Era appena iniziata l'era Reagan e la guerra fredda era ancora argomento di forte attualità, è così che Clint, sostenitore repubblicano, realizza questa sorta di film di spionaggio, con un minimo di azione - ma proprio molto poca - che ho trovato parecchio sottotono, il film parla di questo reduce del Vietnam con un'evidente sindrome post traumatica che al posto di essere mandato in terapia, viene ingaggiato per una pericolosissima missione nella quale dovrà infiltrarsi in Unione Sovietica per rubare questo potentissimo aereo di ultima generazione che è possibile comandare col pensiero, tra i motivi principali di questa scelta vi sono il perché sa il russo, vista l'origine della madre, e le misure molto simili a chi comanda l'aereo lì, insomma, già la premessa sembra quasi trash, lo sviluppo invece è più sobrio, l'unico merito che do al film è che comunque per buona parte della durata non ostenta quella pomposità tipica di quel cinema propagandistico anni ottanta, però in compenso, fa quasi addormentare, la parte centrale dovrebbe essere quella in cui viene sviluppata la tensione, che invece latita, tranne qualche scena, come quella all'interno della stazione, in cui il protagonista è braccato dal KGB, uccidendo anche un agente e riuscendo ad uscire poco prima della scoperta del cadavere, o ancora, la scena sul fiume, che si fa apprezzare per l'atmosfera buia e losca, in cui il protagonista viene pedinato, fino ad incontrarsi con altri dissidenti del regime, ma sono due piccoli momenti che si perdono in un mare di mediocrità, andando nel frattempo a lanciare le solite frecciate anticomuniste come la storia dell'aiutante del protagonista che ha la moglie in prigione per via delle proteste e tutta sta roba qua.
Poi si arriva alla parte finale, quella sopra l'aereo, che tra l'altro dura anche una mezz'ora piena, in cui boh, non viene trasmessa la minima adrenalina, per buona parte è il protagonista che viaggia a velocità di crociera mentre le varie basi fanno i calcoli sul carburante o sulla traiettoria, salvo poi riservare negli ultimi cinque minuti un inseguimento dinamico, in cui ovviamente i grandi statunitensi vinceranno perché sono i migliori al mondo.
Tecnicamente anonimo, non rimane quasi nulla, se non un goffo tentativo propagandistico, certo purtroppo Reagan e compagni, no scusate, compari, negli anni successivi si daranno da fare, abbassando ancora di più lo standard.