Interessante esordio di Harry Lighton, una storia d'amore omosessuale che spicca per la caratterizzazione dei personaggi e la schematica divisione dei ruoli, il protagonista, Colin, un giovane timido e con poca esperienza, di cui viene ben approfondito il background, con una famiglia bizzarra ma estremamente amorevole nei suoi confronti, e Ray, uomo misterioso, di cui viene detto ben poco, motociclista assertivo, molto sicuro di sé, particolarmente attraente e prestante fisicamente, tra i due si instaura un rapporto monodirezionale, di stampo masochista difficilmente etichettabile come relazione vera e propria, con Ray che porta Colin a casa sua e lo rende il suo servo, nella lunga parte centrale del film vi è un soffermarsi sulla quotidianità dei due, il gioco o perversione messo in scena in maniera schietta e senza fronzoli, con la regia che non rinuncia a mostrare un sesso grezzo, anche esplicitamente, ma di cui è evidenziata la componente psicologica, la natura dominante di Ray, il provare piacere nel trattare Colin come uno zerbino, e la stessa incapacità di reagire di quest'ultimo, diventano il pivot della relazione, che si dipana tra i momenti in casa, nei quali Colin è alla stregua di uno schiavo, spesso lasciato dormire per terra o fuori dal divano perché Ray da priorità al cane, ai momenti di svago come le uscite con gli amici di Ray, in cui il gruppo si diverte in pratiche simili.
Il protagonista affronta un percorso di crescita che passa attraverso l'accettazione della sua natura, la parte finale, particolarmente toccante sotto il punto di vista emotivo, si trascina con sé una certa malinconia ma riesce comunque a far sgorgare sentimenti positivi per un futuro consapevole.
Con uno stile ibrido tra la commedia ed il dramma, è un'opera discreta, di cui ho apprezzato il voler lasciare volutamente sul vago la misteriosa figura di Ray e gli stessi comportamenti da lui adottati, tra il film sentimentale e quello di formazione, con un Alexander Skarsgard perfetto nel suo physique du rôle ed un convincentissimo Harry Melling.