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Oggetto Discussione: URLO - A. Ginsberg Posta RispostaInserisci Nuova Discussione
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fracazzin
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Postato: 15 Agosto 2005 alle 10:28 | IP Salvato Riporta fracazzin

1968... Anno di proteste contro il governo...

Le proteste studentesche, operaie e contadine travolgono l'Italia e, anche in molti altri Paesi si ha un radicale cambio della Costituzione...

La lotta si estende e molte cose cambiano, anche definitivamente, a volte.

Ma i giovani, come protesta, non scelgono solo le proteste pacifiste, eccetera: no!
Alcuni giovani si buttano via: usano spinelli, si suicidiano... e tutto ciò per cosa...?
Per abbattere una società sbagliata, capitalista e conservatrice.

Protestare si, ma non uccidersi.

A questo Allen Ginsberg dedica la sua poesia: una poesia diffamatoria ai danni non solo di Moloch, qui inteso come gli STATI UNITI D'AMERICA, no! Anche contro le morti inutili di giovani protestanti, che non avevano niente ed hanno perso la cosa più importante: la loro vita.
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fracazzin
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Postato: 15 Agosto 2005 alle 10:30 | IP Salvato Riporta fracazzin

URLO
a Carl Solomon
Allen Ginsberg


I

Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche,
trascinarsi per strade di negri all'alba in cerca di droga rabbiosa,
hipsters1 dal capo d'angelo ardenti per l'antico contatto2 celeste con la din-amo stellata nel macchinario della notte,
che in miseria e stracci e occhi ínfossati stavano su partiti a fumare nel buio soprannaturale di soffitte a acqua fredda fluttuando sulle cime delle città contemplando jazz,
che mostravano il cervello al Cielo sotto la Elevated3 e vedevano angeli Maomettani illuminati barcollanti su tetti di casermette4
che passavano per le università con freddi occhi radiosi allucinati di Arkansas e tragedie blakiane fra gli eruditi della guerra,
che venivano espulsi dalle accademie come pazzi & per aver pubblicato odi oscene sulle finestre del teschio5
che si accucciavano in mutande in stanze non sbarbate, bruciando denaro nella spazzatura e ascoltando il Terrore attraverso il muro,
che erano arrestati nelle loro barbe pubiche ritornando da Laredo6 con una cintura di marijuana per New York,
che mangiavano fuoco7 in alberghi vernice8 o bevevano trementina nello Paradise Alley9, morte, o notte dopo notte si purgatoratizzavano il torso
con sogni, droghe, incubi di risveglio, alcool e uccello e sbronze10 a non finire,
incomparabili strade cieche di nebbia tremante e folgore mentale in balzi verso i poli di Canada & Paterson11, illuminando tutto il mondo immobile del Tempo in mezzo,
solidità Peyota12 di corridoi, albe cimiteri alberi verdi retro cortili, sbronze di vino sopra i tetti, rioni di botteghe in gioiose corse drogate neon balenio di semafori, vibrazioni di sole e luna e alberi nei rombanti crepuscoli invernali di Brooklyn, fracasso di pattumiere e dolce regale luce della mente,
che si incatenavano ai subways13 in corse interminabili dal Battery14 al santo Bronx15 pieni di simpamina finché lo strepito di ruote e bambini li faceva scendere tremanti a bocca pesta e scassati stremati nella mente svuotata di fantasia nella luce desolata dello Zoo16,
che affondavano tutta la notte nella luce sottomarina di Bickford17 fluttuavano fuori e passavano un pomeriggio di birra svanita nel desolato Fugazzi18 ascoltando lo spacco del destino al jukebox all'idrogeno,
che parlavano settanta ore di seguito dal parco alla stanza al bar a Bellevut19 al museo al ponte di Brooklyn,
schiera perduta di conversatoci platonici precipiti dai gradini d'ingresso dalle scale di sicurezza dai davanzali dall'Empire State20 giú dalla luna,
farfugliando strillando vomitando sussurrando fatti e ricordi e aneddoti e sensazioni ottiche e shocks di ospedali e carceri e guerre,
intieri intelletti rigurgitati in un richiamo totale per sette giorni e notti con occhi brillanti, carne da Sinagoga sbattuta per terra,
che svanivano nel nulla Zen New Jersey21 lasciando una scia di ambigue cartoline del Municipio di Atlantic City22,
straziati da sudori Orientali e scricchiolii d'ossa Tangerini e emicranie Cinesi nel rientro dalla streppa in una squallida stanza mobiliata di Newark23,
che giravano e giravano a mezzanotte tra i binari morti chiedendosi dove andare, e andavano, senza lasciare cuori spezzati,
che accendevano sigarette in carri merci carri merci carri merci strepitanti nella neve verso fattorie solitarie nella notte dei nonni,
che studiavano Plotino Poe Sangiovanni della Croce telepatia e cabala del bop24 perché il cosmos vibrava istintivamente ai loro piedi nel Kansas,
che stavano soli per le strade dello Idaho in cerca di visionari angeli indiani che erano visionari angeli indiani,
che credevano di essere soltanto matti quando Baltimore luccicava in un'estasi soprannaturale,
che sobbalzavano in limousine col Cinese dell'Oklahoma sotto l'impulso di inverno mezzanotte luce stradale provincia pioggia,
che indugiavano affamati e soli a Houston25 in cerca di jazz o sesso o minestra, e seguivano il brillante Spagnolo per chiacchierare sull'America e l'Eternità, causa persa, e così si imbarcavano per l'Africa,
che scomparivano nei vulcani del Messico non lasciando che l'ombra dei jeans26 e la lava e ceneri di poesia sparse nella Chicago caminetto27,
che riapparivano sulla West Coast indagando sul F.B.I. barbuti e in calzoncini con grandi occhi pacifisti sexy nella pelle scura distribuendo volantini incomprensibili,
che si bucavano le BRaccia con sigarette protestando contro la nebbia di tabacco narcotico del Capitalismo,
che diffondevano manifesti Supercomunisti in Union Square28 piangendo e spogliandosi mentre le sirene di Los Alamos29 li zittivano col loro grido, e gridavano giú per Wall30 e anche il ferry di Staten Island31 gridava,
che crollavano piangendo in palestre bianche nudi o tremanti davanti al macchinario di altri scheletri,
che mordevano i poliziotti nel collo e strillavano di felicità nelle camionette per non aver commesso altro delitto che la loro intossicazione e pederastia pazza32 tra amici,
che urlavano in ginocchio nel subway e venivano trascinati dal tetto sventolando genitali e manoscritti,
che si lasciavano inculare da motociclisti beati, e strillavano di gioia,
che si scambiavano pompini con quei serafini umani, i marinai, carezze di amore Atlantico e Caribbeo,
che scopavano la mattina la sera in giardini di rose e sull'erba di parchi pubblici e cimiteri spargendo il loro seme liberamente su chiunque venisse,
che gli veniva un singhiozzo interminabile cercando di ridacchiare ma finivano con un singhiozzo dietro un tramezzo dei Bagni Turchi quando l'angelo biondo & nudo veniva a trafiggerli con una spada,
che perdevano i loro ragazzi d'amore per le tre vecchie streghe del fato la strega guercia del dollaro eterosessuale33 la strega guercia che strizza l'occhio dal grembo34 e la strega guercia che sta li piantata sul culo a spezzare i fili d'oro intellettuali del telaio artigianale,
che copulavano estatici e insaziati con una bottiglia di birra un amante un pacchetto di sigarette una candela e cadevano dal letto, e continuavano sul pavimento e giú per il corridoio e finivano svenuti contro il muro con una visione di fica suprema e sperma eludendo l'ultima sbora della coscienza,
che addolcivano le fiche di milioni di ragazze tremanti al tramonto, e avevano gli occhi rossi la mattina ma pronti ad addolcire la fica dell'alba, natiche lampeggianti sotto i granai e nude nel lago,
che andavano a puttane nel Colorado in miriadi di macchine notturne rubate, N.C.35, eroe segreto di queste poesie, mandrillo e Adone di Denver - gioia alla memoria delle sue innumerevoli scopate di ragazze in terreni abbandonati & retrocortili di ristoranti per camionisti36, in poltrone traballanti di vecchi cinema, su cime di montagna in caverne o con cameriere secche in strade familiari sottane solitarie alzate & solipsismi particolarmente segreti nei cessi dei distributori di benzina, & magari nei vicoli intorno a casa,
che dissolvevano37 in grandi cinema luridi, si spostavano in sogno, si svegliavano su una Manhattan improvvisa, e si tiravano su da incubi di cantine ubriachi di Tokay spietato e da orrori di sogni di ferro della Terza Strada38 & inciampavano verso l'Uffício Assistenza,
che camminavano tutta la notte con le scarpe piene di sangue su moli coperti di neve aspettando che una porta sullo East River si aprisse su una stanza piena di vapore caldo e di oppio,
che creavano grandi drammi suicidi in appartamenti a picco sullo Hudson sotto azzurri fasci antiaerei di luce lunare & le loro teste saranno incoronate di alloro nell'oblio,
che mangiavano stufato d'agnello dell'immaginazione o ingoiavano rospi nel fondo fangoso dei fiumi di Bowery39,
che piangevano sulle strade romantiche coi carretti pieni di cipolle e musica scassata40,
che sedevano in casse respirando al buio sotto il ponte, e si alzavano per fare clavicembali nelle loro soffitte,
che tossivano al sesto piano di Harlem41 incoronati di fiamme sotto il cielo tubercolare circondati da teologia in cassette da frutta42,
che scarabocchiavano tutta la notte in un rock and roll su incantesimi da soffitta destinati a diventare nella mattina giallastra strofe di assurdo,
che cuocevano animali marci polmoni cuori code zampe borsht43 & tortillas44 sognando il puro reame vegetale,
che si buttavano sotto furgoni di carne in cerca di un uovo,
che buttavano orologi dal tetto per gettare il loro voto all'Eternità fuori del Tempo, & per un decennio dopo le sveglie cadevano ogni giorno sul loro capo,
che si tagliavano i polsi tre volte di seguito senza seguito, rinunciavano ed erano costretti ad aprire negozi di antiquariato dove credevano di invecchiare e piangevano,
che venivano arsi vivi nei loro innocenti vestiti di flanella sulla Madison Avenue45 tra esplosioni di versi di piombo e il frastuono artificiale dei ferrei reggimenti della moda & gli strilli alla nitroglicerina dei finocchi della pubblicità & l'iprite di sinistri redattori intelligenti, o venivano investiti dai taxi ubriachi della Realtà Assoluta,
che si buttavano dal ponte di Brooklyn questo è successo davvero e se ne andavano sconosciuti e dimenticati tra la foschia spettrale di Chinatown minestra vicoli & autopompe46, neanche una birra gratis,
che cantavano disperati dalle finestre, cadevano dal finestrino del subway, si buttavano nello sporco Passaic47, saltavano su negri, piangevano lungo tutta la strada, ballavano scalzi su bicchieri rotti spaccavano nostalgici dischi Europei di jazz tedesco del '3048 finivano il whisky e vomitavano rantolando nel cesso insanguinato, nelle loro orecchie gemiti e l'esplosione di colossali sirene,
che rotolavano giú per le autostrade del passato andando l'un l'altro verso l'hotrod-Golgotha49 di veglia solitudine-prigione o l'incarnazione del jazz di Birmingham50,
che guidavano est-ovest settantadue ore per sapere se io avevo una visione o tu avevi una visione o lui aveva una visione per scoprire l'Eternità,
che andavano a Denver51, che morivano a Denver, che ritornavano a Denver & aspettavano invano, che vegliavano a Denver & meditavano senza compagni a Denver e infine se ne andavano per scoprire il Tempo, & ora Denver ha nostalgia dei suoi eroi,
che cadevano in ginocchio in cattedrali senza speranze pregando per l'un l'altro salvezza e luce e seni, finché l'anima si illuminava i capelli per un attimo,
che si sfondavano il cervello in prigione aspettando criminali impossibili dalla testa bionda e il fascino della realtà nei loro cuori che cantavano dolci blues a Alcatraz52,
che si ritiravano in Messico per conservarsi alla droga, o a Rocky Mount per il tenero Buddha o a Tangeri a ragazzini o alla Southern Pacific53 per la locomotiva nera o a Harvard54 o a Narciso o a Woodlawn55 alle orge56 o la fossa, che chiedevano prove di infermità mentale accusando la radio di ipnotismo & venivano lasciati con la loro pazzia & le loro mani & una giuria incerta,
che al CCNY57 buttavano patate in insalata ai conferenzieri sul Dadaismo58 e poi si presentavano sui gradini di pietra del manicomio con teste rapate e discorsi arlecchineschi di suicidio, chiedendo un'immediata lobotomia59,
e invece venivano sottoposti al vuoto concreto o insulina metrasol elettricità idroterapia psicoterapia terapia educativa ping pong e amnesia60,
che in malinconica protesta rovesciavano un unico simbolico tavolo da ping pong, riposando un poco in catatonia61,
ritornando anni dopo proprio calvi eccetto una parrucca di sangue, e lacrime e dita, al visibile destino da pazzo delle corsie delle città-manicomio dell'Est,
fetidi corridoi di Pilgrim State Rockland e Greystone62, litigando con gli echi dell'anima, rockrollando nella mezzanotte solitudine63-panca dolmen64- reami dell'amore, sogno della vita un incubo, corpi ridotti pietra pesanti come la luna,
con mamma finalmente...65, e l'ultimo libro fantastico scaraventato dalla finestra, e l'ultima porta chiusa alle 4 del mattino e l'ultimo telefono sbattuto in risposta contro il muro e l'ultima stanza ammobiliata svuotata fino all'ultimo pezzo di mobilia mentale, una rosa di carta gialla attorcigliata su una gruccia di fil di ferro nell'armadio, e perfino essa immaginaria, nient'altro che un pezzetto di speranza nell'allucinazione -
ah, Carl, mentre tu non sei al sicuro io non sono al sicuro, e ora sei davvero nel totale brodo animale66 del tempo -
e che dunque correvano per le strade gelate ossessionati da un lampo improvviso dell'alchimia dell'uso dell'ellisse il catalogo il metro & i piani vibranti,
che sognavano e facevano abissi incarnati nel Tempo & lo Spazio mediante immagini contrapposte, e intrappolavano l'arcangelo dell'anima tra 2 immagini visive e univano i verbi elementari e sistemavano insieme il sostantivo e il trattino della coscienza sobbalzando alla sensazione del Pater Omnipotens Aeterni Deus per ricreare la sintassi e la misura della povera prosa umana e fermarvici di fronte muti e intelligenti e tremanti di vergogna, ripudiati ma con anima confessa per conformarsi al ritmo del pensiero nella sua testa nuda e infinita,
il pazzo vagabondo e angelo battuto67 nel Tempo, sconosciuto, ma dicendo qui ciò che si potrebbe lasciar da dire nel tempo dopo la morte,
e si alzavano reincarnati nei vestiti spettrali del jazz all'ombra tromba d'oro della banda e suonavano la sofferenza per amore della nuda mente d'America in un urlo di sassofono elai elai lamma lamma sabacthani che faceva tremare le città fino all'ultima radio
col cuore assoluto della poesia della vita macellato dai loro corpi buono da mangiare per mille anni.


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fracazzin
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II


Quale sfinge di cemento e alluminio gli ha sfracellato il cranio e' gli ha divorato il cervello e l'immaginazione?
Moloch68! Solitudine! Lerciume! Schifezza! Spazzatura e dollari inafferrabili! Bambini che strillano nei sottoscala! Ragazzi che singhiozzano negli eserciti! Vecchi che piangono nei parchi!
Moloch! Moloch! Incubo di Moloch! Moloch spietato! Moloch mentale! Moloch duro giudice di uomini!
Moloch prigione incomprensibile! Moloch galera teschio di morte senz'anima e Congresso di dolori! Moloch i cui edifici sono sentenze! Moloch vasta pietra di guerra! Moloch governi stupefatti!
Moloch la cui mente è puro macchinario Moloch il cui sangue è denaro che scorre! Moloch le cui dita sono dieci eserciti! Moloch il cui petto e una dinamo cannibale! Moloch il cui orecchio è una tomba fumante!
Moloch i cui occhi sono mille finestre cieche! Moloch i cui grattacieli sorgono in lunghe strade come Jehovah senza fine! Moloch le cui fabbriche sognano e gracchiano nella nebbia! Moloch le cui ciminiere e antenne incoronano le città!
Moloch il cui amore è petrolio e pietra senza fine! Moloch la cui anima è elettricità e banche! Moloch la cui povertà è lo spettro del genio! Moloch la cui sorte è una nube di idrogeno asessuale! Moloch il cui nome è la Mente!
Moloch in cui mi siedo solo! Moloch in cui sogno Angeli! Pazzo in Moloch! Rotto in culo in Moloch! Senza amore e castrato in Moloch!
Moloch che mi è entrato presto nell'anima! Moloch in cui sono una coscienza senza corpo! Moloch che mi ha fatto uscire spaventato dalla mia estasi naturale! Moloch che io abbandono! Svegliatevi in Moloch! Luce che cade dal cielo!
Moloch! Moloch! Appartamenti robot! sobborghi invisibili! tesori di scheletri! capitali cieche! industrie diaboliche! nazioni spettrali! manicomi invincibili! cazzi di granito! bombe mostruose!
Si sono rotti la schiena innalzando Moloch al Cielo! Strade, alberi, radio, tonnellate! innalzando la città al Cielo che esiste e ci circonda!
Visioni! profezie! allucinazioni! miracoli! estasi! alla deriva sul fiume americano!
Sogni! adorazioni! illuminazioni! religioni! l'intero carico di c******erie da raffinati!
Sfondamenti! al di là del fiume! salti e crocifissioni! giù nella piena! Drogati! Epifanie! Disperazioni! Dieci anni di urli da bestie e suicidi! Menti! Nuovi amori! Generazione pazza! giù sulle rocce del Tempo!
Vere risate sante nel fiume! Han visto tutto quanto! gli occhi stravolti! le sante grida! Hanno detto addio! Si sono buttati dal tetto! verso la solitudine! salutando! portando fiori! Giù nel fiume! nella strada!


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III


Carl Solomon! Sono con te a Rockland69
dove sei più matto di me
Sono con te a Rockland
dove certo ti senti molto strano
Sono con te a Rockland
dove imiti l'ombra di mia madre
Sono con te a Rockland
dove hai assassinato le tue dodici segretarie
Sono con te a Rockland
dove ridi a questo humor invisibile
Sono con te a Rockland
dove siamo grandi scrittori sulla stessa terribile macchina da scrivere
Sono con te a Rockland
dove le tue condizioni si sono aggravate e se ne parla alla radio
Sono con te a Rockland
dove le facoltà del cranio non ammettono più i vermi dei sensi
Sono con te a Rockland
dove tu bevi tè dal seno delle zitelle di Utica70
Sono con te a Rockland
dove scherzi sui corpi delle infermiere le arpie del Bronx
Sono con te a Rockland
dove in camicia di forza gridi che stai perdendo la partita al vero ping pong dell'abisso
Sono con te a Rockland
dove pesti sul piano catatonico l'anima è innocente e immortale non dovrebbe morire empiamente in un manicomio armato
Sono con te a Rockland
dove cinquanta altri elettroshocks non restituiranno la tua anima al suo corpo dal pellegrinaggio a una croce nel vuoto
Sono con te a Rockland
dove accusi i dottori di pazzia e complotti la rivoluzione socialista Ebraica contro il Golgotha nazionale fascista
Sono con te a Rockland
dove spaccherai i cieli di Long, Island e risusciterai il tuo vivente **** umano dalla tomba sovrumana
Sono con te a Rockland
dove venticinquemila compagni pazzi tutti insieme cantano le ultime strofe dell'Internazionale
Sono con te a Rockland
dove abbracciamo e baciamo gli Stati Uniti sotto le lenzuola gli Stati Uniti che tossiscono tutta la notte e non ci lasciano dormire
Sono con te a Rockland
dove ci svegliamo dal coma elettrizzati dagli aeroplani delle nostre anime che rombano sul tetto sono venuti a buttare bombe angeliche l'ospedale si illumina muri immaginari precipitano O scarne legioni correte fuori O shock stellato di misericordia è giunta la guerra eterna O vittoria non badare alle mutande siamo liberi
Sono con te a Rockland
nei miei sogni arrivi in lacrime gocciolante dalla crociera della traversata in autostrada dell'America fino alla porta del mio cottage nella notte dell'Ovest71
San Francisco, 1955-56



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fracazzin
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Note al testo
1 Nel linguaggio beat, hipster significa 'intenditore' uno 'che sa', che appartiene al gruppo. Chi è hip è il il contrario di chi è square, cioè un 'quadrato', non iniziato.
2 Nell'originale: connection. Termine di slang che designa colui che procura la droga. Normalmente la parola indica il contatto elettrico.
3 Era la ferrovia sopraelevata di New York, nota anche come Third Avenue Elevated.
4 Si allude a una visione del poeta Philiph Lamantia, intento in quei giorni alla lettura del Corano.
5 Il termine designa macrocosmicamente tutta l'intelligenza umana e microcosmicamente la Columbia University. Il poeta allude a un episodio autobiografico: quando studiava alla Columbia University, venne punito per aver scritto sui vetri di un'aula una frase anticonformista.
6 Città sul Rio Grande, ai confini tra il Texas e il Messico. Vi si passa per recarsi nella città fronteggiante, in territorio messicano, chiamata Nuevo Laredo, uno dei centri dell'uso del peyote.
7 Allusione al suicidio di un poeta che inghiotti trementina accesa.
8 Questa aggettivazione di sostantivi è una caratteristica dello stile di Ginsberg. Qui il poeta allude a una legge di New York in forza della quale tutti gli edifici vanno riverniciati ogni tre anni, col risultato che i muri delle costruzioni da poco sono rivestite da molti strati di colore sovrapposto e acquistano un aspetto di sciatteria e di volgarità.
9 Strada dell'East Side dove abitavano i primi beats. Kerouac vi ha ambientato The Subterraneans.
10 Nell'originale: balls. Termine che, oltre a significare normalmente i testicoli, in slang designa feste orgiastiche.
11 Città del New jersey in cui è cresciuto Alien Ginsberg e vive ancora suo padre, anch'egli poeta. Su Paterson William Carlos Williams (1883-1963) - che influenzò Ginsberg all'inizio della sua attività poetica - ha scritto un poema.
12 Si allude alla droga ricavata dai frutti di una varietà di cactus che gli indiani del Messico usano in certe cerimonie. Huxley (che ha partecipato a una serie di studi che si sono svolti a Harvard per determinare gli effetti di questa droga) ne parla in The Doors of Perception (1954). Il peyote suscita visioni di immagini solide e allucinazioni tridimensionali. Rimando il lettore alle pagine dell'Introduzione nelle quali ho descritto gli effetti di questa droga.
13 La subway è la ferrovia sotterranea di New York.
14 Settore di Manhattan. Corrisponde alla prima fermata della sotterranea.
15 Quartiere di New York a nord-est di Manliattan, al di là dell'Harlem River.
16 S'intende il giardino zoologico di New York.
17 Catena di cafeterias e ristoranti.
18 Bar del Greenwich Village.
19 Il più grande ospedale comunale di New York. Comprende anche una vasta sezione per i malati di mente.
20 Il famoso grattacielo di Manhattan, nella Quinta Strada.
21 Il New jersey è uno Stato collegato a New York per mezzo di ponti sullo Hudson River. Questo settore del New jersey - il più conosciuto dai newyorchesi - è occupato dalla periferia di New York ed è urbanisticamente atroflizato da magazzini, rimesse di autobus, depositi di immondizie e cosi via. Lo Zen richiama uno dei culti più diffusi fra i così detti beats.
22 Città balneare del New jersey sviluppatasi agli inizi dei secolo, oggi decaduta e abitata da 'nuovi ricchi'.
23 Città industriale alla periferia di New York, al di là dello Hudson River.
24 E' il tipo di jazz che, lanciato da Charlie Parker,ha furoreggiato nel secondo dopoguerra americano.
25 Città capitale del Texas.
26 Allusione al suicidio del giovane poeta John Hoffman, amico di Ginsberg e Lamantia, che scomparve in un vulcano del Messico. Altri poeti seguirono il suo esempio.
27 Ancora l'audace aggettivazione cara a Ginsberg. Il poeta allude alle numerose poesie bruciate dai poeti di Chicago nei loro caminetti sotto lo stimolo della disperazione in cui li avevano gettati i rifiuti degli editori di pubblicarle.
28 Piazza di New York nella quale un tempo si svolgevano riunioni politiche e negli anni in cui venne scritto Urlo si tenevano riunioni occasionali di beats del Greenwich Village.
29 Città del New Mexico, centro americano degli studi nucleari.
30 Allusione a Wall Street, il quartiere degli affari di New York.
31 Isola residenziale nella baia di New York, alla quale si accede per mezzo di un ferry-boat.
32 Nell'originale: cooking. Espressione di slang del secondo dopoguerra, ormai invecchiata. Corrisponde a hip, swinging. (Vedi la nota 1).
33 Cioè la donna che per denaro induce alla normalità gli omosessuali.
34 Allusione al sesso femminile.
35 Neal Cassady.
36 Nell'originale: diner back- yards. Spacci per autisti che non vogliono scendere dal veicolo per consumare i pasti.
37 Nell'originale: faded out, cioè 'dissolvenza'. Termine cinematografico che designa anche il gioco dei dadi, quando si perde.
38 La Terza Strada era percorsa fino a qualche anno fa dalla ferrovia sopraelevata, la cui struttura era di ferro.
39 Quartiere di New York dove si raccolgono i vagabondi e i ribelli al conformismo.
40 Allusione alle strade folkloristiche abitate soprattutto da emigrati nell'East Side.
41 Quartiere negro di New York, un tempo fitto di slums quasi inabitabili e oggi completamente ricostruito.
42 I beats tenevano i libri in cassette da frutta vuote, usate come scaffali.
43 Specialità russa a base di barbabietole, cavoli e patate.
44 Specie di focacce messicane.
45 Strada di New York in cui si trova la maggior parte delle agenzie pubblicitarie, case editrici, uffici di grandi aziende e così via: occupazioni che costituiscono l'incubo dei beats, terrorizzati dalla prospettiva di dover rinunciare alla loro libertà intellettuale.
46 Nei vicoli adiacenti a Chinatown - un quartiere di New York confinante con la Bowery - vi sono centri assistenziali che distribuiscono minestra ai poveri. L'episodio della fuga di Ginsberg è narrato nel romanzo Go di John Clellon Holmes.
47 Fiume del New Jersey.
48 Allusione alla musica di Kutt Weill.
49 La parola hotrod indica le vecchie automobili riadattate e trasformate in macchine da corsa. Golgotha, il monte dell'agonia di Cristo, simboleggia l'angoscia umana.
50 Città dell'Alabama che fu tappa di passaggio verso il Nord del jazz originario.
51 Capitale del Colorado.
52 Famoso, severissimo penitenziario per ergastolani incorreggibili, che sorge su un'isola della baia di San Francisco. E' stato abolito di recente.
53 Linea ferroviaria americana per la quale hanno lavorato Kerouac come frenatore e Neal Cassady come macchinista.
54 La famosa Università che sorge a Cambridge, nel Massachusetts. Gregory Corso vi rimase qualche tempo come ospite.
55 Uno dei cimiteri di New York e, in generale, frequente denominazione dei cimiteri in tutti gli Stati Uniti.
56 Nell'originale: daisychain, cioè 'catena di margherite'. Termine di slang che indica le orge.
57 City College of New York. E' l'università gratuita della città e raccoglie circa 45.000 studenti.
58 Allusione a una conferenza sul dadaismo nel corso della quale Carl Solomon buttò patate in insalata in testa al conferenziere.
59 Operazione chirurgica alla quale vengono sottoposti i pazzi perchè possano sopportare le sofferenze: provoca una totale amnesia e annulla la tensione nervosa.
60 Altre cure alle quali vengono sottoposti i pazzi.
61 Stato di incoscienza totale che riduce i pazzi in assoluta immobilità.
62 Ospedali con vaste sezioni per i malati di mente.
63 Di nuovo l'audace aggettivazione cara a Ginsberg.
64 Tombe preistoriche.
65 questa l'unica parola volutamente omessa da Ginsberg. Per evitare altre omissioni affrontò un processo e vinse la causa.
66 Nell'originale: animal soup. Pastina foggiata a forma di animali.
67 Nell'originale: beat. Il paria, battuto dalla società, che sta sotto e sopra la società, come appunto i vagabondi, i pazzi e gli angeli.
68 Divinità alla quale si tributavano sacrifici umani. Ginsberg lo identifica qui con la moderna civiltà americana.
69 Manicomio statale.
70 Città industriale, arida e risecchita, nello Stato di New York. Le sue zitelle - nell'immagine di Ginsberg - non hanno latte e dalle loro mammelle invece di latte sgorga tè.
71 S'intende la California. Urlo è stato ultimato in un cottage di Berkeley (ora non più esistente) a pochi passi da quello ove vive tuttora Thomas Parkinson, uno dei più autorevoli critici della poesia contemporanea.
72 Peter Orlovsky, Allon Ginsberg, Carl Solomon, Lucien (un ex amico di Ginsberg, al quale in origine era stato dedicato Urlo, ma che volle entrare nell'anonimo quando conformed, cioè quando rientrò nei ranghi della rispettabilità borghese), Jack Kerouac, Herbert Hunke (ladro-scrittore amico del gruppo), William Burroughs, Neal Cassady. Tutti personaggi della beat generation.
73 Si tratta di particolari forme di Visnu o Krisna, il culto delle quali è praticato soprattutto a Puri, in Orissa.
74 Nell'originale: lamb. Con questa parola Ginsberg designa di solito le anime pure.
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fracazzin
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Postato: 15 Agosto 2005 alle 10:33 | IP Salvato Riporta fracazzin

Secondo me questa poesia/relazione è una cosa formidabile: la più bella che io abbia mai letto.
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matteoscarface
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Imperatore della Luna

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Postato: 15 Agosto 2005 alle 15:00 | IP Salvato Riporta matteoscarface

si si lho letta anche io qualche mese fa in Urlo e Kaddish, delirante e lisergica ma bella

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pensavo fosse amore invece era Harpo
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thohà
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La Madrina

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Postato: 16 Agosto 2005 alle 11:55 | IP Salvato Riporta thohà

troppo in un giorno solo, pietà

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