caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi Chiudi finestra

LA BALLATA DI UN PICCOLO GIOCATORE regia di Edward Berger

Nascondi tutte le risposte
Visualizza tutte le risposte
stratoZ     6½ / 10  07/01/2026 15:12:07 » Rispondi
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Devo dire, questo lavoro di Berger nel complesso non mi è dispiaciuto, in certi aspetti l'ho visto come un'occasione mancata, vuoi per la ridondanza della narrazione che tende troppo spesso a sviare lo spettatore, ma ha un'ottima base che si sviluppa, soprattutto nei primi due atti, mettendo in scena le picaresche avventure di questo giocatore d'azzardo, un Colin Farrell carismatico che vaga per i casinò di Macao, fuggito sotto una falsa identità dal Regno Unito, dopo una grossa truffa ad un'anziana, e che vive in attesa del grande colpo al baccarat per sbancare, il film viaggia bene tra una trovata ironica ed amari sottotesti, un protagonista in balia degli eventi che nonostante la sua ostentata abilità, non riesce quasi mai a controllare, uno degli aspetti che ho apprezzato di più è l'amarezza con cui vengono trattate le convenzioni dell'ambiente, col protagonista che si spaccia per un lord, sempre vestito elegante e fuma sigari e beve champagne solo per darsi un tono, ma che in realtà non apprezza affatto, come si evince in diverse scene, un'ondata di superficialità nella quale è totalmente immerso e sembra diventata il suo unico modo di essere appagato, la regia propone qualche sequenza interessante, come la l'abbuffata in hotel, tra aragoste ed altro cibo di lusso in quantità industriali, ingozzandosi fino a vomitare, perfetto emblema dell'animo iperconsumista e avaro del personaggio, ma a mio parere si perde in una seconda parte confusa, che tira in ballo fin troppi elementi, dal personaggio della Swinton, investigatrice eticamente agli antipodi del personaggio, descritta come troppo rigida, ma che finirà per abbandonarsi alle lusinghe del protagonista, alla donna del casinò, una sorta di angelo custode dell'uomo che sembra fargli svoltare la vita e generare la sua redenzione, il tutto però è trattato in maniera fin troppo frettolosa, lasciando questo elementi in balia di una certa superficialità.

Interessante sotto il punto di vista della messa in scena, tra luci abbaglianti e scenografie kitsch delle città ricostruite, un ambiente finto e pieno di apparenza esattamente come il protagonista, una regia dinamica con diverse soluzioni visive un po' tamarre - il capovolgimento rapido per fare la transizione da un tavolo all'altro - nel complesso lo considero un film discreto, anche per la mia moderata passione per il gioco d'azzardo - ho perso 200 euro a baccarat lo scorso natale -