stratoZ 7½ / 10 oggi alle 12:15:55 » Rispondi ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER
Buonissimo horror dell'esordiente Curry Baker che parte da un soggetto semplice e riesce a svilupparlo in maniera pressoché ottimale sia sotto il punto di vista del messaggio, sia sotto quello della tensione, la regia, uno dei punti di forza del film, è ottima nel suo trasporre questa escalation ansiogena e tesa, con la costante costruzione di un personaggio, quello di Nikki, che diventa progressivamente più imprevedibile, più iracondo, più ossessionato dal protagonista, la sceneggiatura è capace di creare anche un discreto background dei personaggi, che fondamentalmente sono in quattro, tutti colleghi di lavoro in questo negozio di strumenti musicali, tutti che escono insieme da parecchio tempo, le cui storie d'amicizia e di passione si intrecciano, ed è interessante vedere il mutare dei rapporti, le apparenze che nascondono scheletri nell'armadio importanti - la storia occasionale tra Ian e Nikki -, tutta l'insicurezza iniziale del protagonista che innocentemente spezza un bastoncino per esprimere un desiderio, che porterà la sua vita alla rovina.
Obsession in fondo parla dei rapporti di coppia moderni, con dei protagonisti molto giovani, a tratti inesperti, andando a sviscerare nella seconda parte la dipendenza emotiva, qui ovviamente, dire che è iperbolica è un eufemismo, la possessività, la ricerca di attenzioni, fino alle più estreme conseguenze e sotto questo punto di vista, mi ha ricordato il cinema di Zulawski, anche se la componente stilistica tende ad essere sostanzialmente differente, ma quantomeno ne condivide la componente esagerativa, Baker impone una splendida tecnica, vuoi per le belle inquadrature ravvicinate, che privilegiano i primi piani, vuoi per una fotografia molto gradevole, con un forte uso della penombra, un blu notte suggestivo e qualche trovata semantica efficace - le diverse inquadrature di Nikki in cui il volto è oscurato, a presagire eventi sinistri - ma probabilmente quello che eleva il tutto è il sonoro, con un uso intelligentissimo della colonna sonora, delle urla strazianti, dei silenzi, spesso intermezzi prima dell'ennesima crisi e l'ennesima escalation verso la follia, creando una vera e propria spirale di angoscia e terrore che lacera lo spettatore - e qui è difficile non pensare alla Adjani di "Possession", ma anche a diverse altre protagoniste dei film di Zulawski -.
Diversi momenti di alta fattura, è un film in cui il gore è misurato, per una buona prima parte la violenza è perlopiù psicologica, si insinua nello spettatore creando inquietudine, ma nella seconda si scatena per bene, basti pensare alla scena della macchina, dell'omicidio di Sarah, così impattante, così sconvolgente o l'ottimo finale, in cui il ritmo subisce un'accelerata inusuale.