Mauro@Lanari 3½ / 10 19/03/2026 16:39:56 » Rispondi Voto per 1° così mi potrete controbilanciare. "The devil is in the details" (Elizabeth Bowen) "Details"? 1)
In filosofia della mente la premessa "pseudo-buddhista" è una fantacazzàta: se non si confutano almeno le 16 pagine pubblicate da Thomas Nagel nel 1974 ("What Is It Like to Be a Bat?"), il rapporto fra individuo e collettività è un falso problema poiché l'identità soggettiva (i qualia) implica non solo i contenuti mnemonici del vissuto esperienziale ma pur'il contenitore coscienziale che li elabora, l'unicità della prospettiva idiosincratica (POV). Dunque non c'è alcun accrescimento dell'eudaimonia della specie umana in quanto non si viene interconnessi diventando parte integrante della noosfera o fondendoci con una mente alveare, bensì ci vengono rubati i ricordi personali e siamo sterminati dagl'alieni. È ciò che sta già capitando mentre ci profilano violando la privacy dei nostri dati sensibili o meno: li processano pro domo loro. In più i miliardi di "sopravvissuti" non sono beneficiari d'un bene superiore ma involucri neurobiologici neoimperialisticamente colonizzati: un esproprio grave quant'una pulizia etnica radicale, dove l'umano è lo scarto e l'alieno è l'unico fruitore residuo. È un'occupazione parassitaria che spaccia per peace & love l'estinzione di massa delle vittime. Su questo punto "Invasion of the Body Snatchers", "Independence Day" e "War of the Worlds" erano smisuratamente più onesti e non si nascondevavo dietro supereroi paraguayani o frontiere statunitensi finalmente libere. D'altronde quando i qualia diventano un dettaglio irrilevante, allora pure "The Substance" assurge a capolavoro.
Il 3° episodio aggiorna la metafora zombi del conformismo consumista: a differenza di "One-Dimensional Man" e Romero, il supermarket è vuoto poiché ormai la consegna vien'effettuat'a domicio con rider e droni.
La protagonista Carol: a) il suo paragone con Stalin è un'idiozia. Il dittatore sovietico ha sterminato milioni d'umani, lei ha disinfestato una piccola quota dei nostri killer; b) la sua reazione alla morte della moglie è inumana. Senz'alcun confronto con "Mulholland Drive", cedere dopo soli 40 giorni alla fregola per un'aliena ch'incarna la sua proiezione letteraria (il pirata dei suoi libri, maschio per il mercato ma femmina nel suo immaginario lesbico) è semplice narcisismo. Vedova consolabilissima, s'innamora del simulacro dei propri desideri editoriali ignorando il cadavere della coniuge appena sepolto in giardino; c) nel 7° episodio ci viene mostrato il suo tenore di vita: villa con piscina, golf come hobby e l'immancabile iPhone 16 Pro come product placement: se Gilligan ce la propone per empatizzare con lei, offre giusto il prototipo ideale dell'utente della piattaforma. La location è la stessa di "BB", Albuquerque in New Messico, ma di fatto è la California delle Big Tech.
La religiosità tecnocratica: "Plur1bus" funge da manuale d'addestramento alla sottomissione. Presentando l'esistenza umana come fonte di dolore "obsoleta", la serie prepara lo spettatore all'idea che l'essere "sovrascritti" da un "noi", sia esso un algoritmo o un usurpatore galattico, sarebbe un'evoluzione auspicabile. È il sogno manco proibito della Silicon Valley: un utente senza Io, che non soffre e non dissente ma che fornisce il proprio hardware neurobiologico per far lucrare il suo sistema. Per Neuralink, Thiel, ecc. il pb è tutto fuorché accademico. Un conto è il back-office, un altro è il front-end, e le loro succursali propagandistiche si stanno dando molto da fare. Senza partire dai fondamentali, il panopticon di Bentham (1791) e "Surveiller et punir" di Foucault (1975), la critica alle mire di questo upgrade hi-tech è disponibilissima. 2017: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/4/48/The_Age_of_Surveillance_Capitalism.jpg 2025: https://www.utetlibri.it/libri/il-nemico/ In rt: https://www.wired.it/article/openai-cerca-disperatamente-manager-impedire-modelli-fare-del-male/
camifilm 19/03/2026 21:12:15 » Rispondi sei unico! ho letto ma, colpa mia, ogni tanto mi perdo nelle tue frasi colme di informazioni da rileggere più volte e che non nego delle volte mi sono ignote e siamo qui proprio per scambio di opinione e questo è positivo.
Su molte tue osservazioni alla fine mi trovi concorde. anche se credo questa sia una (non elevatissima) sceneggiatura nelle capacità insite nello sceneggiatore. Spero però in una più drammaticità e meno banalità nella seconda stagione. In chiusura a me ha soddisfatto, anche se in alcuni casi ha dilungato gli episodi e infatti in qualche occasione ho avanzato la visione.