Tengo na femmina a Messina cu u punti ma fazzu prima Tengo na femmina a Caltanissetta cu u punti ma fazzu qiu in fretta Tengo na femmina a Canicattì cu u punti ma fazzu ogni dì Tengo na femmina a Milazzo cu u punti ce do
Il fortunato esordio di Checco Zalone al cinema è una commedia che tutto sommato trovo accettabile, diciamo che per me è una sufficienza molto stentata, non ne sono mai andato matto ma alla fine qualche gag carina sparsa qua e là c'è, alternata ad altre che trovo assolutamente impalpabili.
La storia è quella di Checco che è un aspirante cantante pugliese che un bel giorno viene lasciato dalla fidanzata perché non ha prospettive per il futuro e decide di partire per Milano alla ricerca del successo, da qui inizierà un viaggio a contatto con una realtà diversa che va a toccare svariati argomenti, dalle vicende del cugino omosessuale, che convive col compagno da dieci anni ma tiene tutto nascosto alla famiglia perché non la prenderebbero affatto bene, con annessi diversi momenti da commedia degli equivoci in cui deve ingaggiare una fidanzata falsa per non far scoprire nulla ai genitori, passando per il razzismo nei confronti dei meridionali, con la famiglia della ragazza di cui Checco si innamora, il cui padre è un importante membro del partito del nord, chiaro riferimento ad un altro famoso partito padano.
Il viaggio di Checco alterna diversi momenti all'interno di un ampio registro, che passa da tratti più drammatici alla sua tipica commedia demenziale, ovviamente, il dramma è la parte peggiore, come al solito una bella mazzata sulle palle, invece le gag demenziali funzionano ad intermittenza, mi vengono in mente gli svariati siparietti che si vengono a creare, personalmente ritengo le parti migliori siano quelle musicali, come l'iniziale imbarazzante dedica ad Angela, o ancora le due famose scene, quella al locale pieno di omosessuali con la canzone che mette in imbarazzo tutti e la scena alla festa del partito del nord con annessa ampolla piena di acqua purissima.
Altre sinceramente le ho trovate blande, come la scena della cocaina in bagno, simpatico equivoco che non mi ha mai fatto ridere o gli svariati momenti con Marika, la sua storiella col professore sposato, i continui alti e bassi con Checco, tra illusioni, pentimenti, ripensamenti e via dicendo, fino alla parte finale che obiettivamente è di una banalità immensa.
Nel complesso è uno dei meno peggio di Zalone, a tratti gradevole, ma peggiorerà in futuro.