Simpatica commedia con Harold Lloyd, in cui interpreta un po' quel personaggio che lo ha caratterizzato per buona parte della carriera, il ragazzo timido ed introverso, che deve avere a che fare con un mondo più rude del quale non si sente all'altezza, già la prima immagine è emblematica, il protagonista ancora lattante che ha i suoi classici occhiali tondi, e non è da escludere abbia influenzato Woody Allen, visto il suo usare spesso e volentieri gli occhiali come elemento comico, specie nei contesti più inusuali, il film segue un arco narrativo che passa attraverso il cambiamento del personaggio, dall'iniziale scontro con questo bulletto, contendente della ragazza amata, al compito di scovare e catturare questo pericoloso criminale che minaccia la città, il cambiamento del protagonista passa attraverso l'incontro con la nonna, che lo motiva con un aneddoto sul nonno, durante la guerra di secessione - con annesso flashback in cui il nonno è interpretato sempre da Harold Lloyd, alle prese con i soldati sudisti - e gli dona forza tramite questo amuleto, una sorta di effetto placebo che farà trovare sicurezza all'impacciato protagonista, portandolo ad atti coraggiosi impensabili fino a poco prima, trasmettendo un significato motivazionale su quanto conti la forza di volontà e la predisposizione psicologica per raggiungere determinati obiettivi nella vita.
Il film ha uno stile comico che ricorda i prodotti slapstick del periodo, senza particolari picchi di regia, ma con qualche sequenza tutto sommato carina, come la cattura di "Rolling Stone", il pericoloso criminale, in cui il personaggio, un po' per astuzia, un po' per motivazione, un po' perché aiutato dalla fortuna, riesce a diventare un eroe agli occhi degli altri e soprattutto dell'amata, con anche diverse trovate carine nel percorso che deve fare per portare il criminale alle forze dell'ordine, tra equivoci e goffe cadute, con la macchina che si ritrova ad inseguire il criminale senza conducente, ricordando molto, come in altri prodotti, lo stile di Keaton.