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AFTER THE HUNT – DOPO LA CACCIA regia di Luca Guadagnino

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stratoZ     6½ / 10  28/05/2026 12:53:11 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Il nuovo film di Guadagnino è un thriller con forti venature drammatiche, ambientato nel borghesissimo contesto di Yale e che narra le vicende di questi docenti, la protagonista interpretata da Julia Roberts, donna un po' vecchio stampo che ha fatto carriera in un ambiente patriarcale, un giovane professore interpretato da Andrew Garfield, che fa il provolone con qualsiasi cosa respiri e la giovane assistente in procinto di scrivere la tesi, appartenente ad una generazione più recente. Ed è proprio il conflitto generazionale uno dei punti di lettura del film, la reazione alla vicenda chiave, quella della molestia denunciata dalla giovane assistente da parte del professore, che a sua volta si discolpa, creando una sorta di bolla nella quale la verità non è mai chiara, mi ha dato la sensazione che vi sia quella sottile linea che si muove a livello percettivo, lo stesso evento, per il professore, non risulta una molestia, per l'assistente si, andando a creare questo conflitto che gioca con le reazioni dei personaggi, col modo tutto personale di metabolizzare la vicenda, che diventa specchio dell'approccio delle stesse generazioni, e questo accade non solo nel rapporto tra i due coinvolti in questa vicenda, quanto anche in quello tra l'assistente e la professoressa, considerata dalla prima un punto di riferimento, che tuttavia avrà una reazione fredda e in alcuni aspetti ambigua alla vicenda, lo scontro generazionale sottolinea ogni differenza di predisposizione, se la giovane donna esplicita agevolmente tutto il suo malessere, essendo intenzionata senza mezzi termini a denunciare, ricorrere ai media e cercare supporto dal resto del contesto, la professoressa tende a tenere tutto dentro, entra nella vicenda coi piedi di piombo, si crea diversi problemi etici, non essendo stata una testimone diretta tende verso una posizione di neutralità, la stessa vicenda della sua malattia assieme al backgrund personale, riguardante quella terribile vicenda dell'amico del padre, diventano specchio dell'attitudine del personaggio a rimangiarsi tutto, scendendo anche a compromessi, essenziali per l'immagine e per perseguire gli obiettivi di carriera.

Il film nel suo impianto è interessante, funziona meno nei dettagli, a partire dalla caratterizzazione di questi personaggi che in certi aspetti sfiorano il macchiettistico, la stessa assistente diventa il perfetto esempio di minoranza discriminata, essendo donna, di colore, omosessuale ed impegnata con un cisgender, oltre che avendo una personalità particolarmente egocentrica e palesemente viziata, vista anche la grossa disponibilità economica della famiglia, ecco questa mi è sembrata una descrizione del personaggio quasi caricaturale, che sembra voglia generare un po' di ironia nei suoi confronti, certamente, questo aspetto viene salvato dal fatto che questa irrisoria descrizione non risparmia neanche il resto dei personaggi, la stessa Roberts, regina dei compromessi, che lascia andare avanti il matrimonio per inerzia nonostante qualche tradimento di troppo, pur di non avere l'immagine macchiata, il personaggio di Garfield, che diventa il ritratto dell'uomo basico, che sfrutta la sua posizione per andare a letto con la prima che ci casca, insomma l'insieme è una presa in giro del contesto bella e buona, confermata dai fumosi dialoghi, visto che questi masticano filosofia tutto il giorno, nei quali fanno a gara a chi ne sa di più, tirando massime ogni tre per due, esponendo continuamente punti di vista diversi dell'esistenza ma alla fine, le loro azioni sono le stesse delle persone comuni, spesso criticate.

Nel complesso non mi è dispiaciuto, sagace e cinico, volutamente criptico nella sua risoluzione, lasciando poche risposte allo spettatore, un discreto lavoro di Guadagnino.