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INIZIO DI PRIMAVERA regia di Yasujiro Ozu

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stratoZ     7 / 10  10/04/2026 12:34:10 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Un buon Ozu, particolarmente cupo, che come spesso accade nella sua filmografia mette al centro il rapporto di coppia e propone una dettagliata descrizione del quotidiano, è interessante il suo operare su più livelli, quello esplicito, una sorta di forzatura che tutto vada bene, con personaggi preimpostati da delle pressioni sociali che li portano a sposarsi, continuare la vita di coppia, dare l'immagine della famigliola perfetta, e quel sottotesto di disagio che si evidenzia in piccoli aspetti, in dettagli sintomatici che con l'avanzare della narrazione si faranno sempre più evidenti fino a veri e propri momenti di deflagrazione, col suo solito stile elegante, fatto di inquadrature fisse ed una composizione del quadro simmetrica, il maestro giapponese approfondisce il rapporto di questi due giovani sposi, la crisi matrimoniale, con dovute ripercussioni psicologiche date dalla drammatica perdita del figlio l'anno precedente, la relazione extraconiugale di lui, mostrata senza particolare moralismo ma che diventa elemento di svago dalla triste quotidianità, più un meccanismo psicologico di evasione che una vera attrazione nei confronti dell'amante, muovendosi spesso tra l'insoddisfazione di una vita senza grandi aspettative e l'essere indotto a rientrare nei ranghi.

Uno dei film più lunghi del regista, che come capitato precedentemente, contestualizza bene il Giappone del secondo dopoguerra, disilluso ma in fase di ricostruzione, con una tecnologia che impatta sempre di più nella vita delle persone, una concezione che va pian piano cambiando, l'abbandono della tranquilla vita di campagna a favore della caotica vita di città, l'influenza sempre più preponderante dell'America negli usi e consumi, facendo del microcosmo familiare uno specchio della condizione sociale di una nazione, altro bel dramma del regista giapponese.