Secondo episodio della trilogia di Linklater, che dire, per quanto mi riguarda è bello tanto quanto il primo, ne prende l'impianto e lo adatta alla nuova condizione dei protagonisti, condizione che è stata influenzata dallo scorrere del tempo e dalle vicissitudini della vita, portando con sé una fortissima malinconia, facendo emergere pian piano, dialogo dopo dialogo, una componente emotiva devastante, una sceneggiatura scritta benissimo che parte da un'iniziale freddezza, in quell'incontro alla libreria nella quale Jesse sta presentando il nuovo libro ed incontra per la prima volta dopo nove anni Céline, partendo col presupposto di fare una breve passeggiata prima di scappare in aeroporto per tornare in America, è qui che iniziano a riemergere tutte le sensazioni del passato, che avevamo lasciato alla fine del primo film, ma se lì i due protagonisti erano a malapena ventenni, con ancora tanta strada da fare e tanti sogni all'orizzonte, qui passati nove anni i due iniziano a fare i conti con la propria vita, e la sensazione che si respira per buona parte di durata è questa, giocando fin dalle prime battute con quel "what if" del promesso e mai mantenuto nuovo incontro a Vienna, nel quale per un crudele scherzo del destino, Celine non ha potuto prendere parte, i due passeggiano per una Parigi poetica, tra vicoletti pittoreschi e gli scorci della Senna, rievocando gli episodi e le sensazioni del passato, il vissuto in comune che riporta le emozioni di quella notte, passando da quell'iniziale nostalgia alla consapevolezza di un presente grigio e poco stimolante per entrambi, con Jesse incastrato in un matrimonio che sembra stargli stretto e Celine in una relazione che traspare particolarmente algida dalle sue stesse parole, il progressivo aprirsi dei due, l'entrare in sintonia dopo l'iniziale freddezza dovuta dal tanto tempo passato distanti, porta ad una vera e propria analisi della loro condizione, che fa evidentemente trasparire l'amore provato e ricambiato dai due, che non è mai potuto sbocciare per ovvi motivi, compreso quell'errore di gioventù, chiamato così dagli stessi, di non essersi scambiati il numero, pensando di ribeccarsi presto ma poi venendo trascinati altrove dalle vicissitudini della vita.
La parte finale, per intenderci, quella in appartamento di Celine, è forse uno dei picchi del film, riservando un epilogo poetico, toccante, con quei pezzi alla chitarra tanto richiesti da Jesse, l'evidente riferimento alla loro storia, il sentimento che sgorga prepotentemente ed imbastisce quella dicotomia tra un pragmatico ritorno ed il desiderio di restare, per una volta, c'è un lieto fine che ho apprezzato tanto e mi ha scaldato il cuore.
"Before Sunset", come il precedente ed il successivo, lo ritengo una perla del cinema sentimentale, emozionante, toccante, scritto divinamente e con due attori totalmente immersi nei loro ruoli che trasportano lo spettatore nel loro viaggio emotivo, una regia estremamente semplice, che segue i due senza ellissi temporali.