parasite (2019) regia di Joon-Ho Bong Corea del Sud 2019
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parasite (2019)

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locandina del film PARASITE (2019)

Titolo Originale: GISAENGCHUNG

RegiaJoon-Ho Bong

InterpretiKang-ho Song, Sun-kyun Lee, Hyae Jin Chang, Yeo-Jeong Cho, Woo-sik Choi

Durata: h 2.12
NazionalitàCorea del Sud 2019
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 2019

•  Altri film di Joon-Ho Bong

Trama del film Parasite (2019)

Tutta la famiglia di Ki-taek Ŕ senza lavoro. Ki-taek Ŕ particolarmente interessata allo stile di vita della ricchissima famiglia Park. Un giorno, suo figlio riesce a farsi assumere dai Park e le due famiglie si ritrovano cosý intrecciate da una serie di eventi incontrollabili.

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Voto Visitatori:   8,16 / 10 (28 voti)8,16Grafico
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Voti e commenti su Parasite (2019), 28 opinioni inserite

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the saint  @  11/12/2019 15:56:18
   8½ / 10
Grandissimo film!

come al solito alcune produzioni orientali manco stanno al cinema più di una settimana e si perdono facilmente nel dimenticatoio!

è compito di noi utenti, riportarli alla ribalta!

Questo è veramente una chicca, quasi un capolavoro, a confronto di Joker, che è stato al cinema tre mesi, (di cui ho premiato solo l'interpretazione) è proprio di un altro livello!!!

suzuki71  @  06/12/2019 16:58:36
   9 / 10
Devastante analisi sociale dell'Occidente e del suo ordine precario, al cui confronto il blasonatissimo Jocker sembra uno scherzetto addomesticato e rassicurante - per noi - che ne scriviamo e poi magari ne parliamo fuori a cena con gli amici, mentre fuori il mondo trema\trama.

benzo24  @  05/12/2019 13:50:17
   10 / 10
Altro grandissimo film per la coppia Joon-Ho Bong/Song Kang-ho, film di parassiti che a poco si evolvono in fantasmi

Prof  @  04/12/2019 00:29:30
   8 / 10
Per sbaglio, prima di votare, diversamente dalla prassi consueta, l'occhio mi è caduto sulla media, e subito ho notato che incredibilmente coincideva alla perfezione con la valutazione che mi ero appena ripromesso di attribuire!
La matematica non è un'opinione: vedremo se nel corso del tempo il film manterrà questi livelli: non lo escludo, ma prevedo anche che forse potrà scendere, anziché salire, di qualche decimo.

2 risposte al commento
Ultima risposta 05/12/2019 18.12.08
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massapucci  @  03/12/2019 07:20:48
   6 / 10
Sopravvalutato.
Non è che mischiare i generi equivale a fare un buon film; e anzi, è più vero il contrario. Se si vuole avere contezza del modo in cui un film NON deve essere fatto, ebbene si conceda una visione a questo Parasite. E' un film che ha di mira le budella dello spettatore: questi prima deve ridere, poi disgustarsi, poi spaventarsi, dopo ancora riflettere... Ma a mio giudizio il contorcimento espressivo è proprio quanto l'arte dovrebbe scongiurare.

Macs  @  02/12/2019 08:04:35
   7½ / 10
Un'opera decisamente "metaforica" come insiste a dire più volte il ragazzo protagonista, in una sorta di meta-commento sul film stesso. Ok la parabola del ricco e del povero, il conflitto sociale oggi inasprito dalla tecnologia e combatutto a colpi di social e di smartphone, non è in fondo nulla di nuovo. Questo film però ha il merito di non prendersi sul serio – a leggere i commenti in Rete, mi stavo aspettando una specie di horror crudele, invece si rivela una commedia con tratti grotteschi e giusto qualche elemento gore nel finale ma del tutto edulcorato e appunto, metaforico. Non griderei al capolavoro, e forse chi lo fa vi è indotto dall'esasperazione di un'epoca povera di talenti in cui imbattersi anche solo in un buon film fa prematuramente gridare al miracolo. Buone le interpretazioni e la fotografia, e geniale la colonna sonora, in cui spicca anche Gianni Morandi insieme a varie forme di musica classica. Chiaramente nella seconda parte del film per esigenze ineluttabili di sceneggiatura si sfilacciano un po' le maglie della ragione e della logica ferrea fin lì seguita, tuttavia ci si mantiene sempre nei confini di una accettabile sospensione dell'incredulità. L'intento metaforico sprizza da ogni poro, ma nonostante questo non appesantisce la visione e le due ore abbondanti di screen time filano lisce e piacevoli. Visto in originale con sottotitoli in inglese, un film che indubbiamente va visto e che consiglio di visionare in un momento di disillusione e amarezza verso la società capitalistica e consumistica (praticamente la mia condizione di vita, quindi per me va benissimo guardarlo in qualsiasi momento ah ah).

lucasssss  @  27/11/2019 10:41:38
   7½ / 10
molto carino, ben fatto ed originale

piena sufficienza

Lucasssss

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  27/11/2019 01:11:04
   9 / 10
Lo diceva Bunuel che i "poveri" possono essere dei bastardi, che non hanno sempre l'alone romantico del Realismo Francese, che non sono puri e ingenui come nel Neorealismo Italiano, e oggi lo confermano registi internazionali come i Dardenne (cfr. Rosetta), Trapero e appunto il coreano con questo suo ultimo Capolavoro. Un film che troverà (rari) oppositori che lo giudicheranno "nullità reazionaria" più o meno come scritto dalla famigerata Irene Bignardi sul favoloso "Crash" di Cronenberg, lystri fa. Tutti credono di avere le loro ragioni, tutti acclamano con sicurezza le loro teorie con un'odio immotivato non verso un filn in sé ma verso il cinema che sollecita una Reazione. Forse per questp odiamo sempre più andare al cinema? Film che travalica ogni confine, estremo, disturbante, fuori le righe ma ricco anche di elementi comuni al cinema di massa, a quel "disturbo" che piace anche ai box office. Un viaggio negli Inferi che piacerebbe ad Anorofsky, e a questo punto sarebbe giusto rivalutare e recuperare il suo imperfetto ma coraggioso "Mother!" di pochi anni fa Ma è anche una Commedia dell'Assurdo che solo in apparenza svela principi rigidi e morali di stampo religioso (sulle conseguenze del Fato sugli Atti di una famiglia a discapito di un'altro "gruppo di famiglia") a differenza appunto di Anorofsky che precipita in un finale confusamente teorico-religioso e fondamentalista. "Parasite" parte e finisce in un rigore espressivo da Mishima, ma si contorce amabilmente si prosta in un grezzo contesto dove convivono le anime di Peter Greenaway, di Von Trier (metafora di rifugio post-atomico o territoriale, la tenda degli indiani del bambino ricco ricorda gli ultimi momenti di "Melanchonia") Bunuel ma anche John Woo e Ozon. Si ascolta Gianni Morandi e musica da Camera, in modo esponenziale e indifferente. Film dominato dagli eventi temporali, dal cibo - tanto presente, a pensarci, da sembrare del tutto assente - dalle dimore come barriere protettive contro i mali del mondo (esterno) e vale per chiunque. Per chi ha visto troppo e chi, come la madre ricca nevrotica e un poco *******, non vuole vedere ciò che prova e forse capisce cfr. Un figlio problematico una figlia ribelle e trascurata un marito assente e probabilmente fedifrago. Su tutto, il Potere illusorio del Fake da Smartphone, che cambia o distrugge la Vita con la sua Comunicativa Comunità. E il tutto dominato dagli stessi precetti dal controllo dei propri limiti, dalla rivendicazione materialista ma mai troppo soggettiva delle abilità di ciascun individuo. Tra un padre assente (il ricco) e uno (strepitoso Kang-Ho Song che pare un incrocio tra Kitano e il grandissimo Chris Cooper!) denominato "povero" che in fondo vince sulla sua decapitazione

Scuderia2  @  25/11/2019 20:45:50
   5 / 10
SPOILER

Bong John-ho prosegue nella sua visione geometrica delle divisioni sociali.
Se in Snowpiercer il genere umano era obbligato su un convoglio, in Parasite risulta forzato il come si arrivi al teatrino che genera tutte le situazioni paradossali a cui si assiste.

Rinomata agenzia di servizi THE CARE è talmente riservata da non avere neanche un sito web consultabile. Ma noi manco ci facciamo caso e la contattiamo senza paura.

Notte da tregenda tra traversie in villa e alluvione scrosciante. Il giorno dopo telefoni carichi e water proof (c'era gente con l'acqua alla gola) pronti a rispondere all'invito al compleanno indiano.

Assunzioni a caso, senza un documento o similia. Saranno tutti in nero.

Redazione giornaliera di testi da 1000 parole in morse. Ci può anche stare, tempo libero ce n'era. Più che altro non si capisce come il figlio sia riuscito a comunicare in morse col padre nel bunker per dirgli di temporeggiare, che avrebbe fatto i soldi grossi e comprato il villone.

Gente che licenzia l'autista perché lascerebbe le mutandine della girl in macchina (strano, visto come poi le snasano e conservano) per poi sostituirlo con uno che puzza di cagnuzzo e non cacciarlo a calci in c.ulo.

I ricchi sono strani ma i poveri puzzano, sono sciacalli e pure assassini.
Bene invece gli architetti. E gli scenografi.

Mauro@Lanari  @  25/11/2019 17:56:37
   2 / 10
Se Bong Joon Ho trov'il modo per interessarsi della cultura italiana, invece ch'a Gianni Morandi dovrebbe dedicarsi a Marco Ferreri per imparare da lui la differenza fra critica sociale e critica antropologica. La prima è sempr'identica a se stessa: tanto in "Snowpiercer" (2013) la satira della disuguaglianza classista si muoveva lungo un'asse orizzontale, quanto qui la denuncia del vampirismo di "privilegiati" e "miserabili" si muove lungo un'asse verticale (Tommaso Tocci, Alberto Pesce, Marco Contino). E se nel 2019 ancora si dilapida tempo per 'sta roba, un motivo ci sarà: parlare d'inestricabili invarianze antropocosmiche mette un po' più soggezione, esattamente 40 anni fa Lyotard pubblicava per "Les Éditions de Minuit" un'analisi fenomenologica con cui dimostrava che la crisi di senso e di prospettiva non era più per addetti ai lavori, di nicchia e d'élite, ma era diventata pop, mainstream, di massa. Non conosco articoli, pubblicazioni, interviste, saggi, dibattiti ch'abbiano approfittato di tale ricorrenza per un bilancio consuntivo. Sempre più comode le "survival strategies" ai tentativi d'"exit strategy". Alla via così, mi raccomando.

Mauro Lanari

Hyogonosuke  @  25/11/2019 03:04:17
   9 / 10
Film stupendo, di Bong joon Ho avevo visto Snowpiercer e non mi aveva convinto fino in forndo.
Questo film invece e' una perla, 2 ore e 15 che volano via.

suspirio  @  24/11/2019 23:43:31
   9½ / 10
Una storia assurda. Un qualcosa di diverso finalmente. Una prima parte piena di commedia sarcastica che va a sfociare in una seconda tragica a dir poco. Ottima la regia è la prova dell'attore che interpreta il padre nella famiglia "povera".

al3Viste  @  23/11/2019 18:44:40
   8½ / 10
Secondo me i film che non si riescono a inserire in un unico genere sono sempre encomiabili perché alla fin fine più aderenti alla realtà.
Davvero ben fatta la messa in scena di queste famiglie agli antipodi della scala sociale. Film molto moderno, con una rappresentazione della ricchezza davvero calzante con il mondo che stiamo vivendo.
Mezzo punto in più perché la mia ragazza è rimasta sveglia per tutto il tempo nonostante fosse un film coreano sottotitolato! Dovrebbe far davvero piacere a Bong Joon-ho, più di tutti i complimenti che sta ricevendo.

Spera  @  22/11/2019 19:25:22
   8 / 10
Bah, non capisco dove sia lo splatter (per due accoltellate e un sasso in testa?) e nemmeno cosa c'entri Tarantino (possibile che ora ogni volta che c'è una commistione di generi con un po' di sangue e dei dialoghi splendidi si citi Tarantino? A me sembra che ci si perda una grossa fetta della cinematografia mondiale, non esiste solo Tarantino, a cui riconosco grandi meriti sia chiaro).
Detto questo, il film è ottimo, parte alla grande per calare leggermente nella parte centrale, per poi involarsi verso un gran bel finale intriso di poesia tipica dei paesi del sol levante.
Non il mio preferito si Bong ma sicuramente da vedere.

Altro che Tarantino, gli ultimi 3 film di Traantino non arrivano a questi livelli, mio modesto parere.

Manticora  @  22/11/2019 19:13:08
   10 / 10
Il nuovo film di Boong joon-ho è un capolavoro, attraverso una inedita rappresentazione della divisione in classi sociali mette in scena una lotta di classe che travalica la storia per diventare altro. Mentre i ricchi vivono sopra e al di sopra della maggior parte degli altri esseri umani ci sono quelli che si trascinano, parassitando la società, dal wi-fi per i social, al cibo scartato recuperato nei negozi, fino alla disinfestazione sfruttata, anche se i pesticidi sono tossici. Una vita che deve recuperare ogni boccone, ogni soldo, ogni opportunità, per sopravvivere. I ricchi invece sembrano fessi, buonisti, perfino cordiali, ma non sono come noi. E mentre la famiglia di poveracci costruisce un elaborato imbroglio per raccomandazione, che porterà tutti a lavorare per i ricchi, il film cambia. Di colpo diventa altro, qualcosa di diverso, ci sono vari modi per parassitare, e il peggio

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La governante che mangia per due sembra normale, ma in questa storia niente è normale, la società è impazzita se permette al 1% di detenere e spadroneggiare sul 90% delle risorse: sociali, economiche e ambientali. Il film si trasforma, diventa dramma, fino alla tragedia e il regista coreano non risparmia la società, non scende a compromessi.
"il modo migliore per non far fallire un piano è non fare piani".
Alla fine i ricchi possono sempre sfangarla in qualche modo, mentre i poveri alla fine, ritornano ai bassifondi

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Spero vivamente che il film vinca l'oscar come miglior film straniero.

simonpietro92  @  21/11/2019 14:48:46
   8½ / 10
I ricchi, i molto ricchi, sono una specie di mito per i poveri. I poveri sognano i ricchi. Alla base di questo film c'è proprio questo sogno. Un regista talentuoso in grado di mettere insieme il film popolare all'alta classe intellettuale in un miscuglio di grande suggestione. Abbiamo da una parte i legami della famiglia, che per quanto sconclusionata e squinternata sente moltissimo i legami di affetto, e dall'altra parte gli Dei... l'olimpo.
In questo caso l'olimpo è una casa, meravigliosa, stupenda realizzata da un grandissimo architetto con spazi quasi magici di grande suggestione. Ha un giardino che ha tutte le caratteristiche del giardino proibito. Il primo componente della famiglia che si insinua dentro come un "parassita" mentendo e mascherandosi da un altro scopre questo piccolo paradiso nella città e piano piano riesce a farci entrare tutti i suoi familiari. E questi ultimi riescono a insinuarsi come parassiti nel tessuto connettivo della casa diventandone i padroni. Possiamo definirlo un assalto al cielo dei poveri verso questo olimpo dei ricchi.
Però è come se una volta che i parassiti si sono addentrati nella casa scoprissero che hanno dei parassiti che a loro volta vivono a loro spese. Questo è il gioco degli equivoci, come fosse una scatola cinese. E' la classica commedia degli equivoci dove ogni equivoco in realtà è come se fosse un armadio che nasconde uno scheletro e ogni scheletro che esce non solo vuole vivere ma pretende la sua porzione di felicità e quindi di giardino proibito.
L'abilità straordinaria del regista è quella di elevare di tono quella che potrebbe sembrare la solita commedia e farla diventare una radiografia della korea ma in realtà di ogni parte del mondo dove l'apparente BISOGNO nasconde una serie di parassiti quindi una serie di sfruttati che cercano di sfruttare a loro volta.
C'è una scena in cui i protagonisti devono scappare da questa casa per tornare dalla loro e c'è come una discesa agli inferi. Con molta abilità il regista fa vedere tutta una serie di passaggi dove da questo luogo mentre tornano la pioggia si fa sempre più fitta, acqua che bagna davvero, esce fuori dai tombini dai gabinetti, diventa acqua orribile dove sguazzano i protagonisti.
Questo film è una denuncia grottesca che da un sorriso amaro che non appesantisce l'esemplificazione di questa società che è come la nostra in cui devi spesso scavalcare gli altri per raggiungere un obiettivo. Ma, come si capisce da questo film, questo "ascensore sociale" non sempre funziona.

130300  @  17/11/2019 01:19:22
   6½ / 10
Vado in controtendenza. Un finale che mi ha deluso, trasformando in un ridicolo splatter quello che era stato un discreto inizio composto da situazioni divertenti e dialoghi originali. alla fine ne esce na fotocopia di Tarantino.

Lucignolo90  @  11/11/2019 05:08:46
   8½ / 10
"E se tornassero adesso? Dovremmo nasconderci, come quando torniamo a casa noi e vediamo tutti quegli scarafaggi che alla luce del sole scappano ovunque!"

Film tipicamente ed orgogliosamente coreano, che riesce a spingere l'eccesso in un mix di generi indistinguibili a tali livelli da risultare... Credibile. Il grande regista Bong riprende il tema della lotta di classe e dell"infiltrazione" del povero nella famiglia benestante già trattato con superba maestria anni addietro da Kim Ki Duk in Ferro 3 e da Chan Wook Park in The Handmaiden (film che per molti versi è accomunabile).
Si parte con una commedia, che si tramuta in Thriller nel bel mezzo della pellicola (memorabile, con un pezzo di Gianni Morandi, "in ginocchio da te", deliziosamente inserito), deflagra nel puro splatter e termina in melodramma puro. Basta questa a descrivere il film nella sua imprevedibilità e colpi di scena che non smettono di tenere incollato lo spettatore che si ritrova ad assistere a questo piano familiare ingegnosamente ordito e svolto con una precisione da orologio svizzero dagli interpreti che ne prendono parte. È una variante non calcolata e insospettabile che rovinerà tutto e porterà a tragiche consequenze.
Questo è il bello del cinema coreano di oggi: è cinema tour court, non vuole insegnare nulla più di ciò che non mostri, non lascia nulla di sottinteso, è tutto davanti a te, ai tuoi occhi, che assistono alla rivalsa di un gruppo di individui che non hanno mai avuto soddisfazioni nella vita verso un altro gruppo di persone più fortunate che loro malgrado la subiranno. È un desiderio proibito che magari molti di noi hanno avuto almeno una volta nella vita. Vivere la vita di altri, indossare i loro panni, bere il loro vino, fare il bagno contornati dalle loro candele profumate e vivere in una casa lussuosa in mezzo al verde. Fino a che qualcuno... O qualcosa, rompe questo idilio e ti rende costretto a fuggire e nasconderti per salvarti. Come uno scarafaggio, come un parassita.

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  10/11/2019 12:40:53
   8½ / 10
Devo dire che l'utente che mi ha preceduto ha espresso alla perfezione il mio pensiero. Io però sono un po' più generoso. Il film migliore del regista.

dagon  @  10/11/2019 11:46:38
   8 / 10
In un cinema fatto ormai di fotocopie, quando arriva qualcosa da culture molto diverse dalla nostra, finalmente si respira un'aria più fresca.
E' vero che chi ha visto qualche pellicola coreana forse qualcosa la potrebbe subodorare, man mano che si procede, però rimane un ottima mistura di dramma, thriller, satira sociale. Intelligente e con svolte repentine nel tono, è un film stimolante e intrigante.

Sestri Potente  @  10/11/2019 08:02:17
   10 / 10
Si potrebbero scrivere migliaia di cose di questo film, non voglio tuttavia correre il rischio di rovinare dei particolari per tutti quelli che non l'hanno ancora visto.
Scrivo solo che ci sono dei colpi di scena importanti, e che si spazia attraverso vari generi... È un film che vorresti non finisse mai, di quelli con la tensione sempre alta (Pulp Fiction mi aveva fatto questo effetto) e con personaggi davvero carismatici e ben definiti.
Fama meritata, è un capolavoro.

andrea9002  @  09/11/2019 10:26:32
   9 / 10
Gran bel film, regista da adorare come il Quentin asiatico.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  08/11/2019 19:08:34
   8½ / 10
I ricchi profumano, i poveri odorano. Un odore che il ricco sopporta malvolentieri ma che traccia un confine preciso tra due classi diverse, anzi probabilmente le due grandi classi rimaste al mondo d'oggi: coloro che sono ricchi e coloro che sono poveri. Se l'incedere da commedia caratterizza la prima parte del film, con la famiglia di poveri che letteralmente trasloca nella residenza di lusso dei ricchi, ecco che Bong Joon-ho aumenta la posta nella seconda parte dove il comico viene contaminato dal tragico, pur mantenendo sempre una vena abbastanza grottesca nel complesso. Il film di Bong si sviluppa in verticale dal basso del seminterrato iniziale verso l'alto della villa per poi precipitare di nuovo verso un "basso" ancora più cupo, dove non esiste solidarietà e la logica del più forte o della guerra fra poveri, se vogliamo, ha la meglio su tutto. Un film bellissimo, una regia perfetta e personaggi che presentano varie sfumture e mai vittime dello schematismo. Un eufemismo affermare che è un film fa riflettere.

marlin  @  08/11/2019 01:01:36
   10 / 10
una sola parola. capolavoro.

TheLegend  @  07/11/2019 22:41:33
   7½ / 10
Il giusto mix tra commedia e thriller.
Bravissimi gli attori.

Invia una mail all'autore del commento cupido78  @  02/11/2019 23:03:05
   8½ / 10
Se qualcuno, come me, è rimasto deluso da Joker allora avrà il giusto riscatto in questo filmone. Sa tanto di commedia made in Italy anni 60 questo film e la presenza di una canzone di Morandi è la prova che Bong lo conosce molto bene. Kim sembra un Nino Manfredi di un film di Scola. Lotta di classe, ricco o povero che tu sia, sei un parassita se vivi un'esistenza fatua, di superficie dove l'agio e la ricchezza, il superfluo sono obiettivo e punto di arrivo. Joon-Ho Bong ammonisce tutti, scatena il caos meteorologico come preludio alla vendetta del servo sul padrone. I sogni rimangono fantasie e i bagni di sangue sono reazionari. La vera felicità si mantiene a debita distanza, povero o ricco che tu sia, se la vita non acquista un senso più alto.

VincVega  @  02/10/2019 21:12:22
   8 / 10
Travolgente mix di critica sociale, commedia grottesca e thriller. Bong Joon-Ho si dimostra un grande regista che difficilmente sbaglia un film e nonostante non riesca a ritenere "Parasite" perfetto, qualche piccola forzatura quà e la c'è, riesce a realizzare un prodotto notevole, pieno di colpi di scena e momenti divertenti. Un ritratto grottesco e tutto sommato realistico, "Parasite" è un prodotto di successo, capace di descrivere un mondo fatto di differenze sociali molto marcate. Sarebbe materiale da remake. Speriamo non accada.

Ciaby  @  24/08/2019 02:24:18
   9½ / 10
Capolavoro vero. Parte come un'esplosiva commedia, si tinge di thriller, prosegue con lo splatter e sfocia nel melodramma.
Matto, ma mai troppo esagerato. Bong Joon-ho si è superato e fuori dalle produzioni statunitensi, ha dato il massimo. Ah, e gli attori? PAZZESCHI.
CHICCA ASSOLUTA: Nella colonna sonora, c'è pure Gianni Morandi. Se in un film coreano arriva Gianni, inaspettatamente, non può che essere ulteriormente un film da vedere subito. Palma d'oro meritatissima.

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