Uno dei migliori Woody del nuovo millennio, una splendida fiaba che riflette sulla nostalgia e l'origine della stessa, dando un punto di vista inedito, con la storia di Gil, scrittore californiano in vacanza a Parigi assieme alla moglie ed ai suoceri, bloccato in una carriera che sembra non spiccare per via dei suoi peculiari soggetti, molto avvezzi alla tematica nostalgica, alle prese con i suoceri che non lo apprezzano particolarmente - con la solita stoccata di Woody ai repubblicani - e Paul, un amico della coppia borioso e pedante che si vanta continuamente della sua raffinatezza, è da qui che per evadere dalla situazione Gil decide di passeggiare di notte per Parigi, finendo finalmente nell'epoca da lui tanto sognata, gli anni venti, nei quali viene a contatto con la creme de la creme degli artisti da lui venerati, in una sorta di viaggio onirico nel quale incontra soggetti come Hemingway, Fitzgerald, Dalì, Bunuel ed altre celebri menti dell'epoca, che in qualche modo lo coinvolgono e contribuiscono alla crescita del personaggio, ma più di tutti, la presenza importante è quella di Adriana, l'amante di Picasso del quale Gil si innamora, e che prova a sua volta una forte nostalgia per quella che era la belle epoque, sognando di tornare nel passato, da qui le avventure di Gil si mischiano tra i consigli sul libro che chiede ai grandi scrittori del passato e il blando ritorno al presente durante il giorno, dovendosi subire tutto l'ambaradan di fidanzata, suoceri, amici e via dicendo.
Il significato principale del film riguarda l'idealizzazione, soprattutto riguardo la nostalgia, mostrando efficacemente come i personaggi vivano di questo bias, che una volta abituati al loro tempo, inizia a fargli desiderare di vivere nel passato, Gil considera gli anni venti parigini l'era di maggiore creatività e quella dove vivrebbe, Adriana vorrebbe tornare alla bella epoque, considerandola il fiore della creatività, a loro volta, gli artisti incontrati nella belle epoque, in quella bellissima scena da Maxim's, sognano di vivere durante il rinascimento, ritenendo che la loro generazione sia priva di fantasia, una sorta di nostalgia a catena che in fondo aiuta ad apprezzare il presente.
Tante belle sequenze valorizzano il film e gli danno un forte sentore poetico, a partire dal lungo inizio con la bella colonna sonora e le immagini degli spot più pittoreschi della città, una sorta di rifacimento del grande omaggio a New York che Woody fece in "Manhattan", arrivando alle lunghe camminate notturne di Gil, tra gli anni venti e la bella epoque, tra carrozze, interni barocchi, momenti in riva alla Senna con le luci che si riflettono sull'acqua, le splendide feste del periodo organizzate da personaggi celebri, come quella di Cocteau, le due scene alla reggia di Versailles, che sono due chicche assolute, specie la seconda riguardante l'investigatore.
Poetico e sognante, ma anche con una tematica raramente trattata al cinema, un excursus sulla nostalgia ed i meccanismi che la animano che emoziona e coinvolge, bellissimo film.