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FRANCESCO, GIULLARE DI DIO regia di Roberto Rossellini

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stratoZ     8½ / 10  01/06/2026 12:32:37Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Bellissimo film di Rossellini che traspone le vicende più famose della vita di San Francesco attraverso il suo stile limpido, semplice, minimale, sposandosi perfettamente col significato della vita dell'uomo rappresentato, fatta di umiltà, generosità ed essenzialità, ricorrendo ad attori non professionisti, fatta eccezione per Fabrizi che fa una piccola parte in uno degli episodi, la storia di San Francesco è trattata in maniera estremamente semplice, un film quasi del tutto ambientato all'aperto tra le belle campagne del centro Italia, teatro della predica e delle gesta di un uomo seguito da una serie di discepoli, guidandoli verso la diffusione della parola cristiana e verso la carità, non è da escludere che il film in questione sia una delle principali influenze su "Il vangelo secondo Matteo" di Pasolini, col quale presenta molti punti in comune.

La narrazione scandaglia la vita di San Francesco tramite brevi episodi, concentrandosi spesso anche su figure adiacenti, come Fra Ginepro, protagonista di diversi momenti fondamentali e Giovanni il semplice, uno degli aspetti più apprezzabili è la visione non agiografica che il film propone, anzi San Francesco non è rappresentato come un'entità divina, è un uomo, e come tale è fallace, la sua stessa predica non è per forza infallibile, uno degli aspetti di questa santità è proprio come non venga riconosciuta dalla popolazione, spesso distante e persa nel peccato, Francesco sembra vivere in una sorta di bolla di pace e gratificazione assieme ai suoi fratelli, ma il resto del mondo è ben diverso, più predisposto verso il contrasto, come si vede appunto nel famoso episodio riguardante Nicolaio, nel quale Fabrizi propone una sardonica rappresentazione del nobilotto medioevale tanto legato ai suoi averi quanto avvezzo alla violenza, o lo stesso allevatore di maiali con cui Fra Ginepro si scontra più volte per aver rubato una zampa, tanto desiderata da un altro frate infermo, è un mondo legato al denaro, ai beni materiali, nel quale Francesco ed i suoi fratelli vengono guardati come dei matti, venendo spesso cacciati o derisi, riportando in voga l'interessante concetto che riguardava lo stesso Gesù, di una santità riconosciuta solo a posteriori, solo una volta che l'istituzione la ufficializza, e qui c'è anche un lieve punto di contatto con l'opera di Dreyer, ma non voglio perdermi oltre.

Ancora, altri diversi episodi degni di nota, come lo splendido incontro col lebbroso nella selva, uno dei pochi momenti ambientati di notte, o la cena con sorella Chiara.

Nella sua oretta e venti scarsa di durata, il film trasmette delle emozioni tanto positive quanto dirette, e parlo da persona non credente, Francesco ha un approccio alla fede ben diverso dal semplice dogma applicato dal clero, ha un approccio universale che tocca i temi esistenzialisti, che si discosta dallo struggersi quotidiano, fermandosi un attimo ad ammirare le bellezze della natura ed essere grati di far parte di un disegno più grande, indipendentemente da chi o cosa ci sia lì sopra.