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The Gaunt Collaboratori


Registrato: 22 Gennaio 2007 Residenza: Italy
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| Postato: 29 Agosto 2017 alle 12:31 | IP Salvato
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Se qualcuno per caso passa da queste parti ed essendo solo come la famosa particella di sodio nell'acqua, domani inizia la 74esima edizione del festival di Venezia.
qui si può scaricare il programma ed inoltre ho fatto in modo che venissero pubblicate le schede dei lungometraggi presenti nelle varie sezioni del festival.
Il concorso sulla carta si presenta molto buono. I nomi certo non mancano come Aranowski e Del Toro in primis per non dimenticare Payne, Schrader e lo stesso Clooney che presenta un film su una vecchia sceneggiatura dei Coen.
Fiducioso anche sugli italiani con Virzì e specialmente sono curioso con i Manetti Bros che dopo Song e Napule potrebbero offrire una conferma positiva.
Senza dubbio gli americani sono sbarcati in forze al Lido con sei film in corcorso comprese le coproduzioni. Buone aspettative anche da orizzonti, Giornate degli autori e Settimana della Critica. I post con le schede dei film si possono trovare su "suggerimenti" dalla pag. 11 in poi (attualmente).
Quest'anno Luca (Kowalski) non sarà presente, tuttavia i piani alti mi hanno detto che ci dovrebbe essere un'altra persona accreditata anche se non ho la più pallida idea di chi sia.
Se qualcuno giungerà dalle parti del Lido ci si beccherà sul luogo.
Spero vivamente che il concorso sia all'altezza delle aspettative, se non altro per bilanciare in positivo l'edizione di Cannes che, pur non avendo visto i film in concorso, è stata un'edizione alquanto fiacca, per non dire peggio.
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The Gaunt Collaboratori


Registrato: 22 Gennaio 2007 Residenza: Italy
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| Postato: 31 Agosto 2017 alle 22:37 | IP Salvato
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L'apertura della 74esima mostra del cinema di Venezia si è aperta con Downsizing di Alexander Payne. Personalmente non mi ha deluso, allo stesso tempo non mi è sembrato completamente riuscito, tipo Nebraska per intenderci. Fantascienza a livello sociale con un buon tocco d'ironia che parte da uno spunto indovinato e sia pure schematizzato, molto efficace. La miniaturizzazione degli uomini per risolvere i problemi climatici del nostro pianeta attraverso consumi ridotti in proporzione all'altezza nuova dell'uomo, con il conseguente rovescio della medaglia. La prima parte è brillante ed arguta, un buon Damon che si dimostra un attore magari limitato a livello espressivo, ma senza dubbio molto oculato nella scelta dei ruoli. La seconda parte però si affloscia su una favoletta moralistica che abbassa il livello e pur rimanendo un film tutto sommato gradevole, lascia unpo' l'amaro in bocca. Nota di merito sia per Hong Chau nella aprte della donna di pulizie vietnamita e soprattutto un christopher Waltz che ruba la scena ad ogni sua apparizione. Sue sono indubbiamente le battute migliori.
Ho apprezzato il film della Nicchiarelli su Nico. Un icona wahorliana, ex componente dei Velvet Underground, nei suoi ultimi anni di vita, raccontata in maniera decisamente anticonica e molto umana. Se vogliamo sintetizzare un'icona umanizzata, alla riscoperta del suo ruolo di madre e di donna, la sua dipendenza dalla droga, il disfacimento del suo corpo. Un biopic decisamente riuscito, anticelebrativo ed agiografico dove la Nicchiarelli agisce sempre in sottrazione. Una sopresa positiva.
Deludente e questo mi dispiace il documentario di Friedkin su padre Amorth. Impostazione abbastanza classica con un preludio che rievoca L'esorcista ed il fatto vero a cui era ispirato ed un epilogo con i luminari della scienza che in fondo dicono e non dicono in maniera quasi svogliata. Quella che doveva essere il fulcro del film, cioé l'esorcismo è francamente debole e soprattutto manca il background dell'indemoniata, di cui si conoscono solo i dati essenziali e nessuna indicazione del contesto che può aver provocato questi attacchi. L'anno scorso il vincitore di Orizzonti, Liberami tale indicazione la offriva e sicuramente la regista italiana ha fatto un lavoro migliore di Friedkin.
Il miglior film che ho visto fino ad ora é First reformed di Schrader. Mettiamo in chiaro che si tratta di un film molto statico in cui i dialoghi hanno la prevalenza. Devo dire tuttavia che Schrader si è dimostrato particolarmente ispirato sotto questo punto di vista. Partendo da considerazioni ed espedienti molto semplici riesce veramente ad espandere a con maestria le tematiche che gli stanno a cuore con un'arguzia che ti ipnotizza. Nemmeno il personaggio è nuovo rispetto all'universo di questo regista. Il prete di Hawke (bravo peraltro) è un personaggio lacerato nel corpo e nello spirito e simuove attraverso un percorso sempre più cupo e disperato, dai risvolti inquietanti.
The Shape of water di Del Toro è un'operazione simile al Labirinto del Fauno, dai toni più fiabeschi e meno horror. Attinge moltissimo dal cinema classico hollywoodiano per imbastire una storia d'amore che ricorda i caratteri della Bella e la Bestia in un mondo dove vige al suo massimo fulgore la guerra fredda fra Usa e Urss. Un contesto di personaggi decisamente outsider: donne delle pulizie, artisti gay, scienziati dotati di umanità contro la malvagità dei personaggi che si potrebbero considerare "normali". Tecnicamente e visivamente siamo ad alti livelli.
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The Gaunt Collaboratori


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| Postato: 01 Settembre 2017 alle 23:44 | IP Salvato
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Oggi programma abbastanza ridotto per il sottoscritto causa trasferimento in B&B da effettuare domani, sperando che il tempo regga.
Il contagio, film italiano alle Giornate degli autori non mi è dispiaciuto. Una rilettura contemporanea dei lavori pasoliniani sulle nuove borgate. Condomini di persone che vivono al limite tra legale ed illegale ed arrivare con i soldi alla fine del mese. Non è la povertà estrema del sottoproletariato di Accattone o Mamma Roma. Solo una versione aggiornata, in cui naviga il personaggio di Vinicio Marchioni, novello Accattone.
Certamente un film più corale che si muove verso un strato sociale più alto. Alcuni personaggi effettueranno questo salto, ma mentre alcuni si adeguano ed anzi si ripuliscono del loro passato di "strada", offrendo una facciata pulita, altri ne verranno inghiottiti. Il romanzo da cui è tratto è stato pubblicato, se non sbaglio, prima dei fatti di Mafia capitale ed in qualche modo ne anticipa alcuni risvolti.
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| Postato: 03 Settembre 2017 alle 13:50 | IP Salvato
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Appena uscito dal film di Virzì. Una bella storia sulla terza
età raccontata con estremo garbo, fra malinconia e sottile
ironia. Sutherland e la Mirren straordinari.
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| Postato: 03 Settembre 2017 alle 18:03 | IP Salvato
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Qualche commento sparso:
Brawl in a block 99 fuori concorso ed annunciato con me molto
violento (se si pone come base Dumbo). Mi è sembrato quasi
uno screen test per un film da sforbiciare e nemmeno poco.
Senza dubbio quando l'azione si sposta nel carcere c'è una
bella mattanza di arti rotti e teste fracassate, strizzando
l'occhio ai grindhouse.
Niente male Clooney come regista nel raccontare un'America
vecchia, ma ancora molto moto viva specialmente nei suoi
difetti.
Mi ha deluso Dove cadono le ombre a cui non giova un
andamento monocorde anche se le due attrici sono brave. Elena
Cotta
è bravissima nei panni una megera dalla sottile
perfidia. Inoltre dura quei cinque minuti di troppo che
rovinano anche gli aspetti positivi che non mancano.
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The Gaunt Collaboratori


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| Postato: 05 Settembre 2017 alle 13:57 | IP Salvato
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Three Billboard di Martin MacDonaugh è il film che fino a
questo momento ha accontentato tutti, pubblico e critica.
Secondo me un serio candidato al premio maggiore. Un film dai
multipli registri che con disinvoltura riesce a miscelare
dramma e ironia nerissima. Un cast di attori fenomenale dalla
MacDOrmand, Harrelson e Rockwell. Stupenda la cura dei
dialoghi.
Madre! Di Aranowsky, ovvero un film nato per dividere,
fischiato e applaudito. Io l'ho trovato un ottimo film e,
impressione molto a caldo visto che sono uscito pochi minuti
fa, un'allegoria sul processo creativo. Inquietante e
straniante dai toni che raggiungono livelli apocalittici. Ma
l'impressione è molto a caldo.
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| Postato: 08 Settembre 2017 alle 16:22 | IP Salvato
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Molto divertente il film dei manettii bros, sicuramente il
più riuscito dei film italiani in concorso. Ottima miscela
dei generi, battute fulminanti e una colonna sonora
strepitosa. Se ben distribuito e con qualche piccolo
accorgimento, come mettere i sub, può avere anche un certo
riscontro al botteghino
Piacevole sorpresa Gatta CEnerentola, impostato come un anime
giapponese anche per favorirne, sono convinto, la vendita
anche all'estero. Una variante della favola classica
tutt'altro che banale e direi pienamente riuscita.
Ottima la miniserie netflix wormwood. Intrigante fin dalla
prima puntata e dai risvolti sempre più inquietanti e
destabilizzanti. Un docufiction in cui è visibile la cura sia
nella parte documentaristica e soprattutto nella parte
fiction con un buon skarsgaard e Blake Nelson sugli scudi. Da
vedere quando verrà trasmessa.
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| Postato: 09 Settembre 2017 alle 22:15 | IP Salvato
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Questi sono i premi della 74esima edizione della Mostra del cinema di Venezia:
Leone d'Oro: The Shape of Water
Leone d'Argento - Gran Premio della Giuria: Foxtrot
Leone d'Argento miglior regia: Xavier Legrand per
Coppa Volpi miglior interprete femminile: Charlotte Rampling per Hannah
Coppa Volpi miglior interprete maschile: Kamel El Basha per The Insult
Premio miglior sceneggiatura: Martin McDonagh per Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Premio speciale della giuria: Sweet Country
Premio Mastroianni miglior attore o attrice emergente: Charlie Plummer per Charley Thompson
Leone d'Oro alla carriera: Jane Fonda
Leone d'Oro alla carriera: Robert Redford
Miglior film - Orizzonti: Nico, 1988
Miglior regia - Orizzonti: Vahid Jalilvand per No Date, No Signature
Premio speciale della giuria Orizzonti: Caniba
Miglior attrice - Orizzont: Lyna Khoudri per Les Bienheureux
Miglior attore - Orizzonti: Navid Mohammadzadeh per No Date, No Signature
Miglior sceneggiatura - Orizzonti: Oblivion Verses
Miglior cortometraggio - Orizzonti: Gros Chagrin
Leone del futuro - Premio Opera prima Luigi de Laurentiis:
Miglior documentario sul cinema: The Prince and the Dybbuk
Miglior restauro Venezia Classici: Va' e vedi
Giornate degli Autori - Director's Award: Candelaria
Premio del pubblico BNL: Longing
Settimana della critica: Temporada de caza
Domani qualche considerazione più a freddo.
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The Gaunt Collaboratori


Registrato: 22 Gennaio 2007 Residenza: Italy
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| Postato: 10 Settembre 2017 alle 20:34 | IP Salvato
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E' stata una buona edizione, a mio parere la migliore da molti anni a questa parte. Il concorso si presentava bene e sia pure con qualche opera al di sotto le aspettative il livello è stato più che eccellente, superiore quasi sicuramente all'ultima edizione di Cannes che, a quanto ho letto, ha "cannato" nel concorso. Livelli più che buoni anche nelle sezioni collaterali come Orizzonti che ha visto la vittoria della Nicchiarelli con Nico anche con un certo merito perchè sicuramente non il solito biopic e sostenuto dall'ottima interpretazione della Trine Dyrholm. Una spanna sopra, ma non più di una, No date no Signature che comunque ha preso il premio per la miglior regia e per il miglior attore protagonista. Incomprensibile secondo me, sempre in Orizzonti, Il premio della Giuria per Caniba che attendevo moltissimo ma che si è rivelato, in parole molto terra terra, una palla micidiale.
Il leone d'oro a Del Toro ci sta. E' un film dal punto di vista visivo di assoluta eccellenza. Richiama molto i generi classici della grande Hollywood con una favola dai toni meno cupi e più poetici rispetto al Labirinto del Fauno. Una scelta che premia la bravura di un regista come Del Toro ed in qualche modo coraggiosa perchè senza dubbio non è un film "da festival" e più di cassetta. Una buona scelta ma non perfetta, perche secondo me e non solo, Three Billboards avrebbe meritato sicuramente il massimo alloro. Un film che ha messo d'accordo tutti, pubblico e critica. Una scelta che non sarebbe stata di compromesso ma che avrebbe premiato il film migliore della mostra. Il premio per la miglior sceneggiatura è una magra consolazione che lo stesso regista, nel ritirare il premio, non ha certo nascosto la sua amarezza.
Più luci che ombre per gli italiani presenti. Le ombre sicuramente Una famiglia e Hannah, il quale malgrado la Rampling che regge la baracca mi ha convinto veramente poco come film. Le note liete da Virzì con un road movie verso l'america anche se inferiore al Capitale umano, il suo film più internazionale della sua filmografia e la piacevole sopresa dei Manetti Bros. Ammore e malavita è divertente e ha divertito. Se ben distribuito può fare anche buoni risultati al botteghino. Lo spero perchè i Manetti sono fra i pochi in Italia che fanno ancora film di genere. Sotto questo aspetto il festival è stato più generoso, non tanto ma in misura maggiore rispetto agli ultimi anni. Brutti e cattivi, la fantascienza distopica di Life guidance sotto ottimi esempi da questo punto di vista. Sono fiducioso che Venezia sia più aperto da questo punto di vista che alle mattonate di Diaz (con rispetto parlando).
Premi che mi lasciano un po' con la sensazione del bicchiere mezzo vuoto (Three Billboards e Manetti), ma che nulla toglie alla qualità di questa edizione, di alto livello. Se ci fosse stata l'anteprima di Blade runner 2049 e sicuramente Barbera ci ha provato in maniera seria, sarebbe stata perfetta.
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emans Collaboratori


Registrato: 26 Aprile 2003 Residenza: Italy
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| Postato: 11 Settembre 2017 alle 00:03 | IP Salvato
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Grazie per le informazioni, ottimo lavoro da inviato ;-)
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