Boh ragazzi per me sto film è una bella badilata sui testicoli, una commedia romantica inutile, banale ed estremamente pomposa ed artefatta che francamente mi aveva fatto venire voglia di fuggire fin dalle prime sequenze, ma alla fine ho fatto l'impresa eroica di vederlo tutto fino alla fine, una prova di resistenza incredibile, paragonabile a quel Djokovic-Nadal nella finale degli Australian Open 2012 di oltre 5 ore e mezza, ecco ero stremato uguale.
Fondamentalmente questo film con un cast di stelle e gente celebre del periodo che compare per pochi minuti, tipo Alec Baldwin e Jessica Biel, parla di questo giovane uomo in carriera che sembra la nuova rivelazione del mondo delle scarpe ma che invece fa un tonfo enorme visto l'insuccesso del suo ultimo progetto, che verrà licenziato e addirittura farà chiudere diversi reparti per il buco finanziario causato all'azienda, venendo anche lasciato dalla fidanzata, sul punto di farla finita lo chiamano perché il padre è morto improvvisamente, quindi deve tornare in Kentucky dove si trovava il padre assieme ai parenti per sbrigare le pratiche, fare il funerale e via dicendo, in questo viaggio incontrerà questa graziosa ed estroversa hostess interpretata da Kirsten Dunst che diventerà uno dei suoi nuovi punti di riferimento e che alla fine, vabbè la fine è scontata, che lo specifico a fare cosa succede.
Il problema principale del film è lo stile solenne ed impregnato di frasi per ragazzini, boh durante diverse scene mi sembrava di trovarmi nel bel mezzo di qualche adattamento di After o di Fabio Volo, con queste frasone messe lì in mezzo sulla vita, sul ricominciare da capo anche quando tutto va male, e tutta sta roba, si passa per diverse sequenze condite con qualche tentativo di ironia ma che non riescono a far ridere nemmeno per sbaglio, come quelle coi parenti che devono scegliere se seppellire il padre lì o cremarlo e via dicendo, o ancora, i momenti con la madre che sembra andare di matto, arrivando a quella festa finale che sembra interminabile, e che si salva soltanto nell'ultima parte, quella con la band che suona Free Bird, per intenderci, momento migliore del film anche se non è niente di che.
E poi il finale con quel viaggio preparato dalla Dunst, mamma mia, mi sentivo tornato alle medie quando le mie compagne condividevano sta roba su Facebook, orripilante, finto, dozzinale.