Capolavoro di Clint ed uno dei western più belli di sempre, tra i capisaldi del western crepuscolare, è un'opera che approfondisce meravigliosamente una demitizzazione del west iniziata anni addietro Ford e compari - "The man who shot Liberty Valance" su tutti -, portando il genere alla definitiva maturazione, è incredibile la descrizione del contesto che il film propone, la totale caduta dei valori, la scomparsa dell'etica, del buonsenso, dell'umanità, il west rappresentato come una bolgia infernale dove la stessa legge che dovrebbe difendere i più deboli si piega a dinamiche di convenienza anche a discapito di questi ultimi, dove la violenza e la crudeltà fanno da padrone, dove non vi è più il tanto millantato codice o l'onore, ma soltanto una serie di persone infime che sguazzano nel fango.
Con una sceneggiatura semplicemente clamorosa, Clint ci porta in questa cittadina del Wyoming, Big Wiskey, dove una prostituta viene violentemente sfregiata da un cowboy ed il suo complice, richiedendo l'intervento dello sceriffo che punisce l'uomo con un banale debito pagato in cavalli, tra l'altro nei confronti del proprietario del locale, e già da qui si intravede la considerazione per le prostitute, non trattate come esseri umani, quanto come oggetti e fonti di guadagno, praticamente ci sarebbe stato un rimborso maggiore se avessero rotto qualche sedia, da qui, le donne per ribellarsi, raccimolano mille dollari e mettono una taglia sulle teste dei due colpevoli, questo porterà diversi cacciatori di taglie verso la città alla ricerca dei due uomini, ma anche causerà una vera e propria politica dispotica e violenta da parte dello sceriffo per scoraggiarne l'arrivo.
La sceneggiatura si dipana inizialmente seguendo due linee narrative, il contesto della città ed il viaggio di questo trio verso la stessa per cercare di ottenere quella taglia, la prima linea narrativa mostra ed approfondisce la figura dello sceriffo, Little Bill, interpretato da un immenso Gene Hackman, uno dei personaggi chiave per la rappresentazione della decadenza etica e morale del film, Bill fondamentalmente è un uomo di legge che commette costantemente abuso di potere per proteggere i suoi interessi o quelli delle persone a lui vicine, la straordinaria sequenza riguardante la cattura di English Bob, primo cacciatore di taglie arrivato in città, di una violenza e crudezza da far rabbrividire, ne è la prova, l'esplosione di botte e percosse, soltanto a scopo precauzionale, per scoraggiare il resto dei cacciatori, fanno sorgere delle contraddizioni nei confronti della stessa legge e della sua applicazione, così come i successivi metodi di tortura per estorcere informazioni che porteranno ad un drammatico esito ed il conseguente scontro finale. La seconda linea narrativa invece approfondisce i tre personaggi alla ricerca della taglia, vi è il giovane Kid, una sorta di pistolero alle prime armi, molto insicuro e che ha qualche problema di vista, non il profilo ideale per quel mestiere, che in fondo rappresenta l'abbaglio del mito del west nei confronti del giovane, il suo percorso, è una progressiva disillusione verso tutto quello che prima idealizzava, l'atto stesso dell'uccisione, la figura del duro, tutti smontati davanti ai propri occhi al punto da portarlo il più lontano possibile da quel mondo, poi vi è Will Munny, interpretato dallo stesso Clint, un vecchio cacciatore di taglie, un tempo temutissimo per la sua crudeltà, che ha causato diverse stragi con anche vittime donne e bambini, ora passato ad una vita pacifica con i figli e la moglie che è venuta a mancare, che tuttavia, verrà tentato da Kid ed a malincuore accetterà di tornare sul campo perché quei soldi possono essergli molto utili, lui è un po' quella rappresentazione dell'ideale del vecchio west ormai in decadenza, è un personaggio che si vede è evidentemente arrugginito, visto che non riesce più a sparare tanto bene o a salire a cavallo a primo colpo, un personaggio che ha intrapreso un rigido percorso di redenzione, ma che la tentazione del denaro, e della vendetta successivamente, riescono a farlo traballare, con lui un vecchio collaboratore, Ned, interpretato da Morgan Freeman, anch'esso arrugginito e non più capace di fare il duro come un tempo.
Il film nel suo sviluppo propone una messa in scena straordinaria, Clint dirige alcuni momenti semplicemente perfetti sia sotto il punto di vista formale che quello semantico, con un realismo incredibile che spezza la narrazione mitologica, come nella prima sequenza di omicidio di uno degli uomini con la taglia sulla testa, in cui tutti e tre i cacciatori continuano a fare cilecca e lo uccidono goffamente dopo svariati tentativi e solo perché era caduto da cavallo, o la seconda esecuzione, quella nella latrina, posto in fondo perfetto per rappresentare il marciume del contesto, niente primi piani alla Leone, niente rappresentazione edulcorata, solo un uomo sul gabinetto che viene colpito da tre proiettili mentre è inerme, una demitizzazione che si vede anche nella figura dello scrittore che accompagnava Bob l'inglese, il suo biografo che stava scrivendo un libro su di lui, la splendida scena in cella dove Bill smonta il mito di uno dei suoi duelli più famosi, correggendo dettagli fino ad allora trasposti come epici ma che in realtà sono frutto di bassezza morale ed anche un po' di fortuna.
Tecnicamente straordinario, poco da dire, con una fotografia bellissima che privilegia i colori caldi, le scenografie naturali così incontaminate, così sublimi, fanno da contraltare a delle vicende umane meschine ed infime, un montaggio calibrato alla perfezione che impone un ritmo ideale sia per seguire l'azione che per riflettere sulle vicende che circondano i personaggi, un film dalla scrittura intelligentissima, dove ormai bene e male si annullano, da qualsiasi parte la si veda, non vi sono eroi, solo esseri crudeli e senza scrupoli, il west lontano dalla sua narrazione romantica, il west dove gli ultimi non sono mai tutelati, dove vince il più forte, il più dispotico, chi è disposto alla crudeltà più grave pur di raggiungere i propri scopi.