Tra film di guerra e legal movie, "Hart's War" mi ha leggermente deluso, forse per la verbosità che domina il film e si mangia un po' quelle poche sequenze interessanti, forse per lo sfruttamento delle numerose tematiche che escono dal mare di dialoghi che francamente, restano ben poco, la prima parte prende ispirazione dal tipico film sui campi di prigionia, passando da "Stalag 17" di Wilder a "The Great Escape" di Sturges, per citare i più famosi, la seconda invece, con gli omicidi che danno vita al tutto, è un vero e proprio legal movie, dove il protagonista, un Colin Farrell non particolarmente brillante, da studente di legge dovrà difendere uno degli soldati, accusato dell'omicidio di un sergente.
Discreta la descrizione del contesto, con diversi elementi che mostrano le difficili condizioni di vita, la discriminazione vigente all'interno del campo, dove comunque vigono ancora i ranghi anche tra i prigionieri, senza tuttavia essere particolarmente cruenta, tra diverse trovate anche con una spiccata ironia, come lo stesso teatrino montato dai tedeschi con i loro burattini nazisti che narrano le imprese del fuhrer, procedendo verso una parte finale che riserva un ribaltamento di prospettiva, andando a mettere in gioco svariati elementi, dall'istinto di sopravvivenza, ad un razzismo nemmeno troppo velato, che porta inevitabilmente a scelte scomode, anche se devo ammettere il finalissimo mi ha convinto ben poco, fin troppo carico e con una spiccata dose di retorica di cui avrei fatto a meno.
Registicamente anonimo, un po' troppo statico e concentrato su lunghi dialoghi, delle interpretazioni tutt'altro che memorabili degli attori principali, col buon Bruce Willis dalla doppia faccia, cinico ed eroico.