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PAPER MOON regia di Peter Bogdanovich

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stratoZ     8 / 10  31/08/2026 14:00:52 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Bellissimo road movie di Bogdanovich, a ragione tra le sue opere più celebri - ma comunque la concorrenza è agguerrita -, una commedia agrodolce toccante e sentita, con una coppia di protagonisti a cui è impossibile non affezionarsi e che tramite i simpatici episodi, trasposti con una verve ironica e leggiadra, descrive molto bene il contesto dell'America della grande depressione, andando tra l'altro ad omaggiare un certo tipo di cinema classico, che spazia dalla commedia di Frank Capra, fino ad elementi del neorealismo.

Partendo da un incipit molto semplice, quello di un funerale nel Kansas, in cui a questo venditore di bibbie, che gira porta a porta ad ingannare la gente, viene affidata la bambina rimasta orfana della madre, da accompagnare dalla zia, unica parente rimastale, da qui una serie di peripezie, porteranno i due ad avviare una collaborazione in giro per le strade del Kansas facendo piccole truffe per tirare avanti, è interessante la caratterizzazione dei personaggi, dall'uomo stesso, interpretato da un ottimo Ryan O'Neal, in quelli che considero i suoi anni d'oro - veniva da "Love Story" e "What's up doc?" e poco dopo sarà il protagonista di Barry Lyndon, poco male direi - che mostra la sua attitudine infantile, uno spirito picaresco che lo porta a non accettare le responsabilità della vita, una certa stabilità, ma tirando avanti giorno per giorno, lo stesso elemento riguardante la sua paternità, questione che rimane irrisolta, almeno a livello teorico, con lui che nega continuamente, mostra l'ennesima fuga dalla responsabilità, Addie invece, è agli antipodi, seppur abbia solo dieci anni è già estremamente precoce, addirittura fuma e col suo acume intuisce subito le intenzioni di Moses che la sfrutta per ottenere 200 dollari, pretendendo un rimborso, finendo per diventare il partner ideale, ma questa precocità, dietro alle simpatiche gag, all'acume del personaggio ed alla tenerezza che ispira, fa trasparire un'infanzia finita troppo presto, la perdita della madre come punto di riferimento che la fa crescere velocemente, assieme al disperato contesto di povertà della grande depressione, un adattamento quasi evoluzionistico per tirare avanti, e l'incontro tra i due, lo sviluppo del rapporto, in fondo compenserà le mancanze di entrambi, portando Moses verso una maggiore responsabilità, ed Addie a tornare ad avere una figura di riferimento.

Il film ha tanti pregi, a partire da una sceneggiatura di altissimo livello, come spesso accade nella filmografia di Bogdanovich, dei dialoghi frizzanti e di assoluto valore, tra i battibecchi tra i due protagonisti, con la lingua lunga di Addie che spesso avrà la meglio ed i vari stratagemmi per fare dei quattrini, è un film che rinuncia totalmente al manicheismo, mostrando fondamentalmente due truffatori verso i quali è difficile non provare affetto, capaci di fregare nel modo meno etico possibile, col piano di Moses che va dalle persone a cui è morto un caro parente per vendergli una bibbia a detta sua ordinata dallo stesso prima di mancare, riservandosi però una certa pietà per chi ne ha bisogno, come si vede nel caso della madre con numerosi figli in evidente stato di povertà, a cui alla fine, la bibbia la regalano.

Tante belle sequenze nel corso del loro viaggio, dal lungo episodio riguardante la ballerina conosciuta al luna park, che fondamentalmente vuole spennare Moses, d'altronde, in quel contesto povero e disperato, anch'essa, come i protagonisti, si gioca le sue carte per tirare avanti, venendo poi boicottata dall'astuto piano di Addie, fino al lungo inseguimento che si viene a creare in seguito a quella truffa riguardante gli alcolici, regalando alcuni dei momenti più tesi del film, tra il fermo della polizia e la successiva fuga alla centrale.

Bogdanovich impone una splendida regia, un'immagine limpida, con un bianco e nero contrastato, filtro di una realtà grigia e disillusa, una composizione del quadro straordinaria, che sfrutta spesso un'ampissima profondità di campo, basti guardare alcune inquadrature come quella di Addie che spia la ballerina nella sua stanza da sopra la porta o quella alla biglietteria del treno, quando Moses vuole spedire Addie alla zia, con più piani d'azione e la bambina corrucciata sullo sfondo, passando ad ottimi campi larghi che mostrano le belle scenografie del Kansas e del Missouri, in un'America pittoresca, malinconica e agrodolce.

Molto bello.