Jumpy 8½ / 10 18/04/2026 12:35:46 » Rispondi Visto molti anni fa in tv nella prima versione che, credo, era pesantemente censurata, ricordo l'iconica locandina sui giornali quando ero bambino, all'epoca dell'uscita. Rivisto di recente nella versione (integrale?) di 123 minuti
e si, a circa 20 minuti dalla fine c'è la scena dell'amplesso tra Anna/Adjani ed il polipone umanoide (metafora della carnalità del sesso? Che poi evolve nel doppelgänger?). Anche se la scena che più mi ha colpito è la prima apparizione dell'essere, intorno a metà film, ancora più disturbante perché inaspettata.
Parte come thriller psicologico, dramma personale dell'uomo abbandonato e disperato, per poi estendersi all'incomunicabilità della coppia (con diverse scene piuttosto forti e violente) ed al collasso dell'intera famiglia
il bambino morirà suicida, annegandosi nella vasca da bagno, mentre è appena scoppiata la terza guerra mondiale, nel tristissimo e deprimente finale
Si sovrappone poi altro, molto altro, a partire dall'ambientazione, tra i palazzoni grigi di una Berlino quasi sempre deserta, tetra, dal cielo plumbeo: la città spaccata per eccellenza (non ha caso ad un certo punto l'ambientazione è proprio nelle immediate vicinanze del muro), ai cambi di genere dal thriller, all'horror, al grottesco
. Bravissimi poi gli interpreti, Isabelle Adjiani su tutti (la scena nel sottopasso della metropolitana è tra le più iconiche del cinema), ma lo stesso protagonista maschile Sam Neill, neanche scherza come bravura: l'espressività, le movenze, i tic (in un paio di dialoghi continuamente si dondola o agita sulla sedia) della persona estremamente nervosa, tesa.