Simpatica commedia di Bogdanovich che omaggia le frizzanti screwball comedy della Hollywood classica, impossibile non pensare a "Bring it up baby" di Hawks vista la struttura ed i caratteri, con quell'archetipo dell'uomo studioso, tutto d'un pezzo che verrà cacciato più volte nei guai da questa donna esuberante, una sorta di uragano che stravolge la sua vita così ordinaria, inizialmente con una forte resistenza da parte dell'uomo che però pian piano realizzerà la sua attrazione per lei, il film di Bogdanovich mischia questo elemento sentimentale ad un intreccio quasi da caper movie, con tutta la questione delle borse, per una comica coincidenza tutte uguali, dei clienti di questo hotel che vengono mischiate con risultati esilaranti, il protagonista, studioso fissato con queste pietre ignee, che deve presentare un progetto per ottenere una borsa di studio, verrà risucchiato in una serie di eventi che coinvolgono momenti da vera e propria commedia degli equivoci, tra i vari scambi di queste borse, una con i gioielli di una ricca donna anziana, presi di mira da una coppia di ladri, una con della semplice biancheria intima, un'altra ancora con dei documenti top secret custoditi da due spie che sembrano uscite da un film della ZAZ, insomma si viene creare un mix esplosivo a cui si aggiunge la peculiare personalità dei personaggi, come la fidanzata del protagonista, pedante e possessiva, dando vita ad una serie di scenette molto carine, dall'incontro in farmacia con Judy, in cui iniziano i primi danni, alle varie cene dove la donna si finge la moglie del protagonista, contro la sua stessa volontà, fino a quella lunga scena in cui si trova in camera sua, con il successivo arrivo della fidanzata sospettosa, che porterà alla distruzione dell'hotel, tra la televisione che salta in aria, vetri infranti, addirittura un principio di incendio, coinvolgendo persone che passavano abbastanza casualmente, uno stile iperbolico molto vicino alla commedia slapstick.
Anche se l'apice si raggiunge in quella bellissima e volutamente confusionaria scena dell'inseguimento, in cui praticamente succede di tutto, tutta la parte riguardante quegli operai con la lastra di vetro è da schiantarsi dal ridere, così come il corteo carnevalesco in cui incappano, distruggendo negozi, stand, vetrine, ricordando un po' i lunghi inseguimenti di Buster Keaton, ma anche diverse scene di Blake Edwards - "in diversi capitolo di "The Pink Panther" vi sono inseguimenti simili - finendo poi tutti in mare dopo aver ribaltato San Francisco ed arrivando all'altra comica scena davanti al giudice, che si rivelerà essere il padre di Judy.
Tra dialoghi acuti, spesso anche volutamente parodistici, come tutte le teorie sulle pietre ignee ed altri studi che sembrano superc4zzole, una varietà stilistica impressionante, che spazia dalla screwball comedy allo slapstick, dalla commedia demenziale a quella sofisticata, il film di Bogdanovich è una visione gradevolissima, con due interpreti dall'ottima intesa, una Barbra Streisand esplosiva ed un Ryan O'Neal impacciato che si completano a vicenda.