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LA PAURA regia di Roberto Rossellini

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stratoZ     6½ / 10  15/06/2026 12:18:47 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

L'ultima collaborazione tra Rossellini ed Ingrid Bergman è uno di quei film considerati minori del regista, che tuttavia ho apprezzato abbastanza per il suo distinguersi dall'opera precedente e successiva, inglobando all'interno delle tematiche e dello stile tipico di Rossellini delle influenze noir, ben presenti, che si ripercuotono in una interessante caratterizzazione psicologica, specie della protagonista, che si sposa bene con la descrizione del contesto del tempo.

Con una durata risicata ed un plot molto semplice, il film ci introduce subito nella vita della protagonista, donna sposata, di grande successo lavorativo, che dirige una ditta farmaceutica col marito che lavora per lei e prova una forte riconoscenza nei suoi confronti per come ha salvato la ditta e l'ottimo modo di dirigerla, con anche due figli, sembra una vita quasi perfetta di una donna in carriera, tuttavia il personaggio nasconde uno scheletro nell'armadio, ovvero la presenza di un amante, è per via di questo fattore che un bel giorno una donna, che in precedenza aveva avuto una relazione con lo stesso amante, si presenta per ricattarla, da qui inizia un vero e proprio tira e molla, che metterà la protagonista alle strette, acconsentendo al primo ricatto dandole il denaro chiesto, ma con la ricattatrice che si frà sempre più avara ed alzerà ogni volta le pretese, tramite questo semplice meccanismo il film va ad analizzare la delicata psicologia del personaggio, la Bergman dipinge una donna che vive in questo perenne contrasto tra il continuare a pagare purché non si sappia il misfatto, vivendo in una situazione di continua pressione, e finalmente cedere dicendo la verità, liberandosi da questa morsa ma venendo bollata a vita, ovviamente questo timore viene enfatizzato dal contesto dell'Italia degli anni cinquanta, un paese che ricordiamo, al tempo ancora non permetteva il divorzio, e che avrebbe creato non pochi problemi alla donna accusata di adulterio, lasciando la protagonista in un dilemma intrattabile, in cui la tensione cresce assieme alla posta in gioco, che corrisponde alle richieste sempre più spropositate della ricattatrice.

Nel complesso un discreto dramma con venature noir, una Bergman come al solito grandiosa nel trasmettere ottimamente la psicologia del personaggio, una gestione del pathos sapiente, che forse pecca di qualche momento frettoloso di troppo, complice la durata poco corposa ed ovviamente il finalaccio, evidentemente messo lì per esigenze produttive.