Terzo capitolo della trilogia e devo dire, per quanto mi riguarda mantiene gli splendidi livelli dei primi due, pur essendo diverso nella struttura, l'ho apprezzato per i suoi toni più cupi, per i suoi dialoghi più disillusi, per il suo adattare lo stile e le tematiche dei precedenti capitoli alla fase della vita vissuta dai due personaggi principali, qui in vacanza in Grecia, già la sequenza d'apertura parla da sola, con Jesse che saluta il figlio avuto con la ex moglie, che purtroppo vede poche volte l'anno e sta crescendo senza di lui, venendo mangiato dalla malinconia, portando ad un lungo dialogo in macchina dove vengono anticipati i dissapori tra la coppia, ormai stabile dopo quel secondo incontro a Parigi e con due gemelle nate dalla relazione, la prima parte è ottimizzata per approfondire il contesto, introducendo per la prima volta anche altri personaggi rilevanti, coppie che mettono in evidenza il loro punto di vista, il vecchietto saggio, che ha trascorso le stesse esperienze delle coppie più giovani e sembra arrivato ad un livello di consapevolezza che lo porta verso una pacifica accettazione, introducendo la seconda parte, col regalo da parte degli altri ospiti alla coppia protagonista di una notte in una stanza d'albergo tutti soli senza dover badare ai bambini, venendo premiati dopo un'estate passata a tenerli a bada.
Questa seconda parte è il cuore del film, che sprigiona tutto il significato intrinseco, quella che dovrebbe essere una bolla di felicità, come accadde nel primo film nella scena del parco, purtroppo si trasforma in un lunghissimo confronto tra i due, che per via di conflitti non risolti e divergenze di opinioni si ritrovano a dibattere sulle principali falle della loro relazione, dopo un iniziale tentativo di godersi una serata d'intimità una telefonata del figlio di Jesse farà scaturire il lungo confronto, che mette in risalto questioni tipiche di quel periodo della vita, il grosso rimpianto di Jesse nel non poter assistere alla crescita del figlio, complice la conflittualità della ex moglie, cercando di rimediare volendosi trasferire in America, il nuovo lavoro offerto a Céline a Parigi, incompatibile con la richiesta di Jesse, sembra portare i due in posizioni sempre più distanti ed a tratti inconciliabili, è nell'altalena emotiva di queste conversazioni che si percepisce tutta la precarietà del rapporto, andando costantemente ad intaccare ogni certezza data per scontata fino a quel momento, andando a toccare anche importanti tematiche come la condizione della donna nella coppia, esausta di doversi occupare da sola di figli e faccende domestiche, rivendicando il diritto alle ambizioni lavorative, ed andando pian piano a toccare punti della relazione sempre più suscettibili, fino alla rottura finale, che sembra portare i due all'epilogo.
Il finale, come accade per ogni episodio della trilogia, è la ciliegina sulla torta, ed anche qui l'ho trovato particolarmente toccante, il siparietto imbastito da Jesse per farsi perdonare, come ad annullare tutto l'astio scatenato durante la serata, creando uno scenario in cui i due ripartono da capo, colpisce e fa riflettere coerentemente alle tematiche già trattate nei precedenti capitoli, anche qui, la Celine ultraottantenne, consiglia a sé stessa più giovane di godersi il momento, nonostante la consapevolezza dei problemi sia ben presente.