Simpaticissima commedia di Woody nella New York dei ruggenti anni venti, un'opera metartistica che racconta di questo autore teatrale, che prova continuamente a sfondare a Broadway senza particolare successo, molto appassionato e che per venire prodotto è costretto a scendere a compromessi con un importante gangster del posto, che fiuta una grossa opportunità per fare felice la propria compagna, una ballerina senza alcun talento nella recitazione ma che sogna di diventare una star, da qui la sceneggiatura si sviluppa mostrando i paradossi del contesto, i compromessi che l'autore è costretto a sottostare pur di vedere finalmente messa in scena una sua opera, librandosi sempre in quel sottile equilibrio in cui la passione per il teatro sembra dargli una pazienza infinita, e la voglia di mandare tutto all'aria per via dell'esaurimento che gli sta causando, cercando in tutti i modi di limitare il minutaggio della donna, finendo per ricevere spesso minacce da Cheech, scagnozzo di Nick Valenti che scorta costantemente la fidanzata durante la produzione dello spettacolo e che inaspettatamente si rivelerà essere un talentuoso sceneggiatore teatrale che darà consigli d'oro al protagonista per la riuscita dello spettacolo, tramite questo elemento Woody mette in scena un interessante contrasto, quello tra il talento innato di Cheech, mai realmente interessatosi al teatro ma capace di concepire genialate con naturalezza e la passione di David che ha una formazione enorme sul teatro ma arranca costantemente nella scrittura, arrivando nella seconda parte a diventare dipendente dai consigli di Cheech.
Ma ci sono anche tanti altri elementi interessanti, dalla storia d'amore tra David ed Olive, la donna del gangster, che rischia di far lasciare le penne al protagonista e mette in crisi il suo matrimonio, al personaggio di Helen Sinclair, una vecchia star dell'ambiente che negli ultimi tempi è in grande calo di popolarità ma non riesce a capacitarsene, venendo spesso divorata dal suo ego, personaggio che è un riferimento / omaggio alla Norma Desmond di Sunset Boulevard, e che indaga efficientemente i meccanismi del successo.
Buona messa in scena, con una bella ricostruzione d'epoca e una fotografia calda e sgargiante, è una buonissima commedia, brillante, spigliata e con tanti spunti interessanti.