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ZELIG regia di Woody Allen

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stratoZ     8 / 10  16/01/2026 13:03:38Nuova risposta dalla tua ultima visita » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Personalmente, lo ritengo una genialata, Woody colpisce ancora con un soggetto incredibile, la storia di quest'uomo, Leonard Zelig, con una rarissima malattia, quella di trasformarsi in qualsiasi soggetto gli stia accanto, a cui verrà dato il soprannome di "camaleonte", utilizzando questo stile documentaristico, come aveva fatto precedentemente, con ottimi risultati, per "Take the money and run" nel quale la voce narrante espone i fatti riguardanti il mito di Zelig tramite finti filmati dell'epoca ed interviste delle persone a contatto con lui.

Ovviamente, la metafora è diretta e difficilmente equivocabile, Zelig rappresenta l'uomo conformista per eccellenza, quello senza una propria personalità che in base al contesto si adatta al punto da performare e diventare identico a chi gli sta accanto, Woody rende il tutto straordinariamente divertente tramite il suo stile dissacrante e spesso demenziale, mostrando le origini della malattia, l'insorgenza fin da tenera età, i casi più eccezionali come quando lo mettono accanto a persone grasse e diventa velocemente grasso come loro, o accanto a persone di colore e si scurisce pure lui rapidamente, diventando fin da subito un fenomeno mediatico, anche studiato dalla dottoressa che lo prende a cuore, ed altri eminenti scienziati, ed è estremamente funzionale il contesto in cui Woody ambienta la storia, a cavallo degli anni venti e trenta del novecento, momento chiave per il secolo, nel quale stava prendendo piede una società iperconsumistica, tra la grande depressione americana e l'insorgenza delle dittature in europa, Zelig si giostra tra questi elementi, regalando anche tante grandi scene, sparendo dalla circolazione per un po' e riapparendo in contesti particolarissimi, dalla sua presenza in mezzo ai cardinali che accompagnano il Papa, al dietro le quinte di un comizio di Hitler nel bel mezzo dei gerarchi nazisti, considerando che Zelig era ebreo, ma si è trasformato facilmente in un nazista.

O ancora, i simpaticissimi momenti con i quali Woody si prende allegramente gioco dei media e del loro costante spostare l'opinione pubblica, con i vari processi a Zelig per reati commessi quando impersonava altre persone, con la massa che cambia costantemente opinione in base a come tira il vento, diventando un mostro durante il processo, ma tornando ad essere un eroe dopo la fuga dai nazisti, venendo a contatto con un pilota d'aerei esperto ed acquisendo le stesse capacità, o ancora, il marketing basato sulla sua persona, con tanti gadget brandizzati di Zelig ed addirittura l'adattamento al cinema, con qualche simpatica stoccata all'industria di Hollywood che non si fa sfuggire un'occasione simile, ovviamente romanzando estremamente il tutto, o ancora, la fase di guarigione in cui la dottoressa ha la geniale idea di fingersi una paziente per non farsi imitare nel ruolo di dottore da Zelig, che lo porterà ad avere per un breve periodo il problema opposto, ovvero diventare scontroso e con divergenze di opinione con chiunque, addirittura facendo a botte e colpi di rastrello per un'opinione diversa sul meteo, momento divertentissimo.

Che dire, una satira antropologica e sociale geniale, divertente e con tanti momenti altissimi, bellissimo film di Woody.