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CHRISTINE LA MACCHINA INFERNALE regia di John Carpenter

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stratoZ     7 / 10  oggi alle 12:46:41 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Buon film di Carpenter, non siamo ai livelli dei due capolavori precedenti, ma in ogni caso è un'opera valida, un film su commissione, trasponendo il romanzo di Stephen King che unisce efficacemente due aspetti, quello di natura prettamente sociale, intrinseco nel soggetto, la storia di questo ragazzo contestualizzata nell'ambito scolastico dell'America di fine anni settanta, tra consumismo imperante ed un'ambiente di ipercompetizione, dove fondamentalmente subisce angherie da parte dei bulli ed è considerato uno sf1gato, l'acquisto di Christine, auto ormai d'epoca, il cui vecchio proprietario è deceduto da poco, e tirata completamente a nuovo dal ragazzo, diventerà parte del suo status, trasmettendogli nuova sicurezza, facendogli scalare le gerarchie sociali della scuola, riuscendo ad avere successo con le donne ed una certa popolarità, andando anche un po' oltre nella concezione stessa, finendo per diventare uno di quelli che inizialmente detestava, ma oltre a ciò vi è pure l'elemento psicologico, l'illimitata ossessione nei confronti di Christine, alla quale, come esplicitato dagli stessi dialoghi, da più attenzioni della sua ragazza, accentuandone una componente d'attrazione che rientra pienamente nella concezione del feticismo della merce marxiano, l'oggetto che acquista un valore intrinseco infinitamente più alto di quello d'uso, finendo per scaturire in una vera e propria dipendenza da esso, Carpenter è abilissimo nel lanciare tramite una sceneggiatura efficace e cinica diverse stoccate alla società iperconsumistica, in quello che è un decennio di picco di questa concezione, non rinunciando alla sua solita ironia nera, qui adattata al contesto scolastico.

Altro interessante fattore è quello riguardante i generi ed i decenni, "Christine" si fa portatore di quel filo, nemmeno troppo sottile, che collega gli anni cinquanta agli anni ottanta, con i secondi che sono considerati un vero e proprio revival dei primi, già Carpenter aveva iniziato questa tradizione con "The Thing", remake del film di Hawks, e "Christine" ne è una coerente continuazione, il prodotto proveniente direttamente dagli anni cinquanta, epoca di sviluppo del genere fantascientifico in America, arriva fino all'alba degli anni ottanta e si rigenera, Christine in fondo rappresenta lo stesso cinema, la stessa industria multimediale, che viene riesumata e restaurata, esattamente come la macchina, viene spolverata, riverniciata, imbellettata e riproposta, la critica intrinseca alla società dei consumi avviene attraverso lo stesso prodotto, le stesse canzoni che Christine riproduce, pezzi di quell'epoca, sono l'esempio ideale di questo continuo riciclo.

Carpenter dirige un buon horror, con una prima parte prettamente di contestualizzazione ed una seconda dove regala ottime sequenze, con anche un po' di gore qua e là e dei momenti action niente male, come lo scontro finale tra la macchina e la ruspa o l'angosciante sequenza al drive in dove vi è un'ottima gestione della suspense.