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KILL BILL - VOLUME 1 regia di Quentin Tarantino

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stratoZ     8 / 10  07/03/2026 12:43:56Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Piccola premessa personale: solitamente, nel percorso formativo di un cinefilo, Tarantino è uno dei registi che prima viene approfondito, la sua immensa popolarità tra gli appassionati lo rende quasi un'urgenza, quindi è d'uso comune vedere le sue opere prima di andare a scavare nel cinema del passato, questo è successo anche a me, una quindicina d'anni fa vidi tutta la filmografia di Tarantino, Kill Bill compenso, fu fottutamente divertente, come lo è stato nel recente rewatch, ma è un'esperienza in realtà diversa, in quel caso, quasi da profano, le grandi citazioni del regista, più o meno evidenti, mi sfuggivano, oggi avendo approfondito un po' di cinema di genere, perlopiù italiano, vedere Kill Bill ha tutto un altro effetto, avendo delle coordinate ben più stabilite si comprende meglio la natura citazionista e caricaturale dell'opera, che fondamentalmente, come accadrà molto spesso nella sua filmografia successiva, a mio parere con risultati altalenanti, si trasforma in una raccolta di omaggi, come se il regista si divertisse e mettere su pellicola i suoi vecchi scaffali di videocassette, entrando parecchio nell'intimità e nella passione di un autore che ha rivoluzionato l'arte della citazione cinematografica, è un tipo di apprezzamento che passa dal considerare Kill Bill un grande film per via del suo ritmo e del suo altissimo livello di intrattenimento, al considerarlo un grandissimo film una volta maturata una mentalità più artistica, entrando nel merito dell'arte concettuale, Kill Bill è uno dei migliori esempi di pastiche cinematografica, un racconto che è formato da una raccolta di citazioni, spunti, brani, colonne sonore, concetti, presi in presto da altre opere e che nell'insieme riesce a funzionare divinamente.

Venendo al film, è meraviglioso, una delle opere più rappresentative del cinema postmoderno, Kill Bill è l'essenza di Tarantino, un film in cui il regista fa fuoriuscire un estro senza limiti, scritto divinamente e diretto ancora meglio, un revenge movie che si muove sopra diversi generi, prendendo spunto dall'immaginario Wuxia, integrando una sana dose di splatter con tanti momenti pieni di gore e sangue che scorre a fiumi e un'ironia nera spietata che aleggia su tutta la pellicola, ed addirittura, concedendosi in questo primo capitolo un'intera lunga sequenza animata, che dire.

Il film chiarisce subito le intenzioni, parte a mille col bellissimo combattimento tra la protagonista e Vernita, stilisticamente e coreograficamente di altissimo livello, introducendo già quel cinismo nero con la presenza della bambina che rimane traumatizzata dall'uccisione della madre davanti a lei, da qui partono una serie di scene una più bella dell'altra, Tarantino è ispiratissimo e dirige dei momenti sublimi in sequenza, tra citazionismo sfrenato, come nella celebre "Twisted Nerve" di Bernard Herrmann, canticchiata dal personaggio di Daryl Hannah, uno dei sicari nemici della protagonista, o la meravigliosa citazione a "Paura nella città dei morti viventi" di Fulci, con gli occhi sanguinanti di Gogo, che mostra tutto l'amore del regista per il cinema di genere italiano, sequenze action da paura, come la lunga battaglia alla Casa dalle foglie blu, contro gli 88 folli e poi contro la stessa O-Ren, visivamente sublime, specie nei momenti in cui le silhouette delle due combattono su quello sfondo blu, i momenti da Hattori Hanzo, il forgiatore di spade che fornisce alla protagonista la spada per compiere la sua missione di vendetta, con i momenti di allenamento con quella splendida colonna sonora al flauto, di una poeticità incredibile, le sequenze in ospedale con un personaggio come quello di Buck - "I'm buck and I'm here to fuck" - altro elemento di comicità nerissima che si sposa benissimo col contesto, Pussy Wagon compresa.

Meraviglioso exploit postmoderno che intrattiene e non lascia allo spettatore un momento di pausa, un montaggio straordinario che fa scorrere il film tra fontane di sangue, teste che volano, momenti macabri, un'epicità di fondo che viene spesso spezzata dalla natura caricaturale dell'opera, che sta costantemente sul confine tra omaggio e parodia dello stesso cinema di genere, proponendone una vera e propria innovazione, una componente visiva vagamente retrò che rende il tutto stilisticamente sopraffino nonostante il suo stare costantemente sopra le righe, arrivando come un treno ad un grandissimo finale che alza ancora di più la posta in gioco e pone le basi per il secondo capitolo.