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BUEN CAMINO regia di Gennaro Nunziante

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stratoZ     4½ / 10  14/01/2026 12:11:51 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Ma insomma, diciamo che in linea di massima il film ha due volti, uno che tutto sommato ho trovato accettabile, ed uno che ha messo i miei organi riproduttivi nel frullatore ed ha attivato la centrifuga alla massima potenza.

Il primo, è la componente comica, preponderante nella prima parte, in cui bisogna ammettere Zalone regala qualche bella battuta e riesce a far ridere a sprazzi, col suo personaggio così cafone e superficiale, giocandosi bene le carte in una serie di sequenze che riescono a divertire, dai momenti nella villa gigantesca con le piramidi e le statue di se stesso, all'incontro con la madre ed il nuovo compagno, con caratteri diametralmente opposti al suo - personalmente mi ha fatto ridere parecchio il momento in cui la polizia chiede le informazioni sulla ragazza e Checco non si ricorda praticamente nulla - così come anche la prima parte una volta arrivato in Francia alla ricerca di Cristel.

Dai momenti successivi il film inizia a calare, la comicità si dirada, riservando qualche momento carino - la scena dell'Ostello, quando dice che gli sembra di essere in un film, bisogna ammettere, simpaticissima - ma venendo alternata da una costruzione narrativa che inizia ad inserire elementi drammatici fondamentalmente banali, e purtroppo la direzione intrapresa sembra essere quella, nella seconda parte il film si trasforma in un dramma estremamente stereotipato, il classico rapporto padre figlia studiato a tavolino, che tra l'altro, visto il periodo di festa in cui è uscito, è semplicemente una variante dei film natalizi in cui il padre non caga la figlia per tutto l'anno e poi a natale diventa più buono, inserendo altri elementi stucchevoli che servono a trascinare avanti una storia che ha ben poco da dire, se non robetta che abbiamo visto in tutte le salse un'infinità di volte.

Nel complesso, se la prima parte mi ha quasi soddisfatto, grazie comunque ad una comicità a tratti ispirata e che funziona nel suo descrivere questo personaggio così cafone e pacchiano, la seconda sembra mandare tutto all'aria in nome dei buoni sentimenti e degli incassi facili, proponendo una trasformazione del personaggio che ho trovato forzata e di natura banalmente consolatoria.

Mi dispiace Checco, per quanto mi riguarda, artisticamente in declino, ma probabilmente produttori e box office saranno soddisfatti.