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POLYESTER regia di John Waters

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stratoZ     7½ / 10  05/08/2026 12:25:53Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

"Polyester" segna un cambio di rotta per John Waters, passando dallo stile grezzo, arrabbiatissimo, scabroso, con grossi inserti di gore e disgusto, ad una commedia più imbellettata, pur mantenendo un'attitudine sopra le righe, una critica alla borghesia evidente che sgorga da tutti i pori, l'autore, almeno all'apparenza, mette un fiocchetto alla sua opera, eppure rimane un film fortemente corrosivo, poco cambia se al posto delle roulotte disastrate ci sono le belle casette dei sobborghi di Baltimora, poco cambia se la i colori desaturati e la camera sgranata vengono sostituiti da tonalità pop più vicine al cinema di largo consumo che ad un film di soli quattro anni prima del regista, il nuovo stile risulta coerente, ancora estremamente divertente ed ancora pieno di uno spirito dissacrante verso la società americana.

Qui Divine interpreta una casalinga di Baltimora, che abita nella sua splendida casetta, che tiene molto al giardino, ai mobili, con due figli, un marito e dei valori, essendo molto religiosa, peccato che i suoi familiari siano agli antipodi, il marito possiede una catena di cinema a luci rosse - ed anche qui, Waters fin dalle prime sequenze non rinuncia a mostrare i manifestanti bigotti contro l'apertura di una nuova sede -, una figlia che frequenta dei ragazzi che non sono esattamente dei modelli da seguire - anche qui, altra splendida sequenza, quando esce di casa col ragazzino tutto sistemato, per farsi vedere dalla madre, e dopo lo manda a cag4re per andare col teppista che gira con la mazza da baseball -, ed infine il figlio che è una sorta di criminale che si diverte ad azzoppare la gente in giro per la strada calpestando i piedi, tra l'altro, una delle gag meglio riuscite del film che più volte si propone come un leitmotiv e mi ha fatto ridere di gusto.

La narrazione approfondisce i caratteri ed i rapporti, soprattutto, la burrascosa relazione dei coniugi, col marito che ha l'amante e presto lascerà la donna, che a sua volta architetterà una vendetta, il film a tal proposito presenta numerose sequenze iconiche, tra i tentativi di consolazione della vicina con frasi stereotipatissime, al tentativo di suicidio da parte di mezza famiglia, con annesso anche il cane che si è impiccato ed ha lasciato un messaggio di addio, meraviglioso, alle forti sequenze riguardanti l'aborto, con la figlia rimasta incinta che si scontra con la mentalità borghese della madre, provando anche ad abortire dando colpi di pancia agli spigoli dei mobili, fino alle scabrose scene degli stupri dei manifestanti davanti alla clinica per abortire, dimostrazione che la vena corrosiva del regista era, più che mai, ispiratissima.

Altra opera divertentissima e dissacrante di Waters, cinica e sopra le righe, che continua a sputare veleno sulla società americana ma adesso il veleno è verde pastello.