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LA DONNA DEL DESTINO regia di Vincente Minnelli

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stratoZ     6½ / 10  11/03/2026 12:30:59 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Una discreta commedia di Vincente Minnelli che fondamentalmente attinge tanto dalla screwball comedy della hollywood classica, dalla comicità elegante e garbata, presenta archetipi abbastanza sfruttati, come quello di un protagonista di bella presenza come Peck, impostato, elegante, sobria, il classico uomo di altri tempi dall'espressione seriosa che tuttavia si fa coinvolgere nel turbolento rapporto con la partner, diciamo che è il classico ruolo che viene molto associato a Cary Grant, altro bel faccione pulito come Peck, ed il personaggio di Lauren Bacall, donna indipendente e carismatica, acuta ma peperina di carattere, facilmente innescabile, che da vita alle tipiche scaramucce del genere, tra simpatici dialoghi e situazioni tra le righe che magari non fanno spaccare dal ridere, ma cullano lo spettatore in una comicità simpatica ed accondiscendente, introducendo tuttavia anche un po' di critica sociale, data dalla differenza di abitudini e frequentazioni dei coniugi, con lui che è abituato a frequentare degli ambienti più proletari, tra boxeur, scommettitori, gente legata a questi eventi sportivi, tra gioco d'azzardo e sigari, lei è ben più sofisticata, essendo un'affermata disegnatrice di moda che predilige ambienti chic, tra salottini eleganti ed eventi culturali.

Interessante la scelta di utilizzare una sorta di narrazione in flashback da più punti di vista, alternando il racconto dei personaggi e coinvolgendo anche altri personaggi come Martin, considerabile l'antagonista del film, una sorta di gangster che vuole la testa del protagonista per qualche articolo di denuncia su di lui, e la guardia del corpo ed amico del protagonista, un simpatico pugile dai tratti caratteriali sopra le righe. Il film nella parte centrale si trasforma in una vera e propria commedia degli equivoci, col protagonista che tenta di lasciare la moglie fuori dalla scottante questione per non farla preoccupare, ma con un atteggiamento equivoco che la fa sospettare di un eventuale tradimento, dando vita a diversi teatrini, andando verso la parte finale dove il ritmo si impenna e che regala diverse scene più movimentate in cui prende il sopravvento una comicità al limite dello slapstick, tra qualche edulcorata rissa ed inseguimenti.

Nel complesso è una commedia discreta che intrattiene e diverte.