Il solito thriller d'azione arzigogolato di Guy Ritchie che funzionicchia ad intermittenza come intrattenimento ma si perde in un macchiettismo esagerato che ormai da quasi vent'anni nel suo cinema funziona ben poco, sono lontani i tempi di The Snatch o Lock & Stock, eppure il regista britannico ancora ci prova con l'ennesima riproposizione, quantomeno stilistica, cambiando solamente il contesto in cui opera, la formula è semplice, epicità, adrenalina ed ironia, supportati da un cast particolarmente prestante fisicamente, dai due assistenti Cavill e Gyllenhaal che sprizzano testosterone da tutti i pori, ma sardonicamente vengono resi omosessuali, alla bellezza latina di Eiza Gonzalez, che propone il classico contrasto tra l'aspetto di bambolina apparentemente innocua ed una mente geniale che mette in crisi anche un miliardario senza scrupoli ed il suo gruppetto di assistenti, tra avvocato, contabile ed annesse forze armate profumatamente pagate.
Il film propone un continuo braccio di ferro tra il team di riscossione e la troupe del viscido miliardario, con una prima parte carichissima di dialoghi in cui il tutto si infittisce nella fase della pianificazione, andando anche un po' troppo oltre con gli spiegoni di questi piani elaboratissimi, riprendendosi in una seconda parte agli antipodi in cui l'action detona e regala alcune sequenze tutto sommato gustose, come la sparatoria derivante dall'imboscata al bar, o la lunga sequenza di fuga dall'isola in cui iniziano a fioccare le moto tamarre, gli inseguimenti in elicottero, detonazioni a destra e manca tra depositi che saltano in aria, bazooka che spuntano per dare effetti pirotecnici, anche se la sensazione a fine visione è quella di una scrittura poco ispirata nella quale i risvolti risultano forzati e non basta la simpatia ironia di fondo a giustificare il tutto.
Alla base della vicenda viene inserito anche un sottotesto che evidenzia come entrambe le parti, sia l'agenzia di prestiti che l'imprenditore che non restituisce il miliardo, risultino i cattivi, senza fare grosse distinzioni, trattando entrambi come due squali del capitalismo con una caratterizzazione francamente puerile - come si vede nelle scene in cui il miliardario frigna per il suo jet o la sua nave - facendo restare tutto - volutamente - su un livello di superficialità che fa dimenticare qualsiasi significato dieci minuti dopo la fine del film.