Bellissimo thriller di Scorsese, remake di "Infernal Affairs", pellicola ormai di culto del cinema di Hong Kong, che l'autore americano adatta al suo stile, che diciamocelo, qui ci sta divinamente, contaminandolo di postmodernismo, regalando un'opera dal ritmo indiavolato, che trasporta lo spettatore in questa spirale di tensione e violenza.
Il film parla dello scontro tra Frank Costello, personaggio immaginario, non ispirato al vero gangster con lo stesso nome e l'unità investigativa di Boston, concentrandosi su due personaggi: uno è quello di Billy Costigan, interpretato da DiCaprio, giovane proveniente da una famiglia criminale che è determinato ad entrare nel corpo di polizia e che viene mal visto dai superiori per via delle sue origini, venendo come costretto ad infiltrarsi nel clan di Costello per riuscire ad incastrarlo, l'altro è Colin Sullivan, interpretato da Matt Damon, uno dei protetti di Costello che viene preso nell'unità investigativa ed offre delle soffiate al boss.
La sceneggiatura, specie nella parte centrale, si concentra nelle dinamiche interne di queste infiltrazioni, conScorsese impone la sua solita grande regia piena di estro, grazie anche al montaggio della fedele Thelma Schoonmaker, serrato e spedito questa caccia alle talpe da entrambe le parti che riesce ad impennare costantemente la tensione, specialmente il personaggio di Billy, che è in costante pericolo di essere scoperto e di fare una brutta fine per via dello spirito sanguinario di Costello, regalando splendide sequenze come quella dell'affare coi cinesi per i microprocessori, col personaggio che invia messaggi all'unità investigativa da dietro la colonna, o l'incontro con Queenan, punto di riferimento di Billy, nel quale viene fatto pedinare e si ritrova a dover scappare prima che arrivino gli scagnozzi di Costello, con annesso omicidio di Queenan che vola dal tetto dell'edificio, arrivando ad una parte finale dove la narrazione scioglie progressivamente ogni nodo della matassa, lasciandosi dietro un'inevitabile striscia di sangue e riservando allo spettatore una serie di ribaltamenti niente male.
e che dona un ritmo inarrestabile alla pellicola, riservando quelle esplosioni di violenza tipiche del suo cinema, già ben osservate in film come "Goodfellas" e "Casino", con i personaggi che quantomeno si prendono a cazzotti ogni tre per due, degli attori in palla che recitano costantemente sopra le righe, da Jack Nicholson che interpreta praticamente se stesso, col suo sorrisetto maligno, la sua ironia tra la righe, il suo turpiloquio elegante, le sue smattate, il suo carisma, riuscendo tramite la presenza scenica a far sentire la sua influenza anche quando non è in scena, ma anche DiCaprio, col suo temperamento caldo e la sua irascibilità, regala ottimi momenti, basti vedere le varie risse che fa per i bar, o il buon Mark Wahlberg, che fin dal primo minuto in cui compare in scena sembra si è fatto tre strisce ed insulta tutti gratuitamente.
Altro elemento di pregio è la colonna sonora, Scorsese inserisce i suoi amati Rolling Stones, come in altri film, spesso e volentieri, ma vi sono anche altri bei pezzi rock come "I'm shipping up to Boston" dei mitici Dropkick Murphys o "Comfortably Numb", sapete già di chi.
Nel complesso, uno dei migliori Scorsese del nuovo millennio, film estremamente divertente, costantemente sopra le righe, con una sceneggiatura a prova di bomba, personalmente lo adoro.