Brutto film di Maggie Gyllenhaal, personalmente l'ho detestato parecchio per vari fattori, ma quello principale, è la sua natura estremamente divisiva, polarizzante, manicheista, ora facciamo un bel passo indietro e contestualizziamo, io per primo ammetto senza compromessi che nel corso della storia la donna è stata sottomessa, ostracizzata, svalutata, da una società patriarcale, e su questo siamo tutti d'accordo, il film è l'ennesima riproposizione di un punto di vista diverso, in questo caso quello della moglie di Frankenstein, operazione non proprio nuova, basti guardare "Birds of Prey", benissimo, il tutto in teoria è encomiabile, d'altronde la stessa figura di Mary Shelley ancora grida vendetta, considerato il contesto che vi era in età vittoriana, il problema è che il film commette lo stesso errore della società patriarcale, andando in una posizione estremista tanto dannosa quanto la precedente, nel concreto, nel film non vi è un singolo personaggio maschile che non sia un pezzo di m3rd4, dal primo minuto in cui si vede la morte di Ida, circondata da questi viscidi tipi loschi, all'arrivo del mostro dalla dottoressa di cui ammira il lavoro, convinto fosse un uomo e scambiandola praticamente per una collaboratrice, e va bene, facciamola passare, è uno specchio del pregiudizio che d'altronde vige purtroppo troppo spesso ancora oggi, poi vengono mostrati in sequenza: due uomini in discoteca che vanno a molestare la sposa, tra l'altro gli uomini più stupidi del mondo che vanno a cercarsi rogne mentre è in compagnia del mostro che è tipo alto due metri e che con due cazzotti li manda al creatore, cosa che infatti accade, vabbè, poi c'è la narrazione parallela del detective con la sua assistente, lui ovviamente è un cogl1one di m3rd4 e lei è uno dei geni incompresi dell'umanità, lui oltre ad essere corrotto non capisce niente, ha l'intuito di un cetriolo e praticamente diventa il portaborse della splendida assistente che non sbaglia un colpo, capisce lo schema dei due fuggiaschi, la loro psicologia, prevede i prossimi posti dove andranno, trova la cura per il cancro e nel tempo libero scrive la sceneggiatura di Citizen Kane ed i testi di tutti gli album di Neil Young.
Poi andiamo avanti, i due arrivano a conoscere Ronnie Reed, l'attore tanto ammirato da Frankenstein, ovviamente anche lui è un pezzo di m3rd4 e lo tratta malissimo, figuriamoci, poi fuggono di nuovo, mentre sono in fuga incontrano un altro poliziotto, ed indovinate??? Anche lui è un molestatore, corrotto, viscido e tutto il resto, con ovviamente il collega che assiste senza battere ciglio, poi fuggono di nuovo, tornano dalla dottoressa, arrivano altri poliziotti col capitano ed indovinate un po'?? Anche lui è un idiota, con annessa scenetta della detective che non viene riconosciuta inizialmente nel suo ruolo dal capitano perché donna, chiaro, bisognava ribadire il concetto, non l'avevano mica capito pure le sedie del cinema.
Poi, non ho ancora finito, vi è pure l'ammucchiata incredibile di citazioni, considerazioni sul cinema e sull'arte buttate lì un tanto al kg, che più che altro mi sono sembrate molto fini a sé stesse, messe lì per far gasare il pubblico che si divertirà a rivedere alcuni classici degli anni trenta rifatti da Jake Gyllenhaal o i due protagonisti del film, con annesso elemento crepuscolare dato dalla delusione nello scoprire che l'attore idolo del protagonista è uno str0nzo.
Per quanto mi riguarda, un disastro, specialmente narrativo, un calderone di roba totalmente sconnessa, dei sottotesti estremamente polarizzanti, un caos mal gestito che spazia tra horror, fantascienza, musical, caper movie, road movie, film sentimentale, senza riuscire a trasmettere un minimo di empatia, salvo soltanto qualche sequenza sotto il punto di vista visivo, come quella al gran galà prima che parta la rissa, ma è una goccia in un mare di piscio.