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kubrickforever Collaboratori

Roberto Soavi
Registrato: 17 Dicembre 2005 Residenza: Cocos (Keeling) Islands
Stato Connessione: Disconnesso Messaggi: 6646
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| Postato: 06 Maggio 2010 alle 19:43 | IP Salvato
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E' Tarantino la prima star di Venezia. Un presidente tutto genio-sregolatezza.
Con un presidente di giuria come lui, c'è da giurare che la prossima Mostra di Venezia - l'edizione numero 67, in programma dall'1 all'11 settembre - non sarà una manifestazione ingessata, né eccessivamente "istituzionale". Perché quest'anno, a capeggiare il gruppetto di esperti che assegnerà il Leone d'oro, sarà Quentin Tarantino: regista e insieme star, amatisssimo da schiere trasversali di cinefili, che in Laguna porterà, come d'abitudine, la sua personale idea di settima arte. Quella di un autore che è anche uno spettatore onnivoro, teorico delle commistioni tra alto e basso, attento ai film di serie serie A e di serie Z. Sempre, volutamente, anticonformista.
Caratteristiche, queste, che rendono il cineasta reduce dal successo di Bastardi senza gloria un capo giurato diverso - tanto per fare qualche paragone con gli anni recenti - da un Wim Wenders, o un Ang Lee. Autori di indubbio valore, ma con un pizzico snobismo in più rispetto al divo Quentin. Uno che, non a caso, negli anni scorsi ha già portato alla Mostra veneziana contributi a dir poco insoliti. Curando, nel 2004, la retrospettiva Italiann kings of the B's (primo segmento del progetto Storia segreta del cinema italiano, diventato un classico della kermesse) e nel 2007 quella sui western all'italiana.
La parola d'ordine tarantiniana, dunque, è chiara: contaminare. Sempre e comunque. Senza aver paura del trash. Come dimostrano non solo le sue passioni cinematografiche, ma anche i film che ha diretto. Pochi - forse a causa di una capacità di concentrazione che va un po' a sprazzi - ma tutti stranoti: oltre Bastardi senza gloria , vanno citati almeno Le Iene, l'exploit planetario Pulp fiction, il doppio Kill Bill. Certo, in giuria a Venezia lui non potrà essere un dittatore assoluto: dovrà discutere e confrontarsi con gli altri componenti, che verranno scelti dal direttore della Mostra Marco Muller. Ma c'è da scommettere che lascerà comunque il segno. Come fece, sempre da presidente di giuria, a Cannes, dove nel 2004 accompagnò il trionfo tutto politico di Michael Moore col suo Fahrenheit 9/11.
E poi c'è l'aspetto mediatico. Perché Tarantino è uno dei pochi registi che sono anche star al cento per cento: un elemento, questo, che sicuramente si scatenerà anche nel suo lungo soggiorno veneziano del prossimo settembre. E chissè se lui sceglierà di tenere un profilo basso, sul piano delle apparizioni pubbliche, o se finirà per mostrare il suo lato "genio e sregolatezza" che tutti conosciamo...
(google news)
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Jellybelly Moderatori

Avvocatuccio Sottosviluppato
Registrato: 31 Gennaio 2006 Residenza: Kiribati
Stato Connessione: Disconnesso Messaggi: 18507
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| Postato: 06 Maggio 2010 alle 19:47 | IP Salvato
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Questa è una buona notizia, servirà a svecchiare parecchio
Venezia, anche se già quando vinse The wrestler diede un
buon segnale di apertura verso un cinema più fruibile dal
"volgo".
__________________ Mystery of love is greater than mystery of death
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kampai Membri Platino


Registrato: 15 Settembre 2009 Residenza: Italy
Stato Connessione: Disconnesso Messaggi: 2058
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| Postato: 07 Maggio 2010 alle 08:18 | IP Salvato
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insieme a clooney ormai è di casa al lido...mah speriamo meglio dell'anno scorso, i film premiati erano così "corretti"... speriamo che scelgano anche bei film e abbastanza anticonformisti.capito masenza???scegli bene!ormai i film in gara non li guardo neanche più, una noia mortale...più interessanti i fuori concorso, orizzonti,settimana della critica e sopratutto le giornate degli autori.
p.s. ang lee è stato quello che mi ha deluso di più.
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