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GLI INTOCCABILI regia di Brian De Palma

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stratoZ     7½ / 10  16/03/2026 12:41:32 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Cult degli anni ottanta e più in generale dell'intero genere del gangster movie, contestualizzandolo nella filmografia dell'autore, trovo "The Untouchables" l'opera più rappresentativa del De Palma "imborghesito", venendo da un decennio di successi, iniziato con Carrie e consolidato con Scarface, rendendogli possibile la realizzazione di quello che per i suoi standard era una sorta di kolossal, con un cast con nomi altisonanti, da De Niro, nel ruolo di Al Capone, ad un già attempato Sean Connery, ad un giovane ma affermato Kevin Costner, passando anche per Andy Garcia, con collaborazioni di gente estremamente illustre, dalla colonna sonora di Morricone ai costumi di Giorgio Armani, insomma un perfetto mix per un film che ho trovato estremamente gradevole ma che apprezzo meno del De Palma grezzo, quello di stampo più neohollywoodiano per intenderci, quello dei thriller morbosi e voyeuristici degli anni precedenti - che tuttavia ogni tanto qua riemerge, come si vede nella sequenza del ponte, con annessa inquadratura in soggettiva tramite il cannocchiale, una citazione ad Hitchcock doveva metterla, seno si sentiva male -

Ma in ogni caso, il nostro dirige un gran film, poco da fare, la tecnica, intesa come vero e proprio virtuosismo, è sempre stata una specialità della casa e qui non si smentisce, portandoci fin da subito nella Chicago degli anni trenta, tra grande depressione e proibizionismo, che diventa terreno fertile per la criminalità organizzata, introducendo tramite una bellissima inquadratura dall'alto il personaggio di Al Capone, passando presto alla figura di Ness, agente del tesoro che da la caccia al boss e che comporrà un quartetto per sventare la criminalità organizzata del posto ed incastrare finalmente Al Capone, che nella sua astuta organizzazione non lascia nulla al caso e rende difficile provare ad incriminarlo.

Il film procede molto bene con una narrazione edulcorata e spesso fin troppo romanzata dei fatti, il che lo rende un gangster movie particolarmente patinato che strizza l'occhio ad un certo tipo di cinema postmoderno, come si era già visto in Scarface, basato su interpretazioni sopra le righe ed un certo tipo di clamore, De Niro gioca a fare se stesso, e lo fa benissimo, gigioneggiando continuamente e caratterizzando un Al Capone macchiettistico che catalizza su di sé l'attenzione dello spettatore pur comparendo relativamente poco, tra la celebre sequenza nella hall dell'hotel del "Sei solo chiacchere e distintivo", ormai frase di culto ed i momenti dove da di matto come il finale in tribunale - altra esigenza di spettacolarizzazione fin troppo marcata - o la bella scena della mazza da baseball. A questo si aggiunge una lieve ironia di fondo, che emerge sia nei momenti di semplice complicità tra i membri della squadra, sia in alcuni risvolti, come il soffermarsi continuamente sul voler incastrare il boss mafioso per evasione fiscale, forse il crimine meno grave che ha commesso.

La regia dinamica di De Palma, assieme ad una bella componente fotografica, regala diverse sequenze di assoluto valore, mi viene in mente l'omicidio di Sean Connery, con la camera che prende la soggettiva del killer che entra dentro casa dalla finestra, senza staccare mai, tipico virtuosismo del regista, che personalmente apprezzo molto, o la bellissima scena sulla scalinata della stazione, ovvia citazione della Corazzata Potemkin, con quella carrozzina che diventa il centro dell'attenzione dello spettatore e che riesce ad innalzare vertiginosamente la tensione.

Nel complesso, è un buon gangster movie, capace di far affezionare lo spettatore ai personaggi, specialmente per l'intesa che si stabilisce tra di loro, quasi a livelli da buddy movie, tra la bontà di Sean Connery e la goffagine del contabile, con una bella ricostruzione storica ed una componente tecnico visiva di altissimo livello.