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Pasionaria Redattore

PREFPROF
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| Postato: 23 Agosto 2005 alle 15:23 | IP Salvato
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Il patriottismo dei cortei genoani spiegato da un genovese non terzista
Tratto da Il foglio - Maurizio Carbona:
Kipling dedicò al figlioletto la poesia “Se”, elencando le prove da superare per diventare uomo.
Ora Genova ha altri “se”, dopo che il Genoa non è più rammentato come primo club calcistico fondato nel 1893 e per i nove scudetti – l’ultimo quando morì Matteotti – ma additato per illecito sportivo: primo in classifica, all’ultima giornata della serie B, avrebbe comprato la partita col Venezia, ultimo in classifica.
Dunque, se… Se nel 1982 comprare il Camerun ai Mondiali di Spagna fosse stato giudicato grave dalla Fifa, come è stato giudicato grave dalla Figc nel 2005 comprare il Venezia, l’urlo di Nando Martellini (“Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!”) dopo Italia-Germania sarebbe grottesco come la gioia di Enrico Preziosi, presidente del Genoa, dopo la gara col Venezia…
Se nel 1992 acquistare per sessantaquattro miliardi di lire – a campionato in corso e con fondi neri – Gianluigi Lentini dal Torino, fosse stato giudicato grave dalla Figc come nel 2005 è stato giudicato grave acquistare – a campionato finito, ma in contanti per duecentocinquantamila euro – Ruben Maldonado dal Venezia, l’allora presidente del Milan, Silvio Berlusconi, avrebbe avuto – come Preziosi – cinque anni di squalifica, mentre ha avuto cinque anni da presidente del Consiglio…
Se Berlusconi non avesse avuto questa nomina, non avrebbe potuto spalmare i debiti col fisco della Lazio, evitandole la serie C, in base a esigenze di ordine pubblico da lui stesso dichiarate in tv. Eppure è presumibilmente per sua decisione che il questore di Genova proclama ora la tolleranza zero contro i tifosi del Genoa…
Se Berlusconi presiede il governo, e non più il Milan, viene da chiedersi come abbia potuto revocare non il trasferimento di un prefetto, ma il prestito di un portiere, concesso dapprima al Genoa, per darlo alla Juventus a risarcimento dei danni subiti da Buffon contro il Milan…
Se nel 2004 aggiustare la partita col Modena in serie A, a opera di Stefano Bettarini, fosse stato giudicato grave come è stato giudicato grave aggiustarne nel 2005 una di serie B, la Sampdoria sarebbe finita male prima del Genoa…
Se nel 2004 aver drogato – per anni e anni – la Juventus (cfr. Carlo Petrini, “Scudetti dopati”, Kaos 2005) fosse stato giudicato grave come è stata giudicata grave nel 2005 la corruzione di due giocatori del Venezia da parte del Genoa, la Juventus avrebbe dovuto restituire scudetti e coppe; e il suo allenatore d’allora non guiderebbe oggi la Nazionale, tesa a emulare – no cash? no dope? – quella di Enzo Bearzot.
Proprio perché incombe il campionato del mondo, il presidente della Figc, Franco Carraro, ha fatto del Genoa un capro espiatorio. Doveva far dimenticare il quarto di secolo allegro, seguito alla severità (salvo contro la Juventus) nello scandalo del calcio-scommesse del 1980. Però Paolo Rossi, uno squalificato d’allora, tornò a giocare nel 1982, in tempo per alzare la coppa a Madrid. Anche allora c’erano prove di corruzione difficili da confutare, confessioni e banconote in valigia. Ma c’era anche Sandro Pertini, che aveva gioito in diretta tv: secondo Oliviero Beha, Pertini stesso avrebbe telefonato a Inge Feltrinelli di non pubblicare “Mundialgate”. Già stampato, infatti il libro di Beha & Chiodi uscirà solo mesi dopo, per un editore minore (Pironti), a scandalo soffocato.
Contro il presidente del Genoa, Preziosi, non c’è alcuna sentenza per associazione a delinquere, quella che giustificherebbe le intercettazioni telefoniche alla base della condanna sportiva. Però gran parte dei giornalisti si comporta con lui da giustiziere, perfino quelli contrari alle intercettazioni telefoniche non sufficientemente motivate, soprattutto quando diramate alla stampa. Strano.
Più strano ancora: diventa giustizialista, avallando l’operato di Carraro, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, cioè di Berlusconi, che sempre in tv annuncia pene da cinque a dieci anni contro chi pubblicherà ulteriori intercettazioni! C’è dunque qualche ragione perché, a migliaia, a Genova intonino “Devi morire… Carraro devi morire”. O perché scandiscano “Brucia il Secolo (XIX)!”: il suo direttore, Lanfranco Vaccari rimprovera infatti ai genoani di aver scambiato Preziosi per il salvatore della patria, senza che lo fosse. “Poi – mi dice Vaccari – la vicenda ha smesso di essere sportiva, confluendo nel malessere della città, con infiltrazione nella protesta di estremisti di sinistra, gli stessi del G8, più qualcuno di destra.Il Genoa raccoglie infatti il tifo proletario e quello lumpen, ma anche della borghesia radicata, contro una Sampdoria considerata bandiera degli arricchiti venuti da fuori”.
Fatto sta che ora a Genova sono puniti fatti – reati, certo – che altrove sono rimasti impuniti, anzi sono stati premiati. E’ stato minacciando il flusso dei traghetti che i tifosi del Messina e della Reggina hanno tenuto le loro squadre in A, quando i conti in rosso le condannavano alla C. Anche genovesi poco o nulla genoani e politicamente moderati auspicano non solo la dipartita – fra i tormenti – del presidente della Figc, ma contano anche – come Nanni Moretti – i giorni mancanti alle elezioni, onde far capire a Forza Italia che la generosità difensiva dell’ex ministro Alfredo Biondi, avvocato del Genoa, non bilancia l’atteggiamento ondivago del suo capo di partito: tramite Adriano Galliani, dapprima pro-Preziosi (grande inserzionista delle tv di Mediaset); poi, tramite Gianni Letta, anti-Preziosi, quando la resistenza legale – tuttora in corso (venerdì prossimo, nuova decisione del tribunale genovese) – profilava un ritardo nei calendari della serie A, dunque della programmazione tv. Di Mediaset, vedi caso.
Un conflitto d’interessi sfuggito anche a Sergio Romano, che pure è genovese d’origine.
L’umiliazione calcistica è stata infatti detonatore del disagio di una città, che per tre giorni di giugno ha considerato una panacea ai suoi mali il ritorno in serie A del Genoa. Certo, sarebbe stata un’illusione. E poi – si domanderà il lettore ignaro di genovesità – la Sampdoria non è già in serie A? Ecco: pochi genovesi la considerano di Genova, poiché è nata dalla Sampierdarenese, che nella “Grande Genova” è entrata solo nel 1926, ai tempi delle “leggi fascistissime”. Non bisogna dimenticare, direbbe Paolo Mieli.
Stupirà il lettore del sud che una grande città del nord creda di avere dei mali. Però centomila abitanti persi in cinquant’anni sono un segno di declino evidente, perfino nell’ambito del declino nazionale, direbbe Alberto Ronchey. Così quel che fuori Genova pare campanilismo, a Genova pare patriottismo. O autoconservazione.
La statua davanti al tribunale, che pochi giorni fa i tifosi hanno vestito di rossoblù, raffigura Giovan Battista Perasso, detto Balilla, “il ragazzo di Portoria” che “sta gigante nella storia”, come recita in rima baciata “Fischia il sasso”, motivo in voga quando il Genoa vinceva l’ultimo scudetto. Patria genoana in patria genovese? Delirio integralista, direbbe Magdi Allam.
Eppure in Italia, dunque anche a Genova, la patria torna con la forza del rimosso. Che è enorme. Gratti il tifoso, trovi il patriota, se è tale chi ama una terra, un sangue, un’idea. E lo sono – inconsapevolmente – anche i tifosi d’ultrasinistra, quelli schierati contro il G8 come contro Carraro, quelli che si riconoscono nel sito Internet Indymedia. Non importa che ignorino la morte al fronte di Luigi Ferraris, medaglia d’oro al valor militare cui è intitolato lo stadio. Sanno però che davanti alle mura che recano quel nome, ottant’anni dopo il 1915, un tifoso del Milan – a volte ritornano – pugnalò a morte un tifoso del Genoa che amava Che Guevara. Da allora il Genoa non è più stato in serie A.
Così, ogni volta che il Milan gioca a Genova, i tifosi doriani sostituiscono i rivali genoani, inalberando uno striscione nero con scritta bianca: “Assassini”. Qui dunque il sangue conta più delle classifiche e il suolo conta più dei bilanci, per non dire del digitale, terrestre o no. Insieme sfociano in politica, disordinatamente, tumultuosamente, ma inequivocabilmente, se i cortei genoani – dove ci sono borghesi e massaie, bambini e violenti – partono da piazza Alimonda, dove un carabiniere – per legittima difesa – uccise Carlo Giuliani, “ragazzo”, ma soprattutto genovese e genoano.
Sarebbe tutta da studiare la traccia lasciata dal G8, che ha fatto male alla città e che essa rinfaccia a Massimo D’Alema, per averla designata sede di incontro internazionale onde accontentare il diessino locale Claudio Burlando, quanto lo rinfaccia a Berlusconi, per non averla sottratta a questo incubo, quando seppe che contro Bush e gli Usa si temeva (si preparava?) un attentato. Ma questa è un’altra storia.
La storia del Genoa e di Genova si incrocia ora più modestamente con quella di Pizzighettone, la cui squadra dovrebbe giocare al Ferraris domenica prossima, in apertura del campionato di serie C. Solo che il campo del Genoa è squalificato; solo che il Genoa partirà da meno 9: meno 3 per la condanna da illecito, meno 3 per il primo ricorso al giudice ordinario, meno 3 per il secondo. “Un eccesso di pena – commenta Giorgio Gandola, caporedattore sportivo del Giornale, quotidiano nazionale con edizione genovese – in cui il Genoa è incappato dopo il laissez-passer generale. Del resto, si poteva andare avanti così? Spiace per i tifosi, ma è paradossale sentirli gridare ‘ladri’ ai magistrati, quando l’illecito è venuto da Preziosi”.
Per Franco Manzitti, alla testa dell’edizione genovese della Repubblica, è stato necessario assumere una posizione meno dura che nell’edizione nazionale del suo quotidiano: “L’accaduto non è responsabilità dei tifosi: dopo dieci anni di serie B, loro volevano la A e Preziosi pareva avergliela data. Abbiamo distinto le due posizioni, mentre le autorità hanno sottovalutato il rischio di rivolta, che è solo agli inizi, perché la città si è sentita colpita, ferita nell’identità”.
Guardo le facciate delle case, sempre imbandierate di rossoblù; leggo le scritte che evocano diverse tradizioni politiche: “IndipendenzA”, “Noi siam fatti così”, “Ora e sempre ResistenzA”. C’è anche un “Aldo dice 26x1”, criptico per chi non ricordi la parola d’ordine dell’insurrezione nel 1945.
Ma la più vera è la più breve: “Belin!”.
__________________ Non facciamo altro che passare non visti attraverso brevi istanti della vita degli altri.
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paul Collaboratori

Presidente dello Stato di Poll
Registrato: 11 Aprile 2004 Residenza: Cocos (Keeling) Islands
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| Postato: 23 Agosto 2005 alle 15:56 | IP Salvato
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ora e sempre forsa magico Grifone!
Ricordo ancora con nostalgia il Grande Genoa del 1991, con Aguilera, Branco, il mio compatriota Skuravy ed il grande Osvaldo!
__________________ Intervista ad Anthony
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Pasionaria Redattore

PREFPROF
Registrato: 15 Gennaio 2004 Residenza: New Zealand
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| Postato: 23 Agosto 2005 alle 16:01 | IP Salvato
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__________________ Non facciamo altro che passare non visti attraverso brevi istanti della vita degli altri.
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paul Collaboratori

Presidente dello Stato di Poll
Registrato: 11 Aprile 2004 Residenza: Cocos (Keeling) Islands
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| Postato: 23 Agosto 2005 alle 16:04 | IP Salvato
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WOW, come vorrei essere a Genova in questo momento ...
__________________ Intervista ad Anthony
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priss Moderatori

Svirgolettatrice capo
Registrato: 16 Febbraio 2005 Residenza: Mayotte
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| Postato: 23 Agosto 2005 alle 16:05 | IP Salvato
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io esprimo solidarietà... però non chiedermi di leggere tutta quella roba!
ognuno prenda atto dei propri limiti!
__________________ morirete tutti
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Pasionaria Redattore

PREFPROF
Registrato: 15 Gennaio 2004 Residenza: New Zealand
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| Postato: 23 Agosto 2005 alle 16:09 | IP Salvato
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Grazie Priss, ma insisto, devi leggere. Non si tratta solo di calcio, si parla di INGIUSTIZIA, di POTERI INTOCCABILI, di IPOCRISIA, cioè si parla del nostro bel Paese
__________________ Non facciamo altro che passare non visti attraverso brevi istanti della vita degli altri.
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GLAMP Membri Platino


Registrato: 05 Maggio 2005
Stato Connessione: Disconnesso Messaggi: 1386
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| Postato: 23 Agosto 2005 alle 16:12 | IP Salvato
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SOLIDARIETA' ANCHE DA ME BELI'N!!!!
no belandi quello non sono io...
ah, eccomi...
__________________ ma quella faccia un pò così, quell'espressione un pò così che abbiamo noi prima di andare a Genova, e ogni volta ci chiediamo se quel posto dove andiamo non ci inghiotta e non torniamo più
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gerardo Collaboratori


Registrato: 03 Novembre 2003 Residenza: Korea, North
Stato Connessione: Disconnesso Messaggi: 8445
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| Postato: 23 Agosto 2005 alle 20:39 | IP Salvato
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Se vi foste messi nelle mani di un presidente un po' meno delinquente a quest'ora stareste in serie A, con tanto di merito, onore e legittimità. La guerriglia urbana avreste dovuta farla quando la squadra è finita nelle mani di Preziosi (che credo debba rispondere di qualche altro casino anche a Como, finito dalla A tra i dilettanti dopo la cura del giocattolaio...).
Per il resto condivido tutto. Peccato, mi dispiace davvero per il Genoa e per Genova, che è la mia città preferita. Certo non meritava tutta questa punizione.
Te lo dico da barese che tifa per il Bari.
__________________ La mente si rifugia nell'orrore.
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gerardo Collaboratori


Registrato: 03 Novembre 2003 Residenza: Korea, North
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| Postato: 23 Agosto 2005 alle 20:43 | IP Salvato
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paul ha scritto:
| Ricordo ancora con nostalgia il Grande Genoa del 1991, con Aguilera, Branco, il mio compatriota Skuravy ed il grande Osvaldo! |
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Me lo ricordo anch'io, sigh!
Una delle mie rare trasferte è stata proprio Genoa - Bari 3-1 nel marzo '91...
__________________ La mente si rifugia nell'orrore.
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Raistlin Membri Platino

Pupazzetto ufficiale
Registrato: 19 Gennaio 2004 Residenza: Italy
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| Postato: 24 Agosto 2005 alle 09:41 | IP Salvato
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Si ma la mia PrefProf legge "Il Foglio" del Barbuto Platinette???
Oddio...
__________________ La mia firma è svanita.
RIMETTETELA!
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