caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi Chiudi finestra

CHI GIACE NELLA CULLA DELLA ZIA RUTH? regia di Curtis Harrington

Nascondi tutte le risposte
Visualizza tutte le risposte
stratoZ     6½ / 10  13/03/2026 12:13:01 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Discreto horror dai tratti gotici, prodotto dalla American International e si vede, i riferimenti all'opera di Corman sono abbastanza evidenti, a partire dalla tematica della morte che diventa ossessione con protagonista un personaggio che vive in un passato che lo tormenta, in questo caso un'ottima Shelley Winters, parecchio schizzata ma allo stesso tempo verso la quale si prova una certa compassione, fino allo stile degli interni, con questa vetusta dimora, i suoi interni in legno, le sue suppellettili impolverate, i numerosi cunicoli e nascondigli, come lo stesso montacarichi per i panni che diventa mezzo di accesso alla macabra stanza della figlia, fanno della scenografia e del design degli interni il punto forte dell'opera.

Il soggetto in sé, si ispira liberamente alla storia di Hansel e Gretel, con questi due bambini dell'orfanotrofio, considerati delle pesti, che per natale finiscono a mangiare, assieme ai compagnetti, dalla signora Forrest, una donna di mezza età che anni prima ha perso la figlia per uno spiacevole incidente mentre giocava sulle scale ed organizza quotidianamente delle sedute spiritiche per parlarle, non dandosi mai pace, e tenendo il cadavere della bambina in casa, ogni tanto mettendolo nella culla, il giorno dopo, quando i bambini dovrebbero lasciare la casa, la sorellina sembra dispersa all'interno, da qui il fratello inizia ad indagare, tornando clandestinamente nel luogo, scoprendo che la signora l'ha come adottata ed analogamente alla strega di Hansel e Gretel, prepara un sacco da mangiare, secondo i bambini per farla ingrassare e poi mangiarla.

Il film mostra bene i due punti di vista, quello della signora, che vive in una solitudine ed in un trauma che l'hanno portata in un baratro psicologico quasi irreparabile, che tuttavia vede nella bambina una sorta di nuova speranza per sostituire la figura della figlia, e quello dei bambini e la loro fervida fantasia, che inevitabilmente finisce per portare al dramma, in un finale amaro e parecchio cinico.

Belle le atmosfere, quasi tutto in interni, tra le varie stanze della casa, compresa anche quella dei giochi del prestigiatore piena di macabri congegni, ghigliottina compresa, ha uno stile affascinante, che trasporta lo spettatore nei meandri di questo rapporto morboso con la morte tramite bambole, orsacchiotti, giocattoli e vari elementi legati al mondo dell'infanzia.