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IL GRANDE FREDDO regia di Lawrence Kasdan

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stratoZ     6½ / 10  28/01/2026 12:22:23 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Cult generazionale anni ottanta, pregno di una certa nostalgia che tuttavia non mi ha emozionato come altri prodotti simili, ad esempio, gli strapreferisco opere come "Big Wednesday", "Stand by me" ed anche "Compagni di scuola" di Verdone, che con grandi probabilità ha preso tanto spunto da questo film di Kasdan, in ogni caso, ho apprezzato il mood disincantato che il film si porta con sé, riuscendo a mettere in evidenza il tempo che passa, il grande cambiamento dei personaggi rispetto al passato, i rapporti tra di loro, un gioco di rimpianti ed affettuose memorie che tutto sommato funziona, partendo da un incipit doloroso, visto che i vecchi amici si riuniscono in occasione del funerale di uno di essi, morto suicida, e decidendo di passare il weekend insieme nella casa di uno di essi a rimembrare i vecchi tempi.

La narrazione presenta quelli che poi spesso saranno gli archetipi del genere, partendo dai personaggi, tra quelli considerati di spicco ai tempi, ma che poi non hanno rispettato le aspettative, come accennato nel vissuto dello stesso amico che si è tolto la vita, di cui si pensava potesse fare una grande carriera ma ha preferito dedicare la sua vita ad altro, a quelli che invece sono riusciti ad ottenere il tanto desiderato successo, come il personaggio di Sam Weber, attore divenuto celebre per essere il protagonista di una popolare serie tv, ma che allo stesso tempo non è riuscito ad avere lo stesso successo in campo sentimentale, avendo divorziato da poco con la moglie, e che ora sembra tornare sui suoi passi con Karen, una delle storiche compagne presenti alla reunion che sembra delusa dal matrimonio con Richard, o ancora, i due compagni soci in affari che tentano di sfondare a tutti i costi con le loro aziende, la promessa di una quotazione in borsa positiva che propinano a diversi compagni, il personaggio di Michael, un giovane e stiloso Jeff Goldblum, che tuttavia non riesce mai realmente a fare colpo sulle donne del gruppo, nonostante il suo continuo ostentare, passando per l'ingenua Cloe, la fidanzata del defunto, che ha un approccio particolare al lutto, cercando svago con Nick, uomo problematico che ancora si porta gli strascichi del Vietnam, ed infine Meg, archetipo della femminista in carriera che non ha trovato marito e sfrutta l'occasione per proporre del sesso occasionale agli altri uomini in modo da avere un bambino, venendo aiutata da Sarah, la proprietaria di casa, sposata con Harold, l'unica coppia che sembra vivere un matrimonio felice all'interno del contesto, ma che in realtà ha tradito il marito anni prima.

La vasta gamma di personaggi nell'insieme crea un mosaico del mood del periodo tra l'incomunicabilità che si è venuta a creare tra le coppie, i traumi del Vietnam ancora presente, l'inevitabile allontanamento dagli amici per le vicissitudini della vita, d'altronde il film si presenta come un'ampia narrazione di tutti loro, che lascia tanto spazio al ricordo, all'inevitabile confronto tra le vite e regala qualche momento emozionale, mai troppo gridato ma di discreta fattura.

Uno degli aspetti migliori del film è la bellissima colonna sonora, piena di pezzi a cavallo tra i 60's ed i 70's, tipici dell'epoca della giovinezza dei personaggi, tra i quali troviamo Creedence, The Band, Rolling Stones, Beach Boys, Procol Harum, Marvin Gaye, Aretha Franklin e via dicendo, spesso protagonisti di singolari sequenze, come quella del funerale o il buon finale.