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alessioscoop Membri Standard


Registrato: 24 Settembre 2004 Residenza: Australia
Stato Connessione: Disconnesso Messaggi: 141
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| Postato: 20 Marzo 2005 alle 17:13 | IP Salvato
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"È
possibile vivere con un senso di armonia, di bellezza e di
soddisfazione interminabile? Forse "soddisfazione" non è il termine
adatto, perché la soddisfazione comporta sempre frustrazione; forse è
meglio formularlo in questi termini: è possibile mantenere
continuamente un modo di essere e di agire in cui non ci sia né
sofferenza, né pentimento né motivo di rimorso. Se una condizione del
genere esiste, come possiamo raggiungerla? Ovviamente non è possibile
coltivarla. Non possiamo imporci di essere armoniosi, non avrebbe
alcun senso. Supporre che si debba controllare se stessi al fine di
raggiungere una condizione di armonia corrisponde a un modo di
ragionare immaturo. Lo stato di completa integrazione, di azione
totale, può essere realizzato soltanto quando non lo si cerca, quando
la mente non si sta sforzando di seguire un determinato schema di
vita.
Generalmente non ci pensiamo a sufficienza. In ogni attività
quotidiana la cosa che più ci preoccupa è il tempo, perché è il tempo
che ci permette di dimenticare. E il tempo che rimargina le nostre
ferite, almeno temporaneamente, ed è il tempo che dissipa l'angoscia e
le frustrazioni. Intrappolati nel processo del tempo, come potremo mai
raggiungere quella condizione straordinaria in cui non c'è
contraddizione, in cui ogni singolo movimento della vita è azione
integrata, in cui la vita quotidiana è realtà? Se ci ponessimo
seriamente tale problema, penso che potremo davvero mantenerci in
comunione reciproca mentre cerchiamo di chiarire il quesito; tuttavia,
se ci limitiamo ad ascoltare le parole, non riusciremo a stabilire un
contatto veramente profondo. Siamo in comunione reciproca solo se si
tratta di un problema che tocca entrambi. A quel punto non è più
soltanto un mio problema che io cerco di imporre a voi o che voi state
cercando di interpretare in base al vostro credo e alle vostre
idiosincrasie. É un problema umano, un problema universale, e se ciò
sarà assolutamente chiaro per ognuno di noi, sarà proprio ciò che
stiamo dicendo e che stiamo pensando e sentendo che ci permetterà di
giungere a una condizione di comunione, e insieme potremo andare molto
a fondo.
Qual è dunque il problema? Ovviamente il problema è che dobbiamo
produrre un cambiamento incredibile, non solo a livello superficiale,
nelle nostre attività esteriori, ma anche internamente, nel profondo.
Dobbiamo dar vita a una rivoluzione interiore tale da trasformare il
nostro modo di pensare sino a generare uno stile di vita che sia di
per se stesso azione totale. Perché non riusciamo a promuovere una
rivoluzione del genere? Per come la vedo io è questo il nocciolo della
questione. Cerchiamo dunque di penetrare profondamente in noi stessi
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paul Collaboratori

Presidente dello Stato di Poll
Registrato: 11 Aprile 2004 Residenza: Cocos (Keeling) Islands
Stato Connessione: Disconnesso Messaggi: 27770
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| Postato: 20 Marzo 2005 alle 19:52 | IP Salvato
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Beh, e' un po' quello che dice Gourdjef.
Io ad ogni modo credo che alla base di tutto ci sia il rendersi conto di ogni attimo presente che viviamo. Io,me stesso: sono qui adesso e faccio questo. E far sempre valere la frase "io sono cio' che voglio".
Perche' si puo' ingannare gli altri, ma non se' stessi.
__________________ Intervista ad Anthony
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paul Collaboratori

Presidente dello Stato di Poll
Registrato: 11 Aprile 2004 Residenza: Cocos (Keeling) Islands
Stato Connessione: Disconnesso Messaggi: 27770
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| Postato: 26 Marzo 2005 alle 16:40 | IP Salvato
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alessio, ho dato una risposta competente? or not?
__________________ Intervista ad Anthony
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alessioscoop Membri Standard


Registrato: 24 Settembre 2004 Residenza: Australia
Stato Connessione: Disconnesso Messaggi: 141
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| Postato: 26 Marzo 2005 alle 22:06 | IP Salvato
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paul ha scritto:
| alessio, ho dato una risposta competente? or not? |
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certamente. non fa una grinza
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paul Collaboratori

Presidente dello Stato di Poll
Registrato: 11 Aprile 2004 Residenza: Cocos (Keeling) Islands
Stato Connessione: Disconnesso Messaggi: 27770
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| Postato: 27 Marzo 2005 alle 15:36 | IP Salvato
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tu comunque credi sia possibile raggiungere l'eterna armonia? Tra l'altro io molto spesso mi chiedo se sia meglio avere dei giorni di felicità assoluta (come quasi spesso ho) e degli altri non proprio belli (come rare volte mi capita, però mi capita)
oppure avere 365 giorni l'anno buoni senza nè alti nè bassi. In teoria un Jedi non dovrebbe avere emozioni (cosa che cerca di dire anche la IV via gourdgefiana, ma anche le principali religioni e filosofie). Secondo me invece quando hai degli orgasmi di gioia e di felicità ti senti veramente vivo.
__________________ Intervista ad Anthony
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Pasionaria Redattore

PREFPROF
Registrato: 15 Gennaio 2004 Residenza: New Zealand
Stato Connessione: Disconnesso Messaggi: 4175
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| Postato: 27 Marzo 2005 alle 16:22 | IP Salvato
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Come ti invidio, Paul, riesci ad assaporare giorni di felicità assoluta: una condizione veramente rara! Sei fortunato ed hai sicuramente un carattere meraviglioso .
Se devo dire una mia banalità, preferisco sempre gli alti e bassi della vita, che penso costituiscano un modo d'essere più consono alla nostra essenza di umani.
365 giorni vivendo lo stesso mediocre sentimento sarebbe come morire .
__________________ Non facciamo altro che passare non visti attraverso brevi istanti della vita degli altri.
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Pasionaria Redattore

PREFPROF
Registrato: 15 Gennaio 2004 Residenza: New Zealand
Stato Connessione: Disconnesso Messaggi: 4175
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| Postato: 27 Marzo 2005 alle 16:42 | IP Salvato
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Per quanto riguarda il tempo, Alessio, non sono d'accordo nel considerarlo fautore della rimozione del dolore.Si, forse attenua percepibilmente, ma non cancella anzi custodisce, accentuando la frustrazione.In questo, nel ricordo, è il nostro limite, proiettarsi nel futuro la nostra speranza, ma ciò è possibile solo senza memoria, cioè impossibile, visto che la memoria è proprio ciò che ci permette di sopravvivere....un gatto che si morde la coda...
Ma che discorsi mi fate fare?
__________________ Non facciamo altro che passare non visti attraverso brevi istanti della vita degli altri.
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elfavy Collaboratori

L Elfa Cadavere
Registrato: 18 Giugno 2003 Residenza: Italy
Stato Connessione: Disconnesso Messaggi: 616
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| Postato: 27 Marzo 2005 alle 18:39 | IP Salvato
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alessioscoop ha scritto:
Siamo in comunione reciproca solo se si
tratta di un problema che tocca entrambi..............
Ovviamente il problema è che dobbiamo
produrre un cambiamento incredibile, non solo a livello superficiale,
nelle nostre attività esteriori, ma anche internamente, nel profondo.
Dobbiamo dar vita a una rivoluzione interiore tale da trasformare il
nostro modo di pensare sino a generare uno stile di vita che sia di
per se stesso azione totale. Perché non riusciamo a promuovere una
rivoluzione del genere? Per come la vedo io è questo il nocciolo della
questione. Cerchiamo dunque di penetrare profondamente in noi stessi |
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non sempre tutte le persone entrano in comunione reciproca solo se si tratta di un problema di entrambi....fidati...forse c'è ancora speranza per quanto riguarda questo!!
il tempo....il tempo...si...il tempo fugge...e ci sfugge..ed è l'unica cosa che pone rimedio, (senza cancellarlo..ovvio) a grandi dispiaceri o a situazioni che non ci piacciaono...che non ci fanno vivere in "armonia"..
Per quanto riguarda il resto hai ragione...se tutti guardassero un po più dentro...e fossero più pazienti e coscienti delle loro azioni su tutto....potrebbe esserci anche un mondo migliore...potrebbe....
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paul Collaboratori

Presidente dello Stato di Poll
Registrato: 11 Aprile 2004 Residenza: Cocos (Keeling) Islands
Stato Connessione: Disconnesso Messaggi: 27770
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| Postato: 28 Marzo 2005 alle 19:11 | IP Salvato
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Pasionaria ha scritto:
Come ti invidio, Paul, riesci ad assaporare giorni di felicità assoluta: una condizione veramente rara! Sei fortunato ed hai sicuramente un carattere meraviglioso .
Se devo dire una mia banalità, preferisco sempre gli alti e bassi della vita, che penso costituiscano un modo d'essere più consono alla nostra essenza di umani.
365 giorni vivendo lo stesso mediocre sentimento sarebbe come morire . |
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grazie cara
comunque è la pura verità. Credo che negli ultimi due mesi, diciamo 60 giorni, ho avuto:
- 1 giorno e mezzo, 2 giorni, di depressione o infelicità
- 5-6 giorni di sc***o, indifferenza
- 52 giorni di assoluta felicità (non felicità, ma felicità assoluta).
Comunque, visto che ci si può dare una mano tutti, elencherò dei miei (personalissimi) consigli teorici ed altri pratici per essere sempre così stra-felici da dire, come faccio io: "se morissi oggi non avrei nulla da rimpiangermi".
Mettendo comunque in preventivo che solo i superficiali non soffrono mai o non sono qualche volta infelici o depressi e che per assaporare la vera felicità dobbiamo anche provare il vero dolore.
__________________ Intervista ad Anthony
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paul Collaboratori

Presidente dello Stato di Poll
Registrato: 11 Aprile 2004 Residenza: Cocos (Keeling) Islands
Stato Connessione: Disconnesso Messaggi: 27770
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| Postato: 28 Marzo 2005 alle 19:47 | IP Salvato
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CONSIGLI TEORICI
Beh, innanzitutto, ripeto siamo nel campo teorico e quindi anche scontato, dobbiamo renderci conto che l'armonia, o meglio dire, la felicità assoluta, dipende esclusivamente da noi stessi.
Ad ogni modo passo ai miei, personalissimi, suggerimenti.
Io ho creato un mio slogan personale: "il sole non può stare sempre dietro le nuvole".
Pare anch'esso scontato, ma se noi osserviamo la natura, o ancor meglio il tempo, comprendiamo anche noi stessi. L'altro ieri era brutto, ieri pioveva, oggi è una giornata stupenda.
Così è esattamente la ns vita. Quando piove, o fa grigio dentro di noi, dobbiamo assolutamente renderci conto, che tornerà il sereno. Perchè è nella natura delle cose.
Sta a noi stessi quando fa bello dire: "prima o poi tornerà a piovere" (pensiero pessimista)
oppure (come faccio io) ogni volta che piove dentro di noi dire "il sole non può stare sempre dietro le nuvole".
Inoltre si può stare bene anche quando piove
ad ogni buon conto mi rendo conto che ciò che ho appena scritto può essere scontato o cmq solo teoria e passo quindi ai (ripeto, personali)
CONSIGLI PRATICI
In primis credo sia ESSENZIALE fare un lavoro che ci piace. Io non vado MAI a letto la domenica sera dicendomi "c.azzo, domani torno a lavorare." Mai!
ex: l'altro giorno mi telefona un mio amico e mi domanda tutto concitato cosa avrei fatto durante le vacanze. Gli ho risposto: "ma stai già pensando alle vacanze? Caspita, ma con tutte le cose fantastiche, i progetti, la vita, le idee, le persone che si possono conoscere da qui all'estate!". Vivere ogni momento. Senza essere work-alcoolic, ma nemmeno rest-alcoolic.
Un'altra cosa, e bisogna fare un notevole sforzo su se stessi, è allontanarsi dalle persone con cui non ci divertiamo. Anche se sono veri amici o persone a cui vogliamo bene. So che è dura, ma è così.
Io nel corso del tempo ho allontanato o mi sono distaccato da amici coi quali non mi divertivo, coi quali sentivo di non progredire nel mio cammino della vita.
Gli voglio ancora bene, sarei disposto a fare qualsiasi cosa per loro, ma non li frequento. Li vedo una volta al mese.Alcuni di loro (pochi) hanno capito, altri invece mi hanno accusato di egoismo. Forse è vero. Ma ricordiamoci: solo se amiamo veramente noi stessi, solo se facciamo quello che veramente vogliamo, riusciremo poi ad amare gli altri (anche come noi stessi).
ex praticissimo: io non vado quasi mai in vacanza insieme agli amici che frequento di più. Perchè mi annoio. All'inizio questi mi accusavano, poi hanno accettato. Perchè devo fare una cosa che non mi piace? Invece vedo che il 90% della gente durante le vacanze va con gli amici anche se vorrebbe fare delle altre cose e/o fa quello che non lo appaga in pieno al 100% finendo per subire passivamente ciò che fanno gli altri. Con il risultato di non divertirsi.
Il topic aperto da Alessio non riguarda come essere abbastanza felici, ma come essere assolutamente felici, al 1000%.
Un'altra cosa è avere delle mete, degli scopi nella vita. Ed essere sicuri che si possono raggiungere. Non degli hobby (io personalmente odio gli hobby), ma degli scopi. Meglio se lavorativi.
In ultimo (per ora, ma di consigli pratici ne ho a decine). Pensare alla vita come ad un grande spettacolo.
Pensare alla vita come ad una grande poesia. Ed essere sicuri che noi "possiamo contribuire anche solo con lo 0,0001% a migliorare questa grande poesia, con un nostro verso" (da l'attimo fuggente). Perchè la nostra vita è unica. Quale sarà il nostro verso?
Essere cioè artisti. Un artista non è mai infelice. E non possiamo essere artisti della ns vita.
Se devo invece consigliare cose ancor più pratiche direi di leggersi "La recherche" di Proust, e di guardarsi gli ultimi venti minuti del "la vita è meravigliosa" di F. Capra (in cui si capisce che la vita di ognuno di noi è unica).
__________________ Intervista ad Anthony
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