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PERSONAL SHOPPER regia di Olivier Assayas

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stratoZ     6½ / 10  27/05/2026 11:19:40 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Assayas dirige un buon thriller soprannaturale, di cui ho apprezzato molto la messa in scena, algida, tenebrosa, lievemente asettica, raccontando la storia di Maureen, giovane donna interpretata da Kristen Stewart, in una prova molto convincente, che lavora come personal shopper per una famosa modella a Parigi, con un background particolarmente drammatico, avendo perso il fratello gemello da poco per via di una malattia cardiaca di cui soffre lei stessa, e facendo anche la medium, aspettando un segnale dal fratello, che le ha promesso l'avrebbe contattata dall'aldilà, la prima parte del film vive di sensazioni, è una lenta contestualizzazione che mostra da un lato il mondo dell'alta moda con cui la protagonista viene a contatto, l'atteggiamento dei personaggi come la sua stessa datrice di lavoro, distaccata e altezzosa, il direttore di una famosa rivista, amante della donna, velatamente viscido, dall'altro approfondisce le vicende private della protagonista, il suo rapporto col fidanzato che abita in Oman e col quale si sente raramente, il legame col fratello scomparso, che prende delle connotazioni drammatiche andando ad approfondire una delicata elaborazione del lutto, l'elemento soprannaturale che le fa percepire diverse presenza di natura maligna, il tutto si combina per creare un thriller psicologico spesso in bilico tra realtà e onirismo, che gioca tanto con l'inconscio della protagonista, la sua percezione, i traumi ed i desideri, arrivando a detonare in una seconda parte ben più dinamica con l'omicidio della datrice di lavoro ed un finale che volutamente lascia tutto in bilico e sfugge da un'interpretazione univoca.

Tra richiami a Cronenberg - il paragone con "Dead Ringers" è quasi inevitabile - e con una componente stilistica che richiama il thriller nordeuropeo, specie per una fotografia freddissima, con una color spesso tra il blu ed il grigio, tendenzialmente desaturata, dei tempi lenti ed una componente drammatica molto presente, il film di Assayas risulta un gradevole thriller d'atmosfera, con diverse impennate di tensione e paranoia degne di nota, portando saltuariamente a riflessioni sociali ben inserite nel contesto, dalla critica al mondo dell'alta moda all'invadenza della tecnologia, come si vede nelle lunghe conversazioni al telefono tra la protagonista e questo pedante sconosciuto.

Non male.