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ALIEN regia di Ridley Scott

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stratoZ     8½ / 10  17/06/2026 12:22:45 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Secondo e penultimo film di Ridley Scott, prima della sua tragica scomparsa dopo l'uscita di "Blade Runner", dopo la quale verrà sostituito da un sosia senza talento, "Alien" è ormai un macigno della fantascienza, un film che rielabora i modelli degli anni cinquanta, le paranoie sugli alieni, il terrore proveniente dall'ignoto spazio, prendendo spunto da alcune opere di culto come "Terrore dallo spazio" del nostro Marione Bava, donando nuova linfa al genere, il principale pregio del film è la straordinaria gestione della suspense, Scott sbizzarrisce tutto il suo talento registico e regala un'opera tesissima, nella quale il disperato contesto e l'inattaccabilità della creatura contribuiscono a creare un terrore viscerale che scende negli istinti di sopravvivenza più reconditi dello spettatore.

Il film parte da un incipit molto basico, in un futuro relativamente lontano questa nave commerciale nello spazio capta un segnale di soccorso proveniente da un pianeta ignoto, da qui i membri dell'equipaggio hanno l'obbligo di andare a controllare cosa sia successo, durante la spedizione nel pianeta uno di loro viene attaccato da questo mostriciattolo che si incolla alla sua faccia, quello che diventerà il famoso facehugger, da qui inizia una spirale di terrore per i componenti della spedizione, nella quale vi è una vera e propria convivenza con questo mostro sconosciuto, che proprio per la poca consapevolezza di cosa si ha di fronte mette un'inquietudine incredibile, Scott gestisce benissimo i dettagli, dando pochi indizi alla volta, basta una semplice incisione al parassita, che mostra come il suo sangue riesca ad essere corrosivo anche per i metalli dell'astronave, per mettere in allerta lo spettatore sul pericolo, andando poi a sviluppare sequenze sempre più tese, dall'improvvisa morte dell'uomo inizialmente infettato dal facehugger, che travolge i membri come un fulmine a ciel sereno, liberando questa creatura ancora in fase post embrionale, alle straordinarie sequenze successive dove i membri dell'equipaggio provano a trovarla e farla fuori, con lo xenomorfo completo che regala momenti incredibili, la morte di Brett, nella penombra dell'astronave, col gatto spaventato che corre a nascondersi, il sonoro che sfrutta benissimo quei pochi momenti di silenzio per avvolgere lo spettatore nel terrore, prima della comparsa del mostro, o ancora, il secondo tentativo, con Lambert che prova ad espellerlo tramite i condotti di areazione ed il sensore che picchia sulle orecchie dello spettatore in maniera sempre più ansiogena, venendo a contatto con la definitiva consapevolezza della perfezione del mostro.

Il film ha anche dei sottotesti politici interessanti, come si vede nella parte centrale, nella quale si scopre la vera natura di uno dei membri dell'equipaggio, essendo un robot programmato dall'ente dietro il viaggio per proteggere la stessa creatura in quanto potrebbe essere fondamentale sotto il punto di vista della ricerca scientifica, lanciando pure un interessante dilemma etico, tra la sopravvivenza dell'equipaggio ed un eventuale grosso progresso nella ricerca, ma l'istinto di sopravvivenza dell'uomo qui riesce a prendere velocemente il sopravvento.

Le sequenze finali, riescono ancora a tenere la tensione altissima, i momenti del countdown, nel quale lo spettatore percepisce il tempo che stringe prima dell'esplosione, e l'ultima botta di tensione nella navicella di evacuazione, suggellano una perla di fantascienza e tensione, un film straordinario registicamente, con un utilizzo degli spazi incredibile, una regia che tende a privilegiare primi piani ed inquadrature ravvicinate, aiutata da una scenografia soffocante, con l'astronave così buia e dal poco spazio sopra la testa, creando un vortice di claustrofobia nella quale il terrore dell'ignoto è dietro l'angolo, nella quale la creatura potrebbe sbucare da qualsiasi lato, un sonoro ed una fotografia altrettanto grandiosi per un film splendido.