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TOTALLY FUCKED UP regia di Gregg Araki

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stratoZ     7 / 10  30/04/2026 13:28:15 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Altro gran bel film di Gregg Araki dopo l'ottimo esordio, andando a riproporre la tematica dell'omosessualità, questa volta sotto una lente leggermente diversa, il film racconta le vicende di questo gruppo di sei amici, tutti considerati degli outsiders, nella Los Angeles degli anni novanta, tramite uno stile dai tratti esagerati, eclettico, costantemente sopra le righe, alternando, tramite un montaggio indemoniato, anche degli inserti con la camera amatoriale, con una regia estremamente dinamica ed a tratti volutamente confusionaria che funziona bene a livello semantico nel restituire una forte componente ansiogena, che in fondo caratterizza la vita di questo gruppo di persone, costantemente sul filo del rasoio, avendo a che fare con una società bigotta ed omofoba che li respinge costantemente, è un film che nella sua natura disillusa mostra una forte rabbia di fondo, un grido gutturale del regista per protestare contro le ingiustizie subite dalla minoranza in questione, una pressione psicologica che porta una visione ai limiti dell'allucinazione, una realtà che diventa sempre più paradossale e straniante, le vicende dei personaggi si rispecchiano coerentemente allo stile, passando, tra locali e strade in una sorta di inferno a cielo aperto, serate estreme, amori che vanno a che vengono, tra gioie e delusioni, toccando gli elementi cardine della tematica, come possono essere le vicende riguardanti le due ragazze che provano invano ad adottare un bambino o la la violenza intrinseca del contesto che causerà dei grossissimi guai fino alle conseguenze più nefaste.

Una divisione in capitoli che funziona benissimo, mostra frammenti di vita in maniera estremamente grezza, con anche diversi momenti da vero e proprio mockumentary, con anche gli inserti dei personaggi che si confidano davanti alla telecamera, riuscendo a trasmettere splendidamente lo stato d'animo degli stessi, assalendo lo spettatore tramite una forte empatia che emerge tra le righe di questo stile ribelle contro una società infausta.

Molto bello.