Skorpio Collaboratori

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Registrato: 18 Maggio 2004 Residenza: Italy
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| Postato: 24 Dicembre 2004 alle 00:50 | IP Salvato
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Il silenzio degli innocenti è stato un successo tale (a parer mio meritatamente) da motivare la produzione di un prequel, Red Dragon appunto, tratto dal romanzo di Tomas Harris. In realtà si dovrebbe parlare di un remake poiché nel 1986 da quel soggetto era già stato girato da Michael Mann “Manhunter, frammenti di un omicidio”.
Red Dragon, firmato nel 2002 dal regista Brett Ratner, complice un budget principesco annovera una serie di numeri non da poco tra cui subito si nota un cast d’eccezione: Harvey Keitel, Edward Norton, Ralph Fiennes, Anthony Hopkins... cui si aggiungono alcuni caratteristi ben calzanti le parti che ricoprono: Anthony Heald ancora l’odioso dottor Chilton, Philip Seymour Hoffman nei panni del viscido Freddy Lounds (ci avrei visto meglio Joe Pesci o anche Danny De Vito, ma Hoffmann è comunque molto bravo). Perfetto invece l’attore scelto per impersonare il dottor Alan Bloom (non è che non volessi citarlo, è che non lo ho proprio trovato. In tutti i siti che elencano il cast di questo film è citata l’attrice che fa la sua segretaria (!!) ma da nessuna parte si dice chi interpreta lui! Ho il vago sospetto di averlo già visto, potrei sbagliarmi, mi ricorda vagamente il protagonista di Pet Cemetary. Se lo scoprite, fatemi un fischio…)
Il soggetto è curato addirittura dall’autore stesso dell’omonimo libro originale, Thomas Harris. Un libro che, per inciso, è uno dei migliori romanzi neri che abbia mai letto – certamente migliore del Silenzio degli innocenti. Una vicenda serrata, mozzafiato, che ti disturba e ti affascina al tempo stesso, portandoti fin dentro l’infanzia di un feroce omicida e tratteggiando un ritratto sofferente e indelebile del protagonista, Will Graham. La trama e i dialoghi del film sono in effetti assai fedeli a quelli del libro, anche se il libro è, come spesso succede, più complesso e meno clemente con il pubblico.
La fotografia, la musica, i costumi, la scenografia, mi sembra tutto ben realizzato, adeguato alla storia... eppure il film ne esce moscio come un merluzzo bollito. Non emoziona, non decolla mai, tutto sembra piatto e privo di mordente. Vi domando quindi: secondo voi è un film riuscito? E se non lo è, che cosa secondo voi non ha funzionato?
[PS - posto in spolier e non in Film perché si possano liberamente citare sviluppi essenziali della trama o del finale. E' di un fastidioso dover fare il tip tap ogni volta...]
__________________ Beh, Stefano Re.
Chi sennò?
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Requiem Collaboratori


Registrato: 30 Maggio 2003 Residenza: Italy
Stato Connessione: Disconnesso Messaggi: 6024
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| Postato: 24 Dicembre 2004 alle 09:09 | IP Salvato
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E' un prodotto commerciale pessimo, fatto con l'intento di dare + spazio a Lectar / Anthony Hopkins di quanto si facesse nell'originale dove era relegato a un ruolo piuttosto secondario.
A me ha fatto pena, anche perchè in confronto al più bel poliziesco degli anni '80, fa solo ridere.
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