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UN MERCOLEDI' DA LEONI regia di John Milius

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stratoZ     9 / 10  26/08/2026 15:22:54 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Uno dei miei film preferiti, sarò un po' di manica larga, ma le emozioni che mi trasmette questo film di John Milius, ampiamente il suo migliore, sono troppo forti, la nostalgia, la malinconia, la sensazione del tempo che passa, la maturazione e la crescita, viste attraverso la storia di questi tre amici, il guardare dolcemente indietro rimembrando le esperienze passate, la difficoltà a lasciare andare un certo spirito di spensieratezza per far spazio a nuove responsabilità, andando a rimarcare il passaggio dall'adolescenza alla vita adulta, sempre accompagnata dalla passione per il surf, che diventa l'ultimo punto di contatto di questi tre amici che hanno vissuto tante esperienze insieme, e che il percorso della vita inevitabilmente ha separato il tutto con un'America colma di grandi cambiamenti sullo sfondo, passando in questo arco di 12 anni dai primi anni sessanta alla metà dei settanta, un periodo turbolento tra i cambiamenti della società e la guerra del Vietnam, tra il film di formazione ed una sorta di buddy movie dall'approccio crepuscolare, sequenza dopo sequenza mi travolge con sensazioni agrodolci.

L'azzeccatissima scelta di scandire il film in cinque parti, corrispondenti alle grandi mareggiate, tanto cercate dagli appassionati di surf, ci porta a scoprire la giovinezza di questi tre amici, tra l'altro, a quanto si dice, con diversi elementi autobiografici del regista, che pone nella stessa visione quel velo di malinconia che emerge dai suoi ricordi di gioventù, e l'abilità della narrazione è quella di far percepire il cambiamento capitolo dopo capitolo, rimarcando quel tempo che passa ed eventi e sensazioni che non torneranno più indietro, il primo è quello spensierato, quello in cui i tre fondamentalmente sono dei ragazzini che si godono la vita, pensano al surf ed alle feste, come si vede in quella bellissima scena della festa in casa, lunga, spensierata, in cui emerge un certo spirito di noncuranza, tra tentativi di rimorchio, risse e fiumi di alcool, e quell'inquadratura della porta che si chiude alle prime luci dell'alba, a suggellare una serata che resterà tra i ricordi, nei capitoli successivi viene mostrata la crescita dei personaggi che corrisponde con le prime responsabilità, con Matt che diventa padre, con le dovute conseguenze psicologiche che lo spingeranno verso l'alcolismo, sintomo del suo non metabolizzare del tutto questo cambiamento, Jack, considerato quello più serio, che finirà arruolato nell'esercito per la guerra del Vietnam, che inevitabilmente avrà una forte influenza sulla sua persona - a tal proposito, è stupenda quella scena dell'arruolamento, in cui si studiano tutti i modi più furbi per non finire in Vietnam -, e Leroy che sembra perdersi lontano senza un vero scopo.

La seconda parte, con le successive mareggiate prende presto risvolti amari, la morte di Waxer al fronte, con quella splendida scena sul prato del cimitero a tirare fuori i ricordi del vecchio amico, la scoperta di Frank della nuova vita della sua ragazza, ormai sposata con un altro uomo durante la sua lunga assenza in Vietnam, la parabola di Bear, affezionato produttore di tavole da surf, che passa dall'avere una modesta capanna in riva al mare ad una grande attività, fino a giocarsi tutto in seguito al divorzio, tutti segni tangibili di un presente che si distacca dagli idilliaci ricordi e va verso un futuro incerto.

E poi c'è la parte finale, l'ultima mareggiata, il "Big Wednesday", quelle onde che i surfisti aspettano da decenni, quel punto di ritrovo degli amici che non si vedono da diversi anni, un momento che simbolicamente segna il vero e proprio passaggio all'età adulta, quella bellissima scena di Matt che dona la tavola a quel ragazzino, futura leggenda del surf, porta con sé tutta la malinconia dolceamara del dire addio, con la promessa, ancora più toccante dei tre di rimanere in contatto, di rivedersi, magari è vero, ma chissà quando.

Per il resto, comparto tecnico di ottimo livello, una fotografia tendenzialmente crepuscolare con i caldi colori della California, tra le spiagge ed il sole che si riflette sull'acqua, diverse scene, anche parecchio lunghe, riguardanti il surf, con anche qualche bel virtuosismo, tra inquadrature subacquee e punti di vista particolari come da sotto l'onda, una bella colonna sonora con le canzoni che rispecchiano il tempo, tra Little Richard e Carole King.

Per quanto mi riguarda, un capolavoro, tra i film che sento più miei per le emozioni che mi trasmette.