore, nelle giornate e nelle settimane seguenti alla visione.
Un film 'piccolo', ma grandiosamente straordinario.

1 risposta al commento
Ultima risposta 27/05/2018 18.12.02
Visualizza / Rispondi al commento
mrmassori  @  26/05/2018 13:10:59
   7 / 10

--- ATTENZIONE COMMENTO SPOILEROSO ----

Sicuramente un bel film, per˛ non ci ho visto proprio quel filmone e capolavoro che viene osannato.
Piuttosto un film reale al 100 ,% in cui di empatizza col povero protagonista.
Ci sono diverse metafore soprattutto alla fine...
bellissima la scena in cui dopo averlo ucciso, marcello si immagina di vedere i suoi ex amici a cui vorrebbe fare vedere che lui ce l'ha fatta, che alla fine Ŕ stato proprio lui a liberare tutti da quel mostro, dalla bestia che attanagliava tutti nel quartiere. Era il migliore dei modi per riscattarsi con loro, ma soprrattutto con se stesso. E fanatastica la scena finale in cui Marcello, sofferente come un Cristo che porta la propria croce, procede a stento, sfinito verso la resurrrezione.

Per˛ a parte questo visto una volta si dimentica facilmente
Un capolavoro Ŕ ben altro
╚ un qualcosa che ti fa venire voglia di rivederlo, che ogni volta ti da sensazioni nuove e ci vogliono sfumature diverse. ╚ un qualcosa di irripetibile e sconvolgente.
E questo Ŕ solo un film come altri.

4 risposte al commento
Ultima risposta 01/06/2018 10.55.46
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  26/05/2018 03:15:35
   7½ / 10
Forse in effetti c'è troppo clamore attorno a un film che non ha nulla di più rispetto a L'imbalsamatore, per non parlare di Reality.
Ma è una sorta di punto d'arrivo: Garrone riduce così all'osso la storia e i dialoghi da entrare in una sorta di metafisica della provincia e dell'abiezione, molto più che nei film sopra menzionati, nella storia di una persona che non riesce ad essere ciò che vuole, che, insomma, come tante altre creature del cinema di Garrone, vuole essere amato da chi proprio non potrà mai farlo. E per questo viene respinto, alienato e portato oltre il baratro, perdendo definitivamente il controllo.
Lo schema è sempre quello, ma l'animalità delle relazioni unita a interpretazioni clamorose lo rende l'opera garroniana più coinvolgente e, di conseguenza, devastante. Ma non la più bella. Forse perché lo schema della vittima passiva, debole, senza scampo sin dall'inizio, quindi prona nel subire le frustate di un destino implacabile, annichilisce si, ma alla resa dei conti viene da dire: e quindi?
Ancora? Sempre questo schemino facile facile, ma con una messa in scena maestosa (su quello, nulla da dire)?
Garrone gioca molto più facile di quel che sembra. Vincere così, per uno col suo talento, è persino sprecato. E quindi devo ammettere di essere rimasto un po' deluso. L'8 non lo metto per questo motivo.

massapucci  @  26/05/2018 00:42:06
   6½ / 10
Prima del presente commento, il mio, la media voto dei visitatori era di 9.13, con 19 voti espressi. Una media decisamente alta, anche se non si può esser certi che si manterrà in futuro. Per ora posso dire che non capisco tutto questo entusiasmo per una pellicola si buona, ma in fin dei conti ordinaria. Le prove attoriali di Fonte e Pesce sono state decisamente valide, ma questo non basta per fare un grande film. E' un film senza intensità; crudo, invero più nella forma che nel contenuto, piatto, senza echi emozionali, nel senso che il film si risolve tutto nella storia. E come potrebbero riecheggiare dei 'tipi'? E si, perché tutti (sic) i personaggi di questo film sono stereotipati. La fortuna di questo film è facilmente ascrivibile alla figura del protagonista. Ma non basta.

1 risposta al commento
Ultima risposta 26/05/2018 13.05.17
Visualizza / Rispondi al commento
Sbrillo  @  25/05/2018 17:55:41
   8 / 10
nuda, triste, cruda, desolante realtà.... Garrone regala una piccola perla, che non ha bisogno della colonna sonora (assente) per farti vedere, respirare, vivere il degrado scelto come sfondo dell'intero film...
una lotta tra la solitudine e la violenza dei due bravissimi protagonisti, che non può lasciare indifferenti... (meritatissima palma d'oro per Marcello Fonte)
promosso a pieni voti su tutti i fronti

Wilding  @  24/05/2018 22:12:43
   8½ / 10
Probabilmente l'opera migliore di Garrone, limpida, asciutta, quasi perfetta. Non stanca mai, neppure un secondo, di grande impatto visivo. Bravissimo Pesce, ma magistrale Fonte (mi ricorda così tanto il Carlo Delle Piane negli Anni '50-'60, fisicamente e in alcune movenze), giustamente premiato a Cannes. Da applausi... forse una colonna sonora ad effetto avrebbe messo la ciliegina sulla torta.

lucasssss  @  24/05/2018 10:15:08
   8½ / 10
Sicuramente un ottimo film, un film che ti fa riflettere anche nei giorni a seguire
Se entri dentro i personaggi e vivi le loro emozioni, le loro paure sicuramente lo apprezzi molto di più
Questo ho fatto io e sono uscito dalla sala soddisfatto di aver visto una pellicola confezionata dal maestro Garrone in maniera impeccabile
Ottima la fotografia, l'ambientazione e che dire della recitazione dei due personaggi principali?
Il timido e vessato Marcello che deve subire le angherie del bullo e violento Simoncino che fa la voce grossa con tutto il vicinato tant'è che provano anche a farlo fuori.
Ma è il mite Marcello che avrà l'arduo compito di far tacere per sempre in cattivone di turno
L'epilogo del film è aimè noto, seppur romanzato e adattato ad un film, questa pellicola, ai titoli di coda, riesce a lasciarti ancora qualche minuto seduto sulla poltrona a riflettere
Malgrado tutto ciò, non mi sento di dare un voto troppo alto, si ok è un gran bel film ma non è un capolavoro
un 8 e mezzo però è più che meritato

Spera  @  24/05/2018 09:23:13
   7½ / 10
Garrone si conferma il mio regista italiano preferito.
Qui si ripropone con una storia inventata che trae spunto da un terribile fatto di cronaca nera.

Il regista migliora sempre di più, con una fotografia incredibile che rievoca le vecchie pellicole dei neorealisti italiani.
Location sempre al meglio, luoghi e angoli della nostra Italia che solo lui riesce a scovare e a rendere visivamente così bene.
Cemento, povertà, degrado.
Siamo abbandonati a noi stessi.
Sicuramente uno dei punti di forza è l'ambientazione.

Purtroppo non riesco a dire lo stesso del resto, non sono d'accordo con il premio vinto a Cannes (che poi hanno dichiarato che hanno voluto accontentare un pò tutti con i premi, bah, e che è una spartizione?) dall'attore che sforna comunque una buona prova ma più che interpretare mi è sembrato essere proprio così nella vita reale: è stato più che altro se stesso.
Ho preferito di gran lunga la prova dell'antagonista Simone che mette davvero ansia e sembra sul serio uno di quegli energumeni con cui risulta impossibile ragionare.
L'altro punto a sfavore a mio avviso è la storia, troppo scarna, troppo semplice e che mi ha lasciato proprio poco.
Va bene lo spaccato ma qui è quasi un duetto tra i due attori che pochissimo racconta della società in cui vivono: poco sappiamo all'inizio e poco sapremo alla fine del film.
Cosa ci vuoi dire Garrone?
Che la violenza chiama violenza?
Che anche il più innocuo dei personaggi può trasformarsi in un feroce assassino a causa della società che lo insidia?

Non lo so, mi è sembrato tutto troppo piatto e gia visto e stravisto come messaggio.
Alla fine mi sono ritrovato con la domanda: e quindi?
2 ore di "bullismo" tra i due, quasi unici, protagonisti non mi sono bastate per sentirmi appagato.
E non mi ha mai emozionato.

Il definitiva non il suo migliore e nemmeno il mio preferito.
Titoli come "Gomorra, l'imbalsamatore, Reality e Primo Amore" per me rimangono superiori in quanto a storia, originalità e coinvolgimento.
Come comparto tecnico qui siamo un gradino sopra ma preferisco una regia meno raffinata e una storia più coinvolgente e di spessore.

Bello ma con un messaggio che non mi ha affatto soddisfatto.
Da vedere comunque.

13 risposte al commento
Ultima risposta 26/05/2018 22.16.13
Visualizza / Rispondi al commento
lampard8  @  22/05/2018 14:05:20
   10 / 10
Miglior film italiano degli ultimi 20 anni.

Epocale

Invia una mail all'autore del commento cupido78  @  21/05/2018 23:49:26
   9 / 10
Garrone confeziona finalmente la favola che inseguiva da tempo. Il suo Tale of tales era forse un fuoripista necessario per fare, questa volta, centro perfetto. La storia di cronaca a cui è ispirato è solo un pretesto. L'ambientazione è uno spazio dell'anima. Dogman è un film spirituale, una favola tetra da cui tirare fuori un insegnamento, una o più letture delle vicende umane. Marcello, il protagonista (perfetto, eccellente, sicuramente diretto dal regista, un ispirato Garrone burattinaio), è sedotto dalla forza e dall'insaziabile smania di desiderio di Simoncino che rappresenta l'ego-la parte infantile,bloccata nella richiesta coercitiva, nel desiderare violento e fatale. Il percorso di crescita di Marcello è uccidere questo mostro. Simoncino si presta a tante letture: lui è l'ombra dentro di Marcello-noi stessi- infatti sniffa perennemente, gioca, va a *******, compra costosissima moto. Tutto senza potersi permettere niente di tutto questo. Simoncino è la parte di Marcello che lui stesso nutre, preserva, ma che presto gli si ritorce contro, mostruosa e distruttiva disposta ad ammazzarti senza indugio.
Una tensione costante lungo tutto il film, la paura che forse ognuno di noi prova a contatto con la nostra piccola o grande ombra interiore.
Epilogo magistrale.

Truman84  @  21/05/2018 22:39:23
   10 / 10
Dogman è un film viscerale, che rimane dentro. Inutile stare qui a raccontare la storia. Il film gode di un'interpretazione straordinaria di Marcello Fonte che riesce fin da subito a creare empatia con il pubblico. La fotografia è bellissima. Matteo Garrone ha realizzato un'opera d'arte. Andate al cinema a vederlo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  21/05/2018 21:23:03
   8½ / 10
Prima di questo film penso che pochi conoscessero la vicenda del Canaro, uno dei delitti più efferati di cronaca nera italiana. E per chi la conoscesse, non si deve aspettare di vedere un qualcosa tipo Hostel. Garrone prende spunto da questo fatto cronaca per raccontare una storia ambientanta in un contesto quasi metafisico, cemento e sterrato che sono il paesaggio desolato dominante di Dogman.
E' un'ambiente squallido che Garrone delimita in maniera precisa e dal quale quasi mai ne esce fisicamente, come a creare un mondo suburbano a parte che può essere applicato a qualsiasi metropoli. Un piccolo mondo nel quale Marcello si trova a suo agio. Mite, dal carattere quasi ottimista e benvoluto da questa piccola comunità.
Benvoluto dalle persone ed amato dai cani al quale dedica tutto il suo tempo. In un certo senso si sente protagonista di questo mondo a parte (reminescenze certamente di Reality), ma c'è letteralmente un cane sciolto dal volto umano con cui non riesce a stabilire un vero contatto. La prima sequenza sotto questo punto di vista spiega un po' il senso del rapporto tra Marcello e Simone, solo che l'uomo, a differenza del cane non è addomesticabile. Più tenta di addomesticarlo, più gradualmente perde la propria dignità, fino a smarrirla del tutto ed essere rifiutato da tutti.
Garrone scava in profondità nei recessi della mente di Marcello ed in questo la prova di Marcello Fonte è veramente di livello assoluto, senza dimenticare comunque la contraparte di Eduardo Pesce. Il lavoro di regia e soprattutto della fotografia rendeono l'idea di come la lettura della realtà di Marcello fosse distorta. La breve sequenza dell'arrivo in carcere è un punto di cesura del film, dove ad una prima dai colori più caldi, si passa alle tonalità più fredde e cupe della seconda, in cui lo strumento della vendetta diventa il tentativo di recupero della propria dignità dopo tante umiliazioni, persino pubbliche. Una comunità che svela il suo volto più squallido, pronta ad emerginare il debole, ma come un gregge di pecore, inerme e codardo di fronte al cane sciolto Simone. Una vendetta inutile, priva di redenzione o catarsi e come in una delle tante favole un cavaliere che uccide il mostro ma che non verrà glorificato. L'immagine finale è qualcosa di tragicamente amaro e che colpisce in profondità.

gringo80pt  @  21/05/2018 19:59:33
   9 / 10
Ritorno dopo un po' di silenzio cinematografico.

Per caso vediamo sulla locandina e dopo aver consultato la trama, ci buttiamo all'avventura.
Consci del cinema e del timbro spaventosamente inquietante di Matteo Garrone, il regista si conferma uno che spacca e che ti lascia sempre qualcosa da portare a casa.
La prima scena ti cala subito nella vita quotidiana del protagonista. Nessuna distrazione per oltre 2 ore. Non conoscevo la storia reale del 'canaro', che di per sé ha tutto da essere commentata. La pellicola segue abbastanza fedelmente quanto successo 30 anni fa.
Per il 10 ci volevano colonne sonore: peccato.

REVENGE OF THE MANSUETO

4 risposte al commento
Ultima risposta 25/05/2018 17.48.45
Visualizza / Rispondi al commento
Invia una mail all'autore del commento Jason XI  @  21/05/2018 15:24:16
   9 / 10
Nuovo è intenso affresco di Garrone col personaggio outborder Marcello che di fatto focalizza su di sè tutta l'attenzione (premio ultrameritato a Cannes). Perchè alla fine non c'è molto altro... ispirato alla torbida vicenda del Canaro veramente accaduta una trentina di anni fa, Dogman risulta una storia semplice... sostanzialmente monotematica, ma Garrone ha una forza rappresentativa senza eguali attualmente nel cinema italiano... una sorta di Pasolini contemporaneo.... riesce a fare entrare i empatia lo spettatore sia con i personaggi, anche se negativi, sia con l'ambiente, spesso decadente e crepuscolare.... in un oblio realistico senza scampo. Notevole.

VincVega  @  21/05/2018 12:06:33
   8½ / 10
Garrone torna alle atmosfere de "L'Imbalsamatore", con questa fiaba noir neorealista, in cui il regista romano dimostra che non c'è bisogno per forza di una storia complicata per fare un bel film, ma a volte la semplicità è la strada giusta, naturalmente solo nelle mani di un grande cineasta. In "Dogman" gli ingredienti sono miscelati bene, a partire dall'ambientazione periferica romana con le sue costruzioni fatiscenti e mettendo la lente d'ingrandimento in questa piccola comunità di negozianti, che devono tirare avanti, a volte anche sporcandosi le mani con giri loschi. E quindi c'è Marcello, uomo fondamentalmente solo, che ricerca rapporti con la figlia, i vicini negozianti e con Simone, bullo di periferia. Ed è nel suo lavoro, ovvero con i cani, che trova la sua vera dimensione. Sin dalle prime sequenze si capisce che "Dogman" è una pellicola clamorosamente riuscita, capace di passare da momenti più teneri a quelli più duri, senza mai perdere la bussola.

Garrone aveva chiamato Benigni per la parte del protagonista. Da una parte rimane la curiosità di capire cosa poteva fare l'attore/regista toscano. Dall'altra si è contenti della scelta di Marcello Fonte, attore non professionista che ha dato un'immensa prova, premiata a Cannes. E forse abbiamo trovato anche un nuovo talento. Da premio sarebbe stata anche l'interpretazione di Edoardo Pesce, capace di un'autentica trasformazione nei panni di Simone. Azzeccati anche i personaggi secondari.

"Dogman" si candida ad essere uno dei migliori film italiani degli ultimi anni. E' così che rinasce il cinema, spostando l'asticella e lasciando mano libera ad un regista dalle grandi doti, come lo è Garrone. Non so se reputarlo capolavoro, perchè forse nella seconda parte non arriva ai magnifici livelli della prima, ma rimane un grande film, capace di dare molte sensazioni allo spettatore, incluso quello di emozionare.

Invia una mail all'autore del commento tnx_hitman  @  21/05/2018 01:58:03
   10 / 10
Mi aggrego a chi lo ritiene il miglior Garrone.
Possiede tutte le abilità necessarie per superarsi, riemergere ancora più ispirato.
Il Canaro di un mondo disperso nel nulla cosmico, il nostro Marcello vedrà la luce in fondo ad un tunnel nerissimo, chi lo aspetterà al di là del varco?
Atmosfera ai limiti del post-apocalittico, una periferia romana trasformata in circolo del degrado. Dog-Man, accostamento azzeccato per sottolineare l'imprevedibilità dell'uomo di fronte alle più estreme avversità della vita. Cane Mangia Cane, in una location fotografata senza orpelli delicati e raggianti. Garrone toglie il respiro al protagonista, un'eterna agonia. Noi subiamo tutto quanto. Ne usciremo devastati dalla sala, attorniati da un silenzio glaciale.

Opera di una bellezza sconvolgente, che si concentra su due soli personaggi, due attori di incredibile bravura. Il segreto vincente per poter far breccia su un pubblico che, per la prima volta dopo anni di cinema italiano comico o di generi più ricercati, non sa cosa aspettarsi da una trama sospesa nell'etere, in attesa di essere compresa a fondo. Solo il finale ti sblocca e ti libera da una condizione di prigionia allucinante, per essere ripresa in spazi aperti. Non nella maniera in cui ti aspetti però.

Complimenti a Matteo, e al duo Marcello ed Edoardo...qui avete dato vita ad un Taxi Driver del nuovo millennio.

Cinemaworld  @  20/05/2018 17:45:22
   9 / 10
Film bello inquietante....Secondo me il migliore film di Garrone. Finale bellissimo.

alex14  @  20/05/2018 14:18:14
   10 / 10
Torno su questo sito dopo qualche anno apposta per commentare questo film che ho visto ieri sera.
Dico solo che era da tanto tempo che un film non mi sconvolgeva in questo modo.
Atmosfera cupa resa in modo magistrale, attori che recitano in modo pazzesco, tutti, dal primo all'ultimo.
Finale semplicemente memorabile.
10 su 10, dopo anni che non ne davo uno.

suzuki71  @  19/05/2018 11:11:50
   10 / 10
Il film si svolge e dipana e hai l'immediata immedesimazione nello scivolare impossibile di Marcello nell'assurdità di un Destino già scritto e che lo attenderà, solo e perso, nella periferia di sempre col conto inimmaginabile dello Sbaglio, Karma giustissimo e perso, follia che rasenta una lucidità improbabile.
Un climax pazzesco, attori stratosferici. Fotografia lugubre ed entusiasmante, i 10 secondi della scena finale dell'epilogo nel negozio sono semplicemente memorabili.
Finisce. E hai subito l'impressione di aver visto un film epico dove Marcello, dalle periferie romane o di Castel Volturno che siano, assurge a personaggio universale, fuori tempo e luogo, di tutti i tempi e luoghi.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  19/05/2018 00:56:04
   9 / 10
Una periferia fra il cemento colante e il mare subacqueo entrambi pneumatici entrambi alienanti. In non luoghi sferoidali, bluastri, volturati alla decadenza di un quotidiano ammaccato, c'è l'uomo che come un cane predato torna con la preda. E come il cane feroce di E. Bunker il cinema di Garrone lascia 102 minuti con la bava alla bocca.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Caio  @  18/05/2018 20:26:42
   10 / 10
No, quella di Garrone non è la vera storia del Canaro della Magliana. Non è il racconto di un truce fatto di cronaca nera. È molto di più. Il regista ci trasporta in un luogo ai confini del mondo, una dimensione parallela incastonata tra le montagne e il mare. Non è la Magliana degli anni '80, o almeno non lo è per chi non vi ha vissuto. Per chiunque sia nato e cresciuto in una borgata, probabilmente sí. Perché è così che ti senti. Perduto. Consapevole dell'esistenza di un mondo fuori al di là delle sponde, ma per te irraggiungibile. In questo far west che sopravvive in un delicato equilibrio, Garrone colloca uno dei personaggi più potenti mai apparsi sul grande schermo, al pari del protagonista di Taxi Driver o di altri personaggi del cinema che hanno perpetrato la loro vendetta. Un uomo che ha l'abilità di rendere mansuete le bestie feroci, ma che è costretto ad affrontare una bestia che non conosce pietà. Dogman è la storia di una lotta tra un capitano Acab e la sua moby Dick, tra un vecchio e il suo mare. È la lotta per la sopravvivenza di ogni uomo aggrappato ad una vita che morde e ringhia. No, questa non è la storia del Canaro. Questo Caravaggio del cinema italiano ha voluto raccontarci ancora una volta le profondità degli abissi degli ultimi, di quelli che la società tiene ai margini o considera inferiori. E ha voluto mostrarci come da tutto questo odio possano generarsi mostri.

FABRIT  @  18/05/2018 18:44:31
   9 / 10
Garrone fa centro nuovamente. un capolavoro sospeso tra la solitudine di Marcello (emblematico il finale) e la violenza di Simoncino. Film da non perdere

Invia una mail all'autore del commento Tempesta  @  18/05/2018 14:34:46
   10 / 10
Premetto che dal 1971 al 2008 ho abitato alla Magliana zona dove si è consumato il terrificante delitto del Canaro. Il film di Garrone si avvicina lontanamente dalla realtà. Si questo Dogman è ambientato in un mondo immaginario, in un mondo dove non si può scappare da nessuno e da niente . Per chi vuole andare a vedere un horror violento come la vera storia ci racconta ha sbagliato film, si perché qui non si tratta di violenza e paura ma si va ben oltre . Una fotografia pazzesca e attori impeccabili fanno da cornice a questo capolavoro Italiano . Da vedere , da rivedere si perché qui si parla di un nuovo cinema , un cinema che ti fa accapponare la pelle e ti lascia con molta tristezza . CAPOLAVORO!

  Pagina di 1  

vota e commenta il film       invita un amico

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico

12 soldiers14 cameras211 - rapina in corso77 giornia beautiful daya modern familya quiet passionabracadabraamiche di sangueanna (2018)
 NEW
ant-man and the wasparrivano i profbad samaritanbent - polizia criminalebenvenuto in germania!big fish & begoniablu profondo 2blue kidsbreaking inchiudi gli occhici vuole un fisicocosa dira' la gentedark halldead triggerdeadpool 2dei
 NEW
die in one day - improvvisa o muoridiva! (2017)
 HOT
dogmandopo la guerradoraemon il film - nobita e la grande avventura in antartidedue piccoli italianiequilibrium - the film concertestate 1993eva (2018)famiglia allargatafavola (2018)fino all'inferno (2018)fotografgame night - indovina chi muore stasera?giu' le mani dalle nostre figliegli ultimi butterihappy winterhereditary - le radici del malehostilehotel gagarinhurricane - allerta uraganoil codice del babbuinoil dubbio - un caso di coscienzail sacrificio del cervo sacro
 NEW
il tuo ex non muore maiinterruptionio sono valentina nappiio, dio e bin ladenippocratejurassic world - il regno distruttokedi. la citta' dei gattila banalitÓ del criminela bella e le bestiela guerra del maialela prima notte del giudiziola settima musala settima ondala stanza delle meravigliela terra dell'abbastanzala terra di diola truffa dei loganla truffa del secolol'affido - una storia di violenzal'albero del vicinol'arte della fugal'atelierlazzaro felicele grida del silenziole meraviglie del marele ultime 24 orel'incredibile viaggio del fachirol'isola dei canilords of chaosloro 2luis e gli alienimacbeth neo film operamalati di sessomanuelmary e il fiore della stregamektoub, my love: canto unomontparnasse femminile singolaremuse: drones world tournel nome di anteanobili bugienoi siamo la mareaobbligo o verita'ocean's 8office uprisingogni giornoour houseoverboardpapillon (2018)parigi a piedi nudipeggio per mepitch perfect 3prendimi! - la storia vera pi¨ assurda di sempreprigioniero della mia liberta'rabbia furiosa - er canaroresinarespiririmetti a noi i nostri debitirudy valentinosea sorrow - il dolore del maresergio e sergei - il professore e il cosmonauta
 NEW
shark - il primo squaloshow dogs - entriamo in scenasi muore tutti democristianiskyscraperslender mansolo: a star wars storysposami, stupido!stato di ebbrezzastronger - io sono piu' fortesuper troopers 2
 NEW
the darkest minds
 NEW
the end? l'inferno fuorithe escapethe mermaid: lake of the deadthe nun - la vocazione del malethe strangers 2: prey at nightthe toyboxthelmatheytito e gli alienitoglimi un dubbiotonno spiaggiatotremors 6: a cold day in helltullytuo, simonulysses: a dark odysseyuna luna chiamata europauna vita spericolataunsanewonderful losers: a different world

977060 commenti su 39879 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimo film commentato

Ultimo post blog

Speciali

Speciale SHOKUZAISpeciale SHOKUZAI
A cura di The Gaunt

Ultime recensioni inserite

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net