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Clint porta in scena un episodio di cronaca recente riguardante il cosiddetto "Miracolo dell'Hudson", una sorta di salvataggio miracoloso dopo un birdstrinking avvenuto al decollo che mette fuori uso entrambi i motori, con la coraggiosa scelta da parte del protagonista di atterrare sul fiume, dettata dall'esperienza.
Il film presenta due significati cardine, da un lato parla dell'eroismo, l'estrema gratitudine da parte dei passeggeri sopravvissuti, la grande copertura mediatica riservata al comandante, il suo diventare un eroe nazionale per un buon periodo di tempo, con allo stesso tempo un po' quel fenomeno di investigazione da parte degli enti aeronautici che fa da contraltare alla riconoscenza nei suoi confronti, che crea una sensazione di fastidio, le accuse dei freddi membri della commissione, i report sbagliati da parte di vari organismi, continui elementi tecnici che contraddicono la versione del protagonista, andando a creare un discreto pathos sull'esito delle indagini.
L'altro significato, quello principale, riguarda l'umanità, la sostanziale differenza tra le simulazioni proposte dall'accusa e l'effettivo istinto del protagonista, la potenziale fallacia dell'uomo, compensata dall'enorme esperienza del protagonista, il voler dimostrare un suo errore tramite queste simulazioni computerizzate, creando un effettivo contrasto, mettendo in gioco i sentimenti, le emozioni, il forte senso di responsabilità nei confronti degli oltre centocinquanta passeggeri a bordo del velivolo, che in fondo, è irreplicabile, in una situazione di calma, da computer o umano che sia.
Film che nel montaggio ho trovato un po' macchinoso, va bene concentrare l'enfasi sull'evento, ma praticamente questo atterraggio d'emergenza viene ripetuto tipo quattro volte da diversi punti di vista, con addirittura altri momenti immaginati dal protagonista con l'aereo che si schianta tra i grattacieli, come in un incubo, visivamente discreto, con una fotografia tendenzialmente povera di colore, che rappresenta bene il contesto, tra una freddissima New York di gennaio, le rive ghiacciate dell'Hudson, i paesaggi innevati ed il grigio sia degli aerei che dei grattacieli, una coppia di protagonisti tutto sommato interessante, Tom Hanks composto ma empatico nel ruolo del comandante, affiancato da un Aaron Eckhart nel ruolo del più giovane assistente, più irruento.