Interessante western crepuscolare di Clint, non tra i suoi picchi registici, tantomeno attoriali, e bisogna ammettere, neanche un portento di originalità, considerata la tematica trattata, ma è un onesto film che nella sua ottima ricostruzione e nel suo incedere colmo di pathos riesce a trasmettere un forte coinvolgimento nelle vicende di questi cercatori d'oro ed il loro conflitto con La-Hood, imprenditore senza scrupoli e dispotico che per espandere il suo business punta a cacciare via questi cercatori che legittimamente si sono stabiliti nel posto, arrivando ad adottare metodi ben poco ortodossi.
Il film introduce subito il contesto, quello di un luogo remoto del far west dove i cercatori ormai da tempo vengono minacciati dagli uomini di La-Hood, la prima sequenza già di per sé è parecchio straziante, con questo assalto alle famiglie dei cercatori, in cui vengono coinvolti innocenti animali, gente anziana, donne e bambini, con i cercatori che temono anche di recarsi in città per paura di ripercussioni su di loro, è qui che durante l'ennesima angheria subita da uno dei cercatori spunta il personaggio di Clint, che si rivelerà presto essere un prete, e vista anche la sua natura così astratta, è probabilmente una metafora della divina provvidenza, una sorta di incarnazione della fede che interviene al momento giusto per salvare l'innocente e punire i cattivi, non è casuale la lettura di alcuni passi dell'apocalisse da parte della giovane Megan, quando arriva per la prima volta in casa il personaggio, così come non è casuale il suo materializzarsi proprio nei momenti di maggiore bisogno, come appunto la prima apparizione, in cui il povero Hull le sta prendendo di santa ragione dai bulletti che lavorano per La-Hood, o la scena della violenza sessuale, in cui rispunta a cavallo poco prima che possa consumarsi.
Il film nella seconda parte diventa un vero e proprio tira e molla tra le due fazioni, in una sfida inizialmente psicologica che mette alla prova i principi ed il coraggio dei cercatori d'oro, con la costante presenza minacciosa delle conseguenze che arriveranno se non lasciano il territorio all'imprenditore, e da qui ovviamente vi è quella non troppo velata critica all'avarizia umana, il sistema capitalistico in fase di espansione che non si fa scrupoli a commettere barbarie pur di guadagnarci sopra.
Ben dosato nel pathos, capace di alternare delle ottime sequenze di stampo più action, come le sparatorie, ovviamente immancabili nel genere, con delle atmosfere pedanti e di costante minaccia, Clint nel suo ruolo più tipico, imperturbabile vendicatore divino e delle splendide ambientazioni, in un west montuoso e florido, valorizzato anche da una buona fotografia, non male.