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CHE BELLA GIORNATA regia di Gennaro Nunziante

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stratoZ     5 / 10  18/08/2026 12:24:36 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Secondo film di Zalone che mostra già un calo rispetto all'esordio, assestandosi a mio parere attorno alla mediocrità, riprendendo un po' l'andazzo del precedente film, con la tematica del ragazzo del sud che emigra al nord in cerca di lavoro, qui il sogno di Checco è quello di entrare nelle forze dell'ordine, dovendo però accontentarsi di lavorare come guardia di sicurezza, assegnato al Duomo di Milano le sue avventure si intrecceranno con quelle di Farrah, giovane ragazza marocchina di cui si innamorerà ma che ha un doppio scopo, adularlo per arrivare a compiere un attentato assieme al fratello, colpendo la madonnina, da qui il film si sviluppa come una classica commedia degli equivoci nella quale pian piano i caratteri tenderanno ad avvicinarsi, con Farrah che rischierà più volte di venire scoperta ma che riuscirà a farla franca per via della poca perspicacia del protagonista, salvo poi prendere di buon cuore il buon Checco.

Nel mezzo troviamo diverse sequenze che alternano discreti momenti ad altri totalmente dimenticabili, certamente alcuni sono proprio macchiettistici, come la scena col padre di Checco e gli islamici che stanno pianificando l'attentato, che verrà sventato grazie alle cozze crude che li terranno al gabinetto tutto il giorno, ma dai, o la famosa battuta sul "bagno libero", i soliti salti mortali che fa Checco quando incontra una donna da cui è attratto, già ampiamente visti nel film precedente, e per finire anche i vari momenti con Herbert, qui nel ruolo del migliore amico di Checco, inesperto con le donne, che fondamentalmente fa qualsiasi cosa dice lui, al punto da trattarlo come uno schiavo, ma tutta la sua storia risulta anche abbastanza inutile ai fini della trama, invece ho trovato simpatica la parte della festa in Puglia, forse perché c'è Caparezza, coi suoi discorsi alla vecchia generazione su Woodstock, Hendrix, i Pink Floyd, ma che riceverà richieste dei soliti pezzi popolari italiani, so come ci si sente caro Michele.

Tutto sommato, ben poca roba.