L'ultimo film di Bogdanovich, in fondo riporta le tematiche care del suo cinema, lo spettacolo ed i meccanismi dietro allo stesso, i rapporti, i paradossi dell'ambiente, il tutto mostrato sotto una lente farsesca, dai tratti comici, che può ricordare il cinema di Allen per tematica e stile, Owen Wilson interpreta un regista teatrale di successo alle prese con la realizzazione della sua ultima opera a Broadway, intrecciando le sue vicende con quelle della moglie, di un celebre attore hollywoodiano e di Isabella, giovane escort con un sogno nel cassetto, quello di fare l'attrice, il film è mostrato tramite la sua voce narrante, mostrando anche una certa soggettiva dell'accaduto, un sogno ad occhi aperti per la ragazza che si trova un'occasione ghiottissima, ma dovrà fare i conti con le peculiarità dell'ambiente, tra divi viziati, personalità eccentriche, ed una serie di intrecci che da vita ad una divertente commedia degli equivoci, a partire dall'incipit, con lo stesso regista che regala 30k alla ragazza per convincerla a smettere di fare l'escort e realizzare il suo sogno.
Il film procede tra simpatici siparietti di stampo comico, tirando in mezzo relazioni sentimentali ed emozioni represse, vecchie gelosie e diversi equivoci che a tratti arrivano a sfociare nell'assurdo, la protagonista che interpreta nel suo primo ruolo il mestiere che ha fatto per anni nella vita vera, chiaro esempio di collegamento tra vita e finzione, andando spedito con un ritmo altissimo fino ad un finale che è una chicca di metacinema, con una comparsa d'eccezione.
Bogdanovich dirige una simpatica commediola, divertente, spigliata, acuta, piena di dialoghi e buone interpretazioni, restando spesso sopra le righe, molto alleniana e particolarmente gradevole.